Scienza e Tecnologia

Ricercatori cagliaritani inventano un busto salvavita

Equipe di ricercatori dell'Università di Cagliari inventa il busto salvavita "R&T Rescue". Gli ideatori: "Ora uno degli ostacoli maggiori è superare la distanza tra il mondo della ricerca Accademica e quello della produttività. Nell'isola non abbiamo avuto molti riscontri con aziende in grado di passare alla realizzazione".



CAGLIARI - Escursioni ad alta quota, itinerari di trekking estremo in località isolate e impervie. Ancora, gite nelle suggestive calette disseminate lungo la costa della Sardegna e raggiungibili solo via mare oppure percorrendo tortuosi e scoscesi sentieri. Attività molto apprezzate e praticate dai turisti, ma che mal si conciliano con l'imprevisto sempre in agguato delle crisi cardiorespiratorie e il tempestivo trasporto del malcapitato nel più vicino ospedale o centro medico attrezzato.

Ora però a scongiurare e ridurre il pericolo di vita arriva il "Remote and Touristic Rescue" ovvero un corsetto salvavita di pronto intervento e diagnosi a distanza tramite tecnologia bluetooth frutto del lavoro di un'equipe di ricercatori dell’Università di Cagliari, coordinata da Antonio Crisafulli, medico dello sport, Andrea Manuello Bertetto, ingegnere aerospaziale e con la consulenza di Alberto Concu consulente onorario del Laboratorio di Fisiologia degli Sport.

Ideato dopo lunghe e attente osservazioni sulle sofisticate apparecchiature utilizzate dalla Nasa per monitorare lo stato di salute ed efficienza fisica degli astronauti in orbita nello spazio, il "Remote and Touristic Rescue" è stato realizzato pensando alla medicina turistica. E' un vero e proprio salvavita portatile adattabile a tutte le taglie anche extra large che grazie a un dispositivo robotico dotato di contatti elettrici da applicare sulla cute del paziente, permette di tracciare l'elettrocardiogramma, la portata cardiaca, la ventilazione polmonare, inoltre uno stetoscopio elettronico incorporato può rilevare i toni cardiaci e i rumori respiratori e ancora la percentuale di saturazione di ossigeno del sangue.

Tutti questi parametri cardiorespiratori vengono inviati in tempo reale tramite piattaforma di telemedicina e tecnologia bluetooth, a un centro medico o in un ospedale attrezzato. "Sulla base dei dati fisiologici vitali ricevuti - spiega Alberto Concu - il centro medico può inviare a chi assiste in loco la persona in crisi acuta, preziose e precise indicazioni di primo soccorso nell'attesa che in paziente arrivi all'ospedale". 

"Uno degli ostacoli maggiori è superare la distanza tra il mondo della ricerca Accademica e quello della produttività - riprende Concu - purtroppo qui nell'isola non abbiamo avuto molti riscontri con aziende in grado di passare alla fase produttiva del corsetto. Ma considerando la grande utilità dell'R&T Rescue ci sono buone speranze che il progetto superi i confini dell'isola e oltre Tirreno le aziende in grado di costruirlo non mancano di sicuro".  

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