Scienza e Tecnologia

Scoperta rivoluzionaria dei fisici dell'UniversitÓ di Cagliari. Nuovo materiale per costruire tablet

Appurata per la prima volta l'esistenza di un materiale metallico e ferroelettrico, possibile rivoluzione anche per schermi e touch screen. "Studi approfonditi sulla sua applicabilitÓ tecnologica".



CAGLIARI - Scoperta rivoluzionaria dei fisici dell’Ateneo del capoluogo sardo. Appurata per la prima volta l’esistenza di un materiale metallico e ferroelettrico. Il lavoro dei ricercatori guidati da Vincenzo Fiorentini è stato pubblicato da Nature Communications. Oggetto degli studi i metalli usati in elettronica e ottica, ma anche  negli strumenti ecografici, negli schermi dei tablet e touch screen. Fisica inattesa. I ferroelettrici sono materiali usati in elettronica e ottica (memorie non volatili, generatori di ultrasuoni per ecografia). Non sono mai metallici (cioè conduttori), e viceversa, nessun metallo è ferroelettrico. Almeno, così si pensava. Un gruppo di fisici di base nell'Ateneo, usando simulazioni quantistiche, ha predetto su Nature Communications (4 aprile 2016), un materiale che è intrinsecamente metallico e ferroelettrico - il primo esempio in assoluto di materiale con queste proprietà.

Il team che ha realizzato e pubblicato le ricerche sul materiale iperferroelettrico metallico è composto da Alessio Filippetti (professore “Rientro dei cervelli” - Cagliari 2003/07, poi al Cnr - chiamato di recente da associato all’università del capoluogo), Vincenzo Fiorentini (associato dipartimento Fisica, Cagliari), Francesco Ricci (dottorando dipartimento Fisica, ora all’Università di Lovanio, Belgio), Pietro Delugas (ora alla Sissa di Trieste), Jorge Iniguez (ricercatore Luxembourg IST, visiting professor a Cagliari 2013/15). Il team ha realizzato e pubblicato le ricerche sul materiale iperferroelettrico metallico, dopo aver dimostrato con la pratica l'esistenza della polarizzazione in un metallo, ma non era mai stata ottenuta in pratica. Tante possibilità all'orizzonte, soprattutto in optoelettronica, cioè nell'interazione tra luce e dispositivi elettronici, in "accoppiamenti capacitivi" (ad esempio, gli schermi dei tablet), o in memorie non-volatili. "Bisogna vedere", afferma Fiorentini, "se qualcuno riesce a produrlo in laboratorio, parliamo di strati nanometrici, e non solo al computer, e a studiarne l'applicabilità".

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