Scienza e Tecnologia

Le scienze, le donne, il futuro: quattrocento studentesse a testimoniare il binomio donne e scienza

"Women and girls in science": le studentesse si sono ritrovate in Cittadella universitaria a Monserrato.



Una giornata di crescita, ambizioni, timori e coraggio. La scienza per le donne, le donne per la scienza in una cerimonia che ha tenuto fede alle promesse: l’aula magna Alberto Boscolo al gran completo, i docenti attentissimi, la folta platea di teen agers provenienti da scuole e licei sardi curiosi di capire e bruciare le tappe. La Giornata internazionale per le donne e le ragazze nella scienza - ieri, dalle 9 alle 17, in Cittadella universitaria a Monserrato, con i saluti di benvenuto di Antonella Rossi e Viviana Fanti - ha fatto ancora una volta canestro. L’adesione sugli eventi che coinvolgono, spiegano e includono, con semplicità e chiarezza anche su temi complessi,
IL MESSAGGIO DEL RETTORE. “Ragazze, la società civile ha bisogno di voi. Ha bisogno delle donne, non lasciamo da soli i nostro colleghi maschietti. Studiamo, approfondiamo e poi scegliamo assieme. Ma un aspetto è fondamentale: dovete crederci”. Maria Del Zompo ha messo in fila valori e sentimenti. “Ero brava in filosofia ma scelsi medicina e per poco mia madre non svenne. Per fortuna, la convinse mio nonno. Io volevo fare psichiatria, studiare il cervello. Ecco, vi dico questo perché alla fine sulle decisioni hanno un ruolo chiave la passione e le motivazioni: Cercatele trovatele, andateci dietro. Poi può anche capitare che dopo 400 anni e 60 rettori maschi io sia la prima donna rettore dell'Università di Cagliari. Ma questo non è normale. Dobbiamo - ha detto la professoressa Del Zompo - metterci sempre in gioco, accettare le sfide, puntare a raggiungere i vertici. Dunque, amate la scienza e proponetevi di più affinché sia normale che una donna arrivi in alto. Fate vivere i vostri sogni, tirateli fuori”. Il passaggio coglie anche altri aspetti. “La società ha molto bisogno dei vostri contributi, di voglia di crescere ed equilibrio. Servono donne in gamba per fare bene le cose, mica per gestire il potere. E sappiate che è tutto nelle vostre mani. Non sprecate energie pensando a fortuna e sfortuna. Lavorate sodo per abbattere la mediocrità, che non ha mai pagato e non pagherà mai”. Il rettore ha chiuso ampliando lo scenario: “La vita associa e combina diversi interessi. Serviranno maniche rimboccate e quel che conta è un fattore: dovete esserci sempre, senza mai mollare. Solo così si cresce. In bocca al lupo”.
PASSIONE E SACRIFICI. Con una brillante relazione sulle prime donne scienziate (“Vedete questa foto? Risale al 1927 ed è scattata a Bruxelles. Si tratta degli scienziati partecipanti alla conferenza internazionale Solvay. Quel che colpisce è la presenza di una sola donna: Marie Curie”) Micaela Morelli ha elencato alle future universitarie una serie di step da non fallire. “Ricordate sempre che la scienza necessita di gioco di squadra. Per noi docenti si tratta di trasmettere ai più giovani quel che sappiamo, di dare e prendere dalle nuove generazioni che ci aiutano a capire come il mondo cambi. Voi offrite flessibilità e visioni diverse, per noi è importante capire e intuire”. Il pro rettore per la Ricerca scientifica dell’Università di Cagliari, accelera: “Le opportunità capitano, sono belle e interessanti. Ma tutto richiede sacrifici e le difficoltà rendono le cose di cui vi occuperete sempre più motivanti. Su questi sentieri si cresce e si riflette”. La professoressa Morelli ha concluso citando lo scalatore Simone Moro: “Dice bene quanto rimarca che non c’è tempo per gli alibi, ma c'è sempre spazio ed energie per realizzare sogni e obiettivi. La motivazione personale è basilare e sarà il segreto del vostro successo”. A seguire, è intervenuto Alberto Masoni. Il direttore della sezione di Cagliari dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, ha rilanciato un aspetto: “Il nostro istituto coordina a livello nazionale il progetto europeo Genera, teso proprio alla promozione delle uguaglianze di genere nella ricerca scientifica. Abbiate passione e costruitevi competenze forti. Poi, qualcosa accade. Come, ad esempio, che il direttore generale del Cern di Ginevra, finito poi sulla copertina del Time, sia una donna: Fabiola Gianotti. Ragazze, metteteci passione”.
GIULIA GIORNALISTE. “Lo spazio che i media in Italia dedicano alle donne è del 18 per cento”. Un numero che equivale a una sassata. Capace di infrangere storie di professionalità sociale, scientifica e civile messe in campo quotidianamente dal mondo in rosa. Susi Ronchi, responsabile isolano dell’associazione Giulia giornaliste (“In Sardegna siamo in oltre cinquanta, siamo il gruppo più folto in Italia e ci battiamo per le questioni di genere”), taglia corto: “Il dato pessimo sulla visibilità mediatica femminile ci permette di capire tante cose. Ci dipingono come non in grado di poter fare certe scelte o magari insistono su stereotipi quali quello sulle che ragazze non si mettono in gioco di fronte a percorsi difficili”. Una pausa, la sala che tiene il fiato. “Invece, sono i media a non essersi evoluti, a stare ancora un passo indietro”. Susi Ronchi, già cronista Rai, cita un sondaggio Microsoft su scala europea. “Dopo aver interpellato le studentesse tra gli 11 e i 17 anni, si scopre che il 68 per cento dice di voler fare scienze. Ma un anno dopo, quando si deve scegliere il corso universitario, c'è la fuga dalle facoltà scientifiche. E sapete perché? Perché temono che la scelta non dia le stesse opportunità a uomini e donne. Invece - ha concluso la numero uno di Giulia - vi dico che ce la potete fare e dovete sentirvi sempre all'altezza”.

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