Spettacolo e Cultura

Guerrieri, spade e maxi foto dei siti archeologici. La Sardegna nuragica conquista Firenze

Preso d'assalto il padiglione dedicato all'Isola a TourismA, il Salone internazionale dell'archeologia allestito nel Palazzo dei congressi del capoluogo toscano. "Ricadute positive anche sul turismo".

FIRENZE - Le sculture dei guerrieri sardi, le spade dell’età nuragica e una serie di pannelli di grandi dimensioni con le panoramiche dei più importanti siti archeologici sardi. Il padiglione Sardegna è stato letteralmente preso d’assalto nel primo giorno di apertura di TourismA, il Salone internazionale dell’archeologia che stamattina ha aperto i battenti al Palazzo dei congressi di Firenze. L’elemento che caratterizza lo spazio allestito dall’editore Carlo Delfino è certamente il complesso di quattro statue di grandi dimensioni realizzate dallo scultore oristanese Carmine Piras. Un elemento scenografico di grande impatto che non ha mancato di attrarre fortemente i numerosi visitatori presenti già da oggi al Salone fiorentino. Si tratta di sculture di due metri, realizzate con materiale sintetico leggero, “vestite” con l’abbigliamento tradizionale dei soldati sardi di antichissima memoria “perché l’ispirazione", spiega l’autore Carmine Piras, "è proprio quella dei bronzetti di epoca nuragica”. Due arcieri, un pugilatore e un guerriero con scudo e spada esposti a mo’ di sentinelle ricordano ai visitatori che quello è lo spazio dedicato all’archeologia sarda. La postura e lo stile rimandano comunque alle sculture del complesso di Monte ‘ Prama che nell’ultimo periodo è diventato una sorta di marchio della cultura sarda. Grande curiosità desta anche la rastrelliera con quattro spade nuragiche realizzate con la tecnica della fusione a cera persa di cui lo scultore è un vero maestro.

Lo stand di 160 metri quadrati targato “Sardegna nuragica”, presente al Salone fiorentino, propone una sintesi dei più importanti siti presenti nell’Isola con particolare riferimento alle fonti sacre. Il filo conduttore della partecipazione sarda, quest’anno, è rappresentato infatti dal culto dell’acqua, tema che sarà trattato domenica 21, ultimo giorno del Salone, dall’archeologa Maria Ausilia Fadda. Ma il clima di attesa è palpabile anche per la presentazione della mostra “L’isola delle torri”, in programma, sempre domenica, grazie all’intervento del soprintendente regionale per la Lombardia Marco Minoja.  La fortunata esposizione, reduce dal grande successo riscosso nelle precedenti tappe di Cagliari, Roma e Milano, sarà inaugurata il 15 aprile a Zurigo dove resterà aperta e visitabile per tutta l’estate. La cultura nuragica, dunque, varca i confini nazionali per diventare portacolori di una regione ricca di testimonianze archeologiche che, se sapute promuovere, possono rappresentare una scommessa per l’economia turistica, soprattutto per riuscire nell’intento di dilatare la stagione e rivitalizzare un comparto in un periodo importante in cui, stando agli analisti di settore, si registrano chiari segnali di ripresa. Il senso della partecipazione sarda alla seconda edizione del Salone internazionale dell’archeologia è anche questo, riuscire a intercettare flussi turistici importanti e dirottarli nell’Isola puntando sulla presenza di siti archeologici di grande interesse turistico oltre che scientifico. Al riguardo è prezioso il lavoro degli operatori delle cooperative che gestiscono gli impianti, nonché dei rappresentanti dei Comuni: in questi giorni a Firenze sono presenti Cabras e Morgongiori che hanno aderito al programma. Una menzione speciale merita l’iniziativa di Unioncamere, organismo che raggruppa la quattro camere di commercio della Sardegna, che presenta il progetto denominato Arkeosardinia, una grande carta della Sardegna con la sintesi dell’intero patrimonio archeologico.

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