Spettacolo e Cultura

Case e parco in un ex campo nazista austriaco. Universitari cagliaritani vincono il premio Europan

Successo internazionale per un gruppo di laureati dell'UniversitÓ di Cagliari: i giovani della scuola di architettura del capoluogo hanno vinto il premio Europan, il loro progetto punta a riqualificare un ex campo di lavoro nazista in Austria.



CAGLIARI - Giovedì scorso a Vienna il primo premio della tredicesima edizione del Concorso internazionale di progettazione Europan, rivolto a giovani progettisti under 40, è stato consegnato nelle mani di Francesco Marras, dottorando del Dipartimento di ingegneria civile, ambientale e architettura dell'Università di Cagliari, e di altri sette tra assegnisti, dottorandi, borsisti, tutti laureati in Architettura nella Scuola di Cagliari.

Celebrato con una cadenza biennale, Europan è il più prestigioso dei premi europei e ha coinvolto in questa tredicesima edizione 15 differenti Stati europei, con 1305 progetti inviati per una quarantina di siti, di cui 35 (per complessivi 90 giovani architetti provenienti da ben 11 nazioni) per il sito di St.Polten nei pressi di Vienna. In ogni edizione del concorso si chiede ai partecipanti di sviluppare un tema progettuale differente, legato all'evoluzione del rapporto fra progetto urbano/architettura/uomo. Il tema delle ultime due edizioni è stato "la città adattabile" come possibile soluzione per uno sviluppo sostenibile dell'habitat urbano.

Il programma messo in campo per il sito austriaco di St. Polten prevede la progettazione di un nuovo sistema di abitazioni (150 nella prima fase, 500 nell'ultima), in un sito marginale della città: un'area inquinata in cui sorgeva un campo lavoro nazista, soggetta ad inondazioni frequenti, posta tra la ferrovia e il fiume. Il progetto si fonda sull'ideazione di un parco disegnato da vasche di laminazione e canali che costituiscono le fondamenta del nuovo sistema di abitazioni.

L'insediamento si inserisce su questa maglia e si completa per fasi diverse. La maglia è pensata per accompagnare e favorire il cambiamento sociale, culturale, economico e architettonico del futuro. Un progetto dunque che esplora la relazione fra paesaggio, sviluppo urbano e habitat coerentemente con le aspettative Europan, affrontando la complessità delle aree residuali della città contemporanea senza rinunciare alla qualità della proposta e alla specificità del luogo.

Del gruppo di progetto, formato totalmente all'interno del Dipartimento guidato da Antonello Sanna, fanno parte Adriano Dessì (PhD, assegnista di ricerca ), Silvia Mocci (PhD, assegnista di ricerca) - già vincitori nella nona (Carbonia) e decima (Sehil, Tolosa) edizione - Francesca Oggiano (PhD, borsista di ricerca), Francesco Marras (dottorando), Aurora Perra (dottorando), Federico Aru (dottorando ), Philip Grosch (architetto, laureato), Federico Sercis (architetto, laureato).

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