Spettacolo e Cultura

Le "sconfinate utopie" di Marina Cafè Noir

Dal 30 agosto al 4 settembre 2016 nei quartieri storici di Cagliari la quattordicesima edizione del festival Marina Cafè Noir. Tra gli ospiti Alan Pauls, Rita Indiana, Sam Millar, Wu Ming, Karim Franceschi, Marco Missiroli, Paco Roca.



CAGLIARI  - Da martedì 30 agosto a domenica 4 settembre 2016 torna a Cagliari il Marina Cafè Noir - Festival di Letterature Applicate: "Sconfinate Utopie" è il tema della rassegna che taglia quest'anno il traguardo della quattordicesima edizione. La formula del Festival rimane quella di una manifestazione popolare e gratuita che animerà il cuore della città, tra il Terrapieno e il Giardino sotto le mura, con incontri, dibattiti, reading e concerti.

Non mancheranno, come sempre, gli ospiti internazionali: dal grande scrittore argentino per la prima volta in Sardegna Alan Pauls (da molti considerato l'erede più autorevole della grande letteratura sudamericana), all'astro nascente della graphic novel spagnola Paco Roca (in collaborazione con il Festival di fumetti internazionale Nues); da uno degli autori di noir più acclamati in Francia, Hervè Le Corre, alla santodomingana Rita Indiana, figura chiave della letteratura caraibica, leader di una pop-band alternativa e attivista del movimento per i diritti LGBT; da Sam Millar, crime novelist di Belfast che dopo la lunga militanza nell'Ira e una leggendaria rapina a New York, è diventato uno degli autori irlandesi più apprezzati nel genere, al giovane sudamericano Andreas Neuman.

Spazio importante avranno gli autori italiani, portatori di una letteratura capace di confrontarsi con i grandi temi e con le trasformazioni del nostro tempo, da Marco Missiroli ai Wu Ming, da Gianna Coletti a Alessandro Bertante, dai grandi autori isolani di statura internazionale come Michela Murgia, Marcello Fois e Francesco Abate alle nuove voci della letteratura isolana come Cristian Mannu e Mauro Tetti.

Gli argomenti più vicini alle suggestioni e ai temi richiamati sin dal titolo saranno affrontati dallo scrittore e giornalista Alessandro Leogrande, che con il suo "La Frontiera" racconta come pochi altri il dramma immenso che sta attraversando il Mediterraneo; quindi da Franco La Cecla e Marco Aime, probabilmente i due antropologi oggi più conosciuti in Italia, che accompagnati da Andrea Staid condurranno il pubblico dentro il senso del pensare e fare un'antropologia "contro"; ci sarà Alberto Prunetti, scrittore, studioso dei movimenti antagonisti e autore, recentemente, di un libro prezioso come "PCSP", dove racconta le resistenze, le ribellioni e le rivolte novecentesche della sua Maremma. La studiosa italo-egiziana Claudia Galal, accompagnata da Alessandra Marchi di Gramsci Lab, racconterà invece cosa sta succedendo al Cairo nella sua parte culturalmente più vivace e underground, in un tempo in cui la politica nordafricana acquisisce toni sempre più violenti e repressivi.

Con Karim Franceschi, unico combattente italiano della brigata anti-Is ad aver partecipato alla liberazione di Kobane, si parlerà della situazione sempre delicatissima e complessa che riguarda i territori curdi, mentre con Mimmo Lucano, sindaco del paese di Riace e considerato dal prestigioso "Fortune" uno dei cinquanta uomini più influenti del mondo, verrà raccontato il fortunato esperimento di convivenza tra popoli avvenuto nella cittadina calabrese da più di dieci anni. Con lo psichiatra Alessandro Coni, invece, sarà illustrato il progetto "Sentieri di Libertà", un modo nuovo di pensare il camminare come terapia e cura individuale, sociale e del territorio. Con l'editore e scrittore Marco Cassini si farà il punto, insieme ai numerosi editori presenti al festival (Sur, EnneEnne, Milieù, Eleuthera, AgenziaX, Alegre) sulla forza e sul destino dei piccoli e medi editori a forte progettualità. Con amici storici del Festival, come i giornalisti Marco Mathieu e Andrea Pomini, il poeta e traduttore Marc Porcu e lo scrittore Serge Quadruppani si approfondirà la conoscenza dei nostri autori e dei tanti spunti e argomenti a loro legati.

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