Spettacolo e Cultura

Seneghe, settembre è tempo di poesia: Cabudanne de sos poetas

Il 1° settembre prende il via a Seneghe la dodicesima edizione del Cabudanne de sos poetas. L'inaugurazione è alle 19.00 nel Campo della Grande Quercia con la non-scuola e il "Don Giovanni Maradittu" di Molière.



SENEGHE (OR) - Giovedì 1° settembre prende il via la dodicesima edizione del Cabudanne de sos poetas organizzato dall'associazione Perda Sonadora. Il festival di poesia vedrà tra le strette vie, le piazze, i bar e il vecchio frantoio di Seneghe oltre trenta appuntamenti sotto la volta stellata del Montiferru, articolati dalla mattina fino a tarda notte. Poesia "A voce alta" come il titolo che contraddistingue questa edizione la cui direzione artistica è affidata stavolta a Roberto Magnani, nato e cresciuto dentro il Teatro delle Albe di Ravenna, e da nove anni regista a Seneghe della non-scuola, una pratica teatral-pedagogica centrata sul gioco del teatro e sulla forza incendiaria dell'adolescente, fondata dal regista e drammaturgo Marco Martinelli e Ermanna Montanari delle Albe. "A voce alta vuole indicare la forza della poesia letta in pubblico quando riesce a creare quel momento colmo di grazia e silenzio, quando le orecchie si drizzano e la mente si abbandona alla musica delle parole, quando il tempo sembra fermarsi e le parole fissate sulla carta si infiammano nella voce del poeta, messaggero di forze divine antiche e misteriose", spiega Magnani.

Non solo opere in versi, ma anche musica, reading, incontri, libri, laboratori, proiezioni, teatro, profumi e sapori della tradizione, fino a domenica 4. Oltre quaranta gli ospiti: l'arte dell'improvvisazione poetica in "limba" si confronta con i poeti e gli autori in arrivo da diverse parti d'Italia e del mondo, con gli esperti di storia e cultura della Sardegna, traduttori, scrittori, attori, cantautori, editori, musicisti, compositori, esperti di musica, di lingue straniere, filologia romanza e linguistica sarda. E ancora, la poesia incontra i giovani artisti, grafici, fumettisti, programmatori informatici, fotografi, appassionati di astronomia, chiamati a raccolta per condurre i diversi laboratori dedicati ai più piccoli ma anche agli adulti, al fresco della prima brezza di fine estate. La poesia dialoga con le tante forme d'arte e sintonizza all'ascolto intimo dei luoghi antichi e dell'espressione di un paese e di una comunità.

Come sempre l'inaugurazione di rito è alle 19.00 nel fiabesco Campo della Grande Quercia, con l'esito del laboratorio teatrale che vede oltre cinquanta giovanissimi seneghesi impegnati da un anno nell'allestimento teatrale della riscrittura del classico di Molière "Don Giovanni Maradittu". Dopo nove anni di conduzione del laboratorio della non-scuola che inaugura ogni anno a Seneghe la festa del Cabudanne de sos poetas, il testimone della direzione passa in questa edizione a due giovani allievi che intrapresero appena undicenni il percorso laboratoriale sotto la guida di Roberto Magnani: Mariano Mastinu e Domenico Cubeddu. "Una scelta che pone l'accento sul potere epidemico del teatro, di come nel percorso di semina si possa godere della felicità della crescita, e azzardare e scommettere su nuovi inizi, su nuove sempre verdi generazioni", sottolinea il direttore artistico.

Subito dopo nella antica Via Pippia alle ore 20.00 sarà la volta dell'esito del laboratorio musicale incentrato sulla tematica della voce condotto da Simone Marzocchi, trombettista, musicista e compositore, tra i talenti della scuola sperimentale dell'Orchestra Corelli di Ravenna di cui è prima tromba. Collabora con il Teatro delle Albe, e dallo scorso anno con il Cabudanne. "Orecchie dritte" è  il titolo di questa installazione vivente per le vie di Seneghe: "musica fantastica per bambini … o per la parte bambina degli adulti".

Alle 21.00 in Piazza dei Balli la proiezione del film-documentario "Eresia della Felicità" di Alessandro Penta, il racconto dei due laboratori  esplosivi a cielo aperto che hanno visto riuniti oltre duecento ragazzi provenienti da Seneghe e dai vari laboratori d'Italia e del mondo recitare in coro e a voce alta. Ospite il primo, nel luglio 2011, all’interno del festival "Santarcangelo 41",diretto da Ermanna Montanari, attrice del Teatro delle Albe; il secondo, nel luglio 2015 a Milano, all'interno della  rassegna "Da vicino nessuno è normale" dell'associazione Olinda e inserito all'interno delle manifestazioni EXPO 2015, nei fossati del Castello Sforzesco, sotto la direzione di Marco Martinelli, ispirata ai versi di Vladimir Majakovskij. Una bella avventura teatrale tradotta in immagini dal regista modenese esperto di documentario narrativo e utilizzo del video in contesti sociali. Autore di diversi documentari tra i quali Vialppocrate45 con cui ha raccontato la trasformazione dell'ex ospedale Paolo Pini di Milano, ed Effetto Thioro, il primo viaggio in Senegal di una bambina nata da una coppia mista.

Alle 22.30 in Piazza di Santa Maria la tradizionale gara poetica "sa Repentina" con la poesia improvvisata seneghese di Efisio Caddeo e Remo Orrù accompagnati dal noto fisarmonicista Mario Feurra. Un appuntamento organizzato in collaborazione con il Comitato per i festeggiamenti di San Raimondo.

Alle 24.00 sempre in Piazza di Santa Maria chiusura della prima giornata con l'esplosiva miscela di blues, funky e soul in chiave acustica del chitarrista Francesco Piu, accompagnato alla batteria da Giovanni Gaias. Giovane bluesman sardo con quattro album all'attivo si è ritagliato negli ultimi anni uno spazio di rilievo nel panorama del blues nazionale ed internazionale. Ha avuto l'onore di partecipare a diversi festival prestigiosi aprendo i concerti di grandi artisti quali John Mayall, Larry Carlton e Robben Ford.

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