Spettacolo e Cultura

"Villaggio sardo" al porto di Cagliari. 5 giorni tra cibo, tradizione e "Is Animeddas"

Piatti di mare, funghi, carne e specialità isolane come su mazzamurru e purpuzza. Specialità garantite anche per i vegani, poi maschere tradizionali e feste per bambini. InvitaS, dal 29 ottobre al 2 novembre prossimi.



CAGLIARI - Non è necessario mettersi in viaggio per scoprire la Sardegna, nel ponte di inizio novembre. Anche perchè, a Cagliari, sono ben 5 le giornate dedicate alle ricette e all'artigianato della millenaria tradizione sarda. Dal 29 ottobre al 2 novembre prossimi c'è il bis di InvitaS, il porto di Cagliari si trasforma in un'imponente "galleria dell'Isola" all'aperto. Oltre 700 persone impegnate nell'organizzazione, 150 gli espositori da tutte le Province e ben 7 aree food con cucina a vista e 500 posti a sedere. Dal pane ai dolci, passando per piatti di mare, funghi, carne e formaggio arrosto del “re dei funghi” del Letizia di Nuxis, Manuele Fanutza. C'è spazio per le preferenze alimentari di tutti, inclusi i vegani. Sono già particolarità della cucina sarda, alle quali si aggiungono di diritto su mazzamurru con porchettone a cura di Damiano Basciu, il pilau di Calasetta dello chef Tony Porseo e il pesce fritto di Angelo Ibba e Gianranco Piras, la purpuzza alla barbarcina, su pani lentu e il pecorino arrosto di Mario Dessolis, oltre all'olio, il miele e i croccantini della sposa, il cascà di Carloforte e le birre artigianali.

Anche l'occhio vuole la sua parte: l'associazione Primavera Sulcitana lo sa bene, ecco perchè nella porta-cartolina di Cagliari stanno già scaldando i motori molti progagonisti della Sardegna, pronti a far trionfare il folklore. Nicola Agus e le sue launeddas, lo sport nuragico di Daniele Manca, i bronzetti di Andrea Loddo. Ancora: i mamuthones e issohadores di Mamoiada e i boes e merdules di Ottana, tutte unicità sarde pronte a stregare i tantissimi visitatori attesi. Le sfilate di abiti tipici, grazie all'impegno dell'associazione Sant'Efis e Le Fruste del Campidano, entrambe di Monserrato. Le minatrici, le janas e le tessitrici a cura dell'associazione Libera, le rappresentazioni sul Rinascimento con in prima linea il Marchesato di Villasor. Lungo tutte le 5 giornate garantita anche la musica dal vivo e le dimostrazioni, negli stand, della lavorazione di pane, pasta, fomaggio e ricotta, oltre all'impagliatura delle sedie e lo sconfinato artigianato sardo. Ogni giorno è una festa continua, al porto di Cagliari. Lo start, in grande stile, è sabato 29 ottobre alle 11:00, con la parata composta da una rappresentanza di ogni settore presente a InvitaS. Dopo il discorso delle autorità, spazio a “su cumbidu”, con l'offerta di dolcetti a tutti i presenti. Per gli eventi speciali, proprio in occasione della festa-ricordo dei morti, "Is Animeddas e su mortu mortu": il 31 ottobre e 1 novembre festa per bambini – aperta a tutti – con dolcetti, noci, melograni e mandarini offerti per onorare quella che è una tra le tante tradizioni della terra dei 4 mori. Il "villaggio sardo" chiude i battenti la sera del 2 novembre.

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