Spettacolo e Cultura

Festival Éntula, a Cagliari si parla della "cultura degli altri"

“La cultura degli altri” è il titolo del convegno organizzato all'interno del festival Éntula e in programma sabato 5 e domenica 6 novembre al Teatro Massimo di Cagliari.



CAGLIARI - "L’istruzione, di ogni grado, costituisce uno dei principali strumenti per costruire una cultura di pace". Questa dichiarazione e programma di azione per una cultura di Pace (art.4, ONU, 13 settembre 1999) è il punto di partenza per una riflessione che coinvolgerà scrittori, operatori culturali, studenti e amministratori locali nella due giorni in programma al Teatro Massimo di Cagliari sabato 5 e domenica 6 novembre, nel consueto appuntamento con il Convegno Stile Lìberos, all’interno della quarta edizione del festival Éntula.

Dopo aver affrontato lo scorso anno il rapporto tra la cultura e il benessere psicofisico e nelle precedenti edizioni il tema della cultura come fattore di sviluppo economico, il tema di quest’anno è “La cultura degli altri”, o di come una maggiore conoscenza delle culture dei migranti sia l’unico vaccino possibile contro la diffidenza e il razzismo, perché dalla non conoscenza nasce la paura, e dalla paura all’odio il passo è breve. La cultura può e deve essere uno strumento di pace, di reciproco riconoscimento per il superamento delle mappe mentali costruite sulla dicotomia tra “noi” e “loro” in un’area storicamente di confine quale quella mediterranea. In questa occasione verrà presentato il progetto Refugees Welcome Italia, che permette ai privati cittadini di accogliere rifugiati nelle proprie case.

I lavori del convegno al via sabato 5 novembre alle 10.30 al Teatro Massimo di viale Trento. Due gli appuntamenti in programma nel corso della mattinata. Alle 11 l'incontro “L’ABC dei diritti umani”, con Marco Pisu del Gruppo 128 di Amnesty International, che racconta il progetto EDU (Educazione ai Diritti Umani) e gli studenti del Liceo Gramsci di Olbia e quelli del Liceo Eleonora D’Arborea di Cagliari che hanno partecipato al progetto L’Europa inizia a Lampedusa. Coordina la giornalista Paola Pilia.

Alle 12 “Mediterraneo rosso”, a confronto Luca Foschi, giornalista freelance inviato in zone a rischio e dottorando di ricerca all'Università di Cagliari, e Nawal Soufi, attivista italo-marocchina. I siriani l'hanno soprannominata "Lady Sos" perché quando si trovano alla deriva, sanno che il suo numero è sempre attivo e la chiamano. Lei avverte la Guardia Costiera fornendo ai militari le coordinate della posizione dell'imbarcazione. Poi corre al porto ad accoglierli, fornisce loro cibo, acqua, vestiti, pannolini per bambini, contatti utili.

Nel pomeriggio alle 16, L’Europa inizia da lontano, con Gabriel Tzeggai dell'Archivio Memorie Migranti, progetto che raccoglie un gruppo di autori, ricercatori, registi, migranti e non, impegnati nel tentativo di dare vita a un nuovo modo di comunicare, partecipato e interattivo, che lasci traccia dei processi migratori in corso e allo stesso tempo permetta l'inserimento di memorie 'altre' nel patrimonio collettivo della memoria nazionale e transnazionale.

Alle 17 “Aiutiamoli a casa mia”, la presentazione del progetto Refugees Welcome Italia, che permette ai privati cittadini di accogliere rifugiati nelle proprie case. Con Fabiana Musicco, cofondatrice, Eva Garau, assegnista di ricerca in storia contemporanea, e Daniele Biella, giornalista e autore del libro “Nawal, l'angelo dei profughi”. Coordina la giornalista Paola Pilia. La serata si conclude alle 18 con “L’eleganza del muro”, opera muraria a più voci, a cura dell'associazione KaraLettura.

Domenica 6 novembre la giornata si apre alle 10.30 con l'incontro “La cultura cuore dell’accoglienza”, con Paolo Frau, assessore alla cultura del Comune di Cagliari, Dolores Melis, direttrice della MEM, Valentina Piras dell’Associazione di mediatori di pace Genti de mesu, Paola Masala, curatrice del progetto “Nois, il Tg dei migranti”. Durante l’incontro sarà proiettato il video La Biblioteca Multiculturale di Cagliari.

Alle 11.30 “Sardegna oltre i confini”, con Stefania Muresu (Associazione Culturale 4Caniperstrada), Michele Virdis (Vicesindaco di Sarule) e Mauro Carta (ACLI); coordina il giornalista Alberto Urgu. L’incontro è preceduto dalla proiezione del video Oltre i miei confini.

Alle 12.30 “Angeli e demoni”, ultimo appuntamento della giornata, con Daniele Biella e Nawal Soufi.

Durante il convegno, dal pomeriggio di sabato, sarà possibile vedere il docufilm Nako -La terra che sarà proiettato in loop nella Sala M3. “Nako – La terra” è una produzione di Video Partecipativo Sardegna e dell’Associazione Culturale 4Caniperstrada che racconta il lavoro, i sogni e le aspirazioni di un gruppo di persone migranti che si trovano in un centro di accoglienza nel centro della Sardegna.

Nello spazio antistante il minimax sarà visitabile la mostra L’alfabeto del viaggio, a cura di Amnesty International.

Il convegno “La cultura degli altri” è organizzato dall’associazione Lìberos in collaborazione con Emergency, Amnesty International – Gruppo 128 Cagliari, Sardegna Teatro, MEM – Mediateca del Mediterraneo, KaraLettura, La Malince, Genti de Mesu, Nois, Kalama, Art'In, Sardex e all’interno del programma “10 nodi: i festival d’autunno a Cagliari”. L’ingresso è libero.

Nella foto Nawal Soufi

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