Spettacolo e Cultura

Elezioni Usa, la sfida Trump-Clinton si combatte anche nel linguaggio di genere

Linguaggio di genere e potere nelle elezioni Usa: un volume svela le strategie linguistiche adottate da Hillary Clinton: nella campagna elettorale molto più spazio alle tematiche femminili.



CAGLIARI - La "gender card" è entrata prepotentemente nella campagna elettorale di Hillary Clinton: a svelarlo sono le ricerche condotte da una docente dell'Università di Cagliari sulle strategie linguistiche adottate dalla candidata democratica alla Presidenza degli Stati Uniti per affermare la propria autorevolezza e la propria competenza nel mondo politico. Il volume della professoressa Michela Giordano - dal titolo "18 Million Cracks in the Glass Ceiling. Language, Gender and Power in Hillary R. Clinton's Political Rhetoric" - si sofferma in particolare sui cambiamenti adottati nel linguaggio utilizzato dalla candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti dagli anni in cui era First Lady al periodo del suo mandato come Segretario di Stato nella Presidenza di Obama.

Il libro, pubblicato nel 2012 e arricchito con le più recenti ricerche e dunque tornato di strettissima attualità, esplora il complesso rapporto tra le tematiche linguistiche, politiche e di genere attraverso la figura dibattuta e controversa di Hillary R. Clinton. L'analisi esamina la candidata sia come esponente politico impegnato in interviste, conferenze stampa e dibattiti, sia come personaggio pubblico preso spesso di mira dei mass media.

Per molti anni, Hillary Clinton è stata rappresentata dalla stampa come una strega, una "lady Macbeth", una donna prepotente e fredda. Dal volume di Michela Giordano e dalle più recenti ricerche condotte dalla docente dell'Università di Cagliari sulle elezioni del 2016 emerge come la candidata democratica alla Presidenza degli Stati Uniti sia consapevole di aver acquisito negli anni credibilità anche come possibile commander in chief delle Forze armate statunitensi e stia ora dando maggior spazio alle tematiche che toccano di più le donne, come il sostegno alle famiglie, il planning famigliare e l'aborto. Gli attacchi al suo look non mancano, ma questa volta la "gender card" sembra aver giocato a suo favore. Sarà forse anche per questo che secondo i sondaggi le donne la preferiscono a Donald Trump, mostrando che se la candidata democratica vincerà, sarà in gran parte grazie al voto femminile.

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