Spettacolo e Cultura

A Cagliari rassegna sul regista Roberto Faenza. A marzo premio alla carriera

Dal 31 gennaio al 17 marzo le proiezioni di tutti i film del regista torinese nelle sale della Cineteca Sarda, accompagnate dall’analisi di critici ed esperti. Tra gli ospiti eccellenti Antonio Padellaro del Fattoquotidiano. Il 18 marzo il premio alla carriera nel Teatro Comunale di Elmas, preceduto dal concerto di Romeo Scaccia.



CAGLIARI - È dedicata a Roberto Faenza la retrospettiva “Contaminazioni tra Cinema e Letteratura”, la rassegna che l’Associazione culturale L’Alambicco, con il sostegno della Regione Sardegna, dedica ogni anno a un grande autore cinematografico italiano. Una kermesse che dal 31 gennaio al 17 marzo si propone di far conoscere in varie tappe l’opera omnia dello “scomodo regista” torinese, con la proiezione a ingresso libero dei suoi film nelle sale della Cineteca Sarda di viale Trieste, accostata all’analisi di critici, giornalisti e docenti universitari che possono favorirne la comprensione. Arriveranno così in Sardegna ospiti nazionali del calibro di Antonio Padellaro, Gabriella Gallozzi, Anton Giulio Mancino e Carmen De Stasio.

A Roberto Faenza sarà quindi assegnato il Premio alla carriera, un importante riconoscimento che L’Alambicco – associazione da oltre vent’anni impegnata nella promozione del cinema italiano d’autore – ha già riservato a personaggi come Liliana Cavani, Francesco Rosi, Pupi Avati, Mario Monicelli, Ettore Scola, Giuliano Montaldo, solo per citarne alcuni.

LA CARRIERA. Regista, sceneggiatore e saggista nato nel 1943 da genitori ebrei, cugino di secondo grado dello scrittore Primo Levi, Faenza ha fatto dell’impegno sociale e civile uno stile artistico e di vita. Una lunga carriera la sua, iniziata subito dopo il diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, con la scure della censura spesso dietro l’angolo.  Laureatosi in Scienze politiche nel 1970 all'Università di Pavia, Faenza ha insegnato Mass Communication al Federal City College di Washington, e dal ‘78 al 2004 è stato docente di Sociologia della comunicazione all'Università di Pisa, dove ha pubblicato diversi saggi polemici sul potere dei mass-media.

Ha al suo attivo un lungo elenco di film, spesso ispirati alla letteratura, e celebri documentari che prendono di mira la politica, tra i quali “Forza Italia!”, realizzato insieme ad Antonio Padellaro e Marco Tullio Giordana e “Silvio forever”, firmato insieme a Filippo Macelloni su sceneggiatura di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. L’autore ha vinto il Davide di Donatello nel 1993 come miglior regista per il film “Jona che visse nella balena”, tratto da “Anni d'infanzia”, libro autobiografico di Jona Oberski che racconta la tragedia di un bambino ebreo olandese deportato in un campo di concentramento. Per la televisione, nel 2011 ha girato “Il delitto di via Poma” ripercorrendo la tragica vicenda dell'assassinio di Simonetta Cesaroni.

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