Spettacolo e Cultura

'La frontiera', sui passi delle migrazioni. A Cagliari l'autore Alessandro Leogrande

Domani, sabato 1 aprile, Alessandro Leogrande presenta La Frontiera (Feltrinelli 2016) a Cagliari. L'appuntamento, alle 18.30 al Caffè Savoia, è organizzato in collaborazione con Genti de Mesu, GUS e Refugees Welcome Italia.



CAGLIARI - Prosegue il tour letterario di Alessandro Leogrande, organizzato all'interno della quinta edizione di Éntula, il festival letterario diffuso dell'associazione Lìberos che per i prossimi otto mesi animerà con presentazioni e incontri le piazze, le biblioteche e i teatri dei piccoli e grandi centri della Sardegna. Il giornalista e scrittore presenta La frontiera (Feltrinelli) il suo ultimo libro, nel quale diventa viaggiatore e torna sui luoghi delle tragedie per raccontare il viaggio che è la chiave delle migrazioni.

Oggi, venerdì 31 marzo doppio appuntamento alle 11.30 al Liceo Classico De Castro di Oristano e alle 18 a Casa Mandis a Villanovaforru, dove interverrà Dickson Apoki, poeta poliglotta ospite della comunità Consorzio. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con Su Enau e Solidarietà Consorzio. Domani, sabato 1 aprile ultima presentazione alle 18:30 al Caffè Savoia di Cagliari, in collaborazione con Genti de Mesu, GUS e Refugees Welcome Italia.

LA FRONTIERA. C’è una linea immaginaria eppure realissima, una ferita non chiusa, un luogo di tutti e di nessuno di cui ognuno, invisibilmente, è parte: è la frontiera che separa e insieme unisce il Nord del mondo, democratico, liberale e civilizzato, e il Sud, povero, morso dalla guerra, arretrato e antidemocratico. È sul margine di questa frontiera che si gioca il Grande gioco del mondo contemporaneo. Questa soglia è inafferrabile, indefinibile, non-materiale: la scrittura vi si avvicina per approssimazioni, tentativi, muovendosi nell’inesplorato, là dove si consumano le migrazioni e i respingimenti, là dove si combatte per vivere o per morire. Leogrande ci porta a bordo delle navi dell’operazione Mare Nostrum e pesca le parole dai fondali marini in cui stanno incastrate e nascoste. Ci porta a conoscere trafficanti e baby-scafisti, insieme alle storie dei sopravvissuti ai naufragi del Mediterraneo al largo di Lampedusa; ricostruisce la storia degli eritrei, popolo tra i popoli forzati alla migrazione da una feroce dittatura, causata anche dal colonialismo italiano; ci racconta l’altra frontiera, quella greca, quella di Alba Dorata e di Patrasso, e poi l’altra ancora, quella dei Balcani; ci introduce in una Libia esplosa e devastata, ci fa entrare dentro i Cie italiani e i loro soprusi, nella violenza della periferia romana e in quella nascosta nelle nostre anime: così si dà parola all’innominabile buco nero in cui ogni giorno sprofondano il diritto comunitario e le nostre coscienze. Quanta sofferenza. Quanto caos. Quanta indifferenza. Da qualche parte nel futuro, i nostri discendenti si chiederanno come abbiamo potuto lasciare che tutto ciò accadesse.Quella parola indica una linea lunga chilometri e spessa anni. Un solco che attraversa la materia e il tempo, le notti e i giorni, le generazioni e le stesse voci che ne parlano, si inseguono, si accavallano, si contraddicono, si comprimono, si dilatano. È la frontiera.

Alessandro Leogrande è nato a Taranto nel 1977 e vive a Roma. È vicedirettore del mensile “Lo straniero”. Collabora con “il Corriere del Mezzogiorno”, “il Riformista”, “Saturno” (inserto culturale de “il Fatto Quotidiano”), Radio Tre. Ha scritto: Un mare nascosto (L’ancora del Mediterraneo, 2000), Nel paese dei viceré. L’Italia tra pace e guerra (L’ancora del Mediterraneo, 2006), Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (Mondadori, 2008), Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali (Fandango, 2010), Fumo sulla città (Fandango, 2013). Ha curato le antologie Nel Sud senza bussola. Venti voci per ritrovare l’orientamento (con Goffredo Fofi; L’ancora del Mediterraneo, 2002), Ogni maledetta domenica. Otto storie di calcio (minimum fax, 2010). Feltrinelli ha pubblicato Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (2011; premi Volponi e Kapuściński), da cui è stata tratta l’opera Katër i Radës, La frontiera (2015), Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (2016) e, nella collana digitale Zoom, Adriatico (2011).

IL FESTIVAL non si fermerà fino a novembre. Lo spirito resta quello di estendere l'offerta culturale al maggior numero di comunità, comprese le più piccole ed eccentriche. Autori sardi, italiani e internazionali che da aprile a novembre attraverseranno l'isola guidati da Lìberos e dagli animatori di questa particolare comunità culturale: lettori, bibliotecari, librai, associazioni, scrittori stessi.

I NOMI. Alessandro Leogrande, Milena Agus, Gesuino Nèmus, Otto Gabos, Marcello Fois, Sergio Rizzo, Simone Cristicchi, Fabio Geda, Fabio Stassi, Michele Vaccari, Gavino Zucca, Franco Arminio, Paolo Di Paolo, Maurizio Dematteis, Kenneth Oppel, Loredana Lipperini, Michaël Uras.

I LUOGHI. Ad Arzana, Bortigiadas, Cagliari, Castelsardo, Desulo, Fordongianus, Iglesias, Mogoro, Neoneli, Nuoro, Oristano, Porto Torres, Sarule, Sassari si aggiungono in questa quinta edizione Ales, Bono, Fonni, Sadali, Sanluri e Turri.

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