Spettacolo e Cultura

Spopolamento dei piccoli centri e "viaggi di carta" per il mondo. Successo a Oristano per "Leggendo ancora insieme"

4 giorni tra approfondimenti e emozioni, tra la piaga dell'emigrazione dei sardi e la magia di letture e suoni dal resto del globo terracqueo. In migliaia al chiostro Hospitalis per la rassegna letteraria.



ORISTANO - Quattro giorni di approfondimenti ed emozioni: si è chiusa sabato la VI edizione della rassegna letteraria Leggendo Ancora Insieme - Di Gente in Gente, che si è svolta dal 2 al 5 agosto scorsi presso il chiostro Hospitalis Sancti Antoni a Oristano.  Promossa dall’associazione culturale Heuristic e sostenuto dalla Regione e dal Comune di Oristano, la manifestazione ha proposto una serie di incontri dove, letteratura, informazione, cinema e musica, hanno disegnato una visione ampia sul fenomeno delle migrazioni e dell’incontro fra culture. La risposta del pubblico della città di Eleonora non si è fatta attendere già dalla prima serata.  “Abbiamo voluto fortemente che questa edizione fosse un momento di condivisione più aperto possibile – ha commentato Marina Casta, presidente dell’associazione Heuristic. Gli oristanesi, e non solo loro, lo hanno capito e ci hanno sostenuto con la loro presenza. Non potevamo augurarci un risultato migliore”.

Mercoledì 2 agosto si è parlato del destino dei piccoli centri dell'Isola, con Francesco Cocco, Nicolò Fenu e Matteo Lecis Cocco-Ortu del collettivo Sardarch di Cagliari, che ha presentato la ricerca Spop-Istantanee dello spopolamento in Sardegna edita da LetteraVentidue edizioni. L’urgenza del tema, indagato ormai da decenni, ha acceso il dibattito tra il giornalista Giacomo Mameli, che ha denunciato l’indifferenza e una mancata presa di coscienza del problema da parte della politica regionale. Paola Piras, giurista dell’Università di Cagliari, ha posto l’accento sulla necessità di una pianificazione a lungo termine in grado di contrastare la desertificazione di intere aree dell’isola. A loro si sono aggiunti gli interventi di due sindaci del Barigadu, Ovidio Loi di Ula Tirso e Francesco Mura di Nughedu Santa Vittoria, che hanno rivendicato per i propri cittadini gli stessi diritti dei conterranei cagliaritani o sassaresi. Trovare un equilibrio tra la razionalizzazione dei servizi e l’accesso agli stessi è sembrato il nodo cruciale da sciogliere. A chiusura della serata, Simone Cireddu ha introdotto La Gabbia Dorata – La Jaula de Oro, dello spagnolo Diego Quemada-Diez, road movie affascinante e necessario, in cui i dialoghi lasciano spazio alle immagini. Un racconto toccante del sogno americano di tre giovani guatemaltechi, unici attori protagonisti in un cast scelto nei luoghi delle riprese, vincitore del premio A Certain Talent per il cast nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2013. Giovedì 3, spazio dedicato alle letture in lingua madre da diverse parti del mondo: dal Kenya, agli Stati Uniti, dalla Romania all’Angola. Un viaggio attraverso sonorità sconosciute, storie lontane e allo stesso tempo familiari. A seguire il calore delle parole e la forza empatica di Milton Fernandez, direttore artistico del Festival della Letteratura di Milano, attore, regista teatrale e scrittore uruguaiano da anni in Italia, che ha rapito il pubblico con le sue storie al femminile raccolte nel libro Donne (pazze, sognatrici, rivoluzionarie). “In Sardegna non c’era niente, me ne sono dovuto andare”: è la frase rimbalzata più spesso nelle testimonianze di 24 minatori sardi partiti in Belgio intervistati da Simone Cireddu e Barbara Pinna, protagoniste de La Mina-Uomini contro carbone: cinepoema proiettato a sigillo della serata, a ricordarci il comune destino di popoli migranti.

MARINA CASTA

Venerdì 4 è stato il tempo dell’omaggio a Giulio Angioni con letture ad alta voce per ricordare l’opera di uno dei più brillanti intellettuali sardi della nostra storia contemporanea. Durante la seconda parte dell’incontro Nader Ghazvinizadeh, scrittore bolognese, figlio di un microbiologo iraniano e di una studentessa di lettere italiana, ci ha raccontato il suo I Cosmonauti: mosaico di tre racconti, a metà strada tra prosa e poesia, che fotografa il microcosmo della provincia italiana. Scrive di ciò che conosce la cantautrice cagliaritana Chiara Effe che, sulle note dei brani tratti dall’album Via Aquilone del 2015, ha trasportato il pubblico sul Mediterraneo di Cagliari, sui quartieri storici e, con delicatezza, ha cantato l’intimità dei ricordi di bambina. La chiusura di sabato ha visto l’Hospitalis Sancti Antoni gremito fin dalle letture in lingua originale con gli stranieri residenti ad Oristano, incontri da cui è nato il tema stesso del festival, incentrato sul dialogo interculturale. La serata ha continuato il suo viaggio nel Senegal del cantastorie Mamadou Mbengas e del suo libro Kumba-con-madre e Kumba-senza-madre che, attraverso i suoi racconti dei Griot, ci ha ricondotti all’antica tradizione orale sarda, veicolo di cristallizzazione di gran parte del patrimonio culturale isolano. L’ultimo atto è toccato alla grinta di Rossella Faa e il suo "Bella, Bella, Bella...Sa Beccesa", performance incentrata sul tema della vecchiaia attiva, indagato con ironia e assoluta leggerezza. Il fitto calendario di appuntamenti continua ad animare la città fino a dicembre, con presentazioni di libri, letture condivise e le attività con le scuole.

ROSSELLA FAA

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