Spettacolo e Cultura

Il 2 e 3 settembre a Cabras l'antico rito della Corsa degli Scalzi. Le cose da sapere

I prossimi 2 e 3 settembre nel villaggio di San Salvatore a Cabras verrà celebrata la Corsa degli Scalzi. Un rito religioso antichissimo che ha origine nel 1600 durante le incursioni dei Mori in Sardegna.



ORISTANO - Il piccolo villaggio di San Salvatore da oggi 25 agosto prende vita e diventa lo scenario dell'emozionante "Corsa degli scalzi", manifestazione di particolare rilievo per il contesto in cui si svolge e per il fervore con cui è vissuta.

Le celebrazioni cominceranno oggi quando un gruppo di donne vestite del tipico costume di Cabras e a piedi nudi, portera in processione il simulacro del Santo (la Processione de "Santu Srabadoeddu") dalla chiesa Maggiore di Cabras al santuario di San Salvatore, laddove i riti religiosi si susseguirenno per nove giorni.

La corsa vera e propria ha inizio all'alba del primo sabato di settembre. Procurato "s'abidu" (abito di confraternita) i giovani si danno appuntamento nel sagrato della chiesa Maggiore di Cabras, da lì il simulacro viene portato in processione fino alla periferia del paese. A questo punto "is curridoris" (i corridori) legano "s'abidu" all'altezza della vita, coprono la lettiga che racchiude il simulacro del Santo e iniziano la corsa fino al villaggio di San Salvatore di Sinis. Una "muda" composta da due giovani corridori tiene la portantina col simulacro e nessuno dovrà tentare di superarla. Ogni cento metri si danno il cambio e durante il percorso gridano "Viva Santu Srabadoi" (San Salvatore). Arrivati al villaggio "is curridoris" vengono accolti da centinaia di fedeli e dai turisti.

Il medesimo rituale si svolgerà domenica 3 settembre con l'itinerario contrario fino a concludersi all'ingresso del paese dove li attenderà un'immensa folla che darà vita alla processione che si concluderà di fronte al sagrato della chiesa di Santa Maria Assunta. "Is curridororis" si danno appuntamento "A attrus annus". Il lunedì seguente le donne in processione riportano il simulacro nella chiesa Maggiore. Il rito della corsa degli scalzi vuole essere di buon auspicio per il raccolto, la pescosità nello stagno e la fertilità delle greggi.

Come riporta il sito www.corsadegliscalzi.it si tratta di un rito antico: "Nel 1619 erano in corso le incursioni dei Mori in Sardegna. Gli abitanti del luogo, per proteggersi dall’avanzata dei saraceni e con l'idea di mettere al sicuro la statua di San Salvatore, escogitarono un piano per spaventare i nemici. Per dare l'idea di essere numericamente superiori, gli abitanti legarono ai loro piedi nudi dei rami: così facendo, durante la corsa riuscirono a sollevare tanta polvere da costringere alla ritirata i mori".

Il programma completo

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