Spettacolo e Cultura

Multicultura, immigrazione, integrazione. A Cagliari il festival 'Bianco e Nero'

Apre a Cagliari il festival Bianco e Nero. Sino al 2 novembre tra il Ghetto e la MEM per parlare di immigrazione, integrazione, multiculturalismo e di Sardegna con chi sardo non è.



“Un'occasione importante per palare di immigrazione, integrazione e multiculturalismo con il linguaggio della fotografia, della cultura e dell’arte, in un periodo spesso contraddistinto dall’impoverimento del dialogo su temi che ogni giorno di più interessano i nostri territori”. Ecco come  Alessio Alias, presidente della Commissione Cultura dell’Amministrazione comunale del Capoluogo, ha spiegato il principio ispiratore del festival “Bianco e Nero”. Una sorta di “finestra” sulla Sardegna raccontata, da chi sardo non è, attraverso mostre, letture, incontri con alcune fra le prime firme del “giornalismo di frontiera” e laboratori di cucina. Per una settimana intera, a partire da oggi, tra “Il Ghetto”e la Mediateca del Mediterraneo di Cagliari, passando per il Polo universitario di viale Sant'Ignazio, sino al 2 novembre.

È qui, al Centro comunale d'Arte e Cultura al civico numero 18 di via Santa Croce, sull'omonimo bastione a picco sulle mura di cinta del quartiere Castello, che stamattina il fotoreporter indipendente Uliano Lucas, attraverso il medium della fotografia, un centinaio in tutto scattate un po' ovunque nella Sardegna e nel mondo, provenienti per la maggior parte da reportage giornalistici, ha dato ufficialmente inizio alla edizione numero due di “Bianco e Nero”. “La fotografia è scrivere con la luce - ha detto Lucas rivolgendosi soprattutto ai ragazzi del Liceo Euclide e del Liceo Foiso Fois - È memoria, è ritrarre e raccontare la realtà, il mondo, così com’è, con consapevolezza”.

“Quest’anno la rassegna porta il titolo “Attraversamenti”, perché metaforicamente mira ad attraversare il mondo, il nostro, sempre più globalizzato e che vede l’Italia trasformarsi sempre più in un Paese di immigrazione”, ha sottolineato Maria Dolores Picciau, direttore artistico di “Bianco e Nero”, durante la conferenza stampa tenutasi al Ghetto. “Il Festival – ha concluso – sarà un punto di osservazione privilegiato per capire in che modo la Sardegna in modo particolare sta cambiando, si sta evolvendo a contatto con nuove culture e nuove etnie”.

Parallelamente alla mostra fotografica di Lucas (visitabile sino al 2 novembre), venerdì 20 ottobre alle 18 la Mediateca del Mediterraneo al civico 164 di via Mameli a Cagliari ospiterà Nello Scavo (reporter internazionale e cronista giudiziario per il quotidiano Avvenire) che presenterà il suo libro “Perseguitati”. Il giorno dopo, sabato 21, sempre alle sei del pomeriggio alla MEM, è previsto l’intervento del giornalista Mediaset Toni Capuozzo dal titolo “Fronti e Frontiere”.

Domenica 22 ottobre il Festival tornerà al Ghetto di Castello, dove, alle 11, la giornalista Rai Anna Trebbi intervisterà il fotoreporter Nikos Pilos, una delle più importanti firme del fotogiornalismo internazionale. Alle 16 Valerio Cataldi del Tg 2 presenterà il docufilm “Io sono Aziz”, lavoro che si è aggiudicato il premio Luchetta, premio Anello Debole, menzione speciale all'accoglienza festival internazionale del Cinema di frontiera, che racconta le vicende e le speranze di un ragazzo afgano che scappa dalle guerre che affliggono il suo Paese insieme al padre. Previsto anche l’intervento Gioacchino Bonsignore, autore della rubrica Gusto su Canale 5, che parlerà di cucina italiana e della sua evoluzione.

Martedì 24 ottobre, nell'Aula Biffi della Facoltà di Scienze Economiche, Giuridiche e Politiche di Cagliari, conferenza "Migrare". Dalla stessa giornata “Bianco e Nero” sarà presente con incontri e manifestazioni con artigiani, studenti, turisti nei paesi del Consorzio dei Laghi (Orroli, Nurri, Serri, Esterzili e Sadali).

La manifestazione è accompagnata dal sito internet www.biancoenerofestival.it da cui si possono trarre infomazioni più dettagliate sulla programmazione.

Nella foto Uliano Lucas

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