Spettacolo e Cultura

Barumini Expo, conclusa l'edizione 2018

Successo di pubblico e consensi per Barumini e i comuni limitrofi.



Barumini e Villanovaforru salutano il grande successo dell’edizione numero cinque dell’Expo del turismo culturale in Sardegna. La manifestazione organizzata dalla Fondazione Barumini sistema cultura di concerto con il Comune di Barumini, si è ritagliata a pieno titolo il ruolo di centro di aggregazione dell’offerta turistica in Sardegna. A confermarlo sono stati anche i numeri dell’edizione 2018 con circa 3.500 presenze tra visitatori e turisti, 12 agenzie e tour operator che si sono incontrati nel centro Giovanni Lilliu per i workshop che hanno messo in contatto la domanda dei soggetti nazionali e internazionali e l’offerta isolana rappresentata da operatori turistici dei settori ricettivo e ristorativo. Ma al ricco cartellone di eventi è stata folta anche la partecipazione delle scolaresche con oltre 500 ragazzi di 11 istituti del circondario.
Come sempre, poi, a farla da padrona sono stati gli espositori, 38 quelli della Sardegna in rappresentanza dei maggiori siti isolani con le loro organizzazioni e i due importanti ospiti dei siti Unesco di Cerveteri e Verona.
Arte e cultura volano modelli sviluppo: Il modello Barumini a disposizione dell’Isola. E il fermento che anche quest’anno ha circondato la manifestazione di Barumini e Villanovaforru, registrato da circa mille ingressi giornalieri, ha confermato una volta di più l’importanza del sistema storico-culturale dell’isola come volano di sviluppo per imprese e turismo. Perché se come dicono gli ultimi dati ufficiali, l'economia della Sardegna non è ancora uscita dalla crisi, dall'altra, l'unico settore che sta facendo da traino rimane il turismo. Da qui uno slancio sempre maggiore viene dato da quello culturale e archeologico. Per questo diventa centrale la voce unanime che si è sollevata dall’Expo: "L’arte, la cultura, le bellezze archeologiche e la memoria storica della Sardegna, se gestiti attraverso le reti, possono generare modelli di sviluppo creando connessioni tra le bellezze turistiche e le produzioni locali”. Barumini, quindi, gioca il suo ruolo di potenziale guida per il sistema. Perché proprio il comune della Marmilla si candida a esportare il suo modello vincente come punto di riferimento dell’offerta turistico-culturale in Sardegna mettendo a disposizione di tutta l’Isola la sua esperienza di polo di aggregazione territoriale.
Le reti, punto di partenza per generare ricchezza. "Barumini è diventato nel breve periodo il più grande attrattore turistico-culturale della Sardegna - ha detto il sindaco Emanuele Lilliu - pensiamo che quello che si è creato attorno al comune possa essere un modello replicabile in tanti ambiti della Sardegna come volano di sviluppo territoriale - ha aggiunto - perché negli anni è stata portata avanti una lunga opera di tutela che ha reso la nostra realtà dinamica grazie alla gestione anche degli altri siti culturali come parte integrante della mission della Fondazione – ha concluso Lilliu - il nostro obiettivo primario resta quello di sviluppare processi integrati di promozione tra settore culturale e gli altri comparti economici in un collegamento tra sfera pubblica e privata”. E se il modello è pronto, da Barumini arriva un secondo messaggio: bisogna sviluppare il concetto di rete fra territori all’interno della regione, e tra questi e gli altri siti in tutta Italia. “La cultura deve essere sempre più il fulcro dello sviluppo delle regioni italiane – ha sottolineato il sottosegretario di Stato dei Beni e le attività culturali, Lucia Borgonzoni intervenendo all’Expo – in questo è fondamentale la memoria collettiva. L’Italia e la Sardegna sono ricchi di bellezze storico-culturali ma spesso non riusciamo a valorizzarle abbastanza – ha aggiunto – ecco che allora è necessario fare rete e unirci per raccontare la nostra storia e quella degli altri. Anche con gli investimenti pubblici vogliamo aiutare i territori come la Sardegna a creare reti all’interno della regione – ha concluso - ma che siano capaci di dialogare con il resto del Paese”. Per il sindaco di Villanovaforru, Maurizio Onnis, inoltre "l’Expo ancora una volta è stata la dimostrazione di come le reti siano fondamentali per un percorso di sviluppo territoriale - ha detto - la collaborazione tra amministrazioni deve essere incentivata perché stare da soli non porta da nessuna parte. Qui con l’Expo, e non solo, si è creata una rete tra Comuni che apre a collegamenti tra imprese utili a sviluppare i vari settori economici più importanti come turismo e agroalimentare. L’evento è stato un successo sia con i laboratori per le scuole che nelle esposizioni e i concerti serali - ha concluso Onnis - ancora una volta vediamo la vitalità di un’area che dal punto di vista archeologico e delle sue eccellenze ha tanto da offrire”.
Il ruolo delle imprese nel sistema turistico-culturale. Durante il ricco programma degli eventi tra convegni, seminari e workshop, è emersa l’importanza del tessuto imprenditoriale per lo sviluppo del sistema turistico-culturale. Trait d’union dell’edizione 2018 è stata l‘arte della moda e del design come attrattori per flussi turistici e come vettori di sviluppo di nuove forme imprenditoriali. Settori che in Sardegna hanno una base in una filiera produttiva che può vantare oltre mille aziende e 200 sartorie della moda come è stato sottolineato da Stefano Mameli segretario della Confartigianato Sardegna. "La moda in Sardegna è un comparto che può trainare economia per l’export anche perché registriamo un forte fermento da parte dei giovani – ha spiegato - c’è un’offerta di lavoro crescente ma è necessario un lavoro di formazione e una rete tra piccoli artigiani della filiera capaci di dialogare tra loro”. Messaggio ripreso anche da Emanuele Garzia, vicepresidente della Camera di Commercio di Cagliari secondo cui “è possibile conciliare innovazione e tradizione e nel territorio ci sono tante esperienze che vengono esaltate dalla moda – ha detto - bisogna però creare rete e valorizzare i percorsi turistici esperienziali”.

 

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