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Sassari, la crisi della Torres: "Società venduta a 3 euro, baratro vicino"

La Torres a un passo dal baratro, la presa di posizione della fondazione: "Restituiscano la Torres alla città, il sindaco si faccia carico della situazione".



SASSARI - Un intervento del sindaco per restituire la Sassari Torres alla città. È l'appello contenuto in un documento firmato dalla Fondazione Sef Torres che entra a gamba tesa sulle ultime vicende che hanno portato la società dalle mani di Domenico Capitani a quelle di Daniele Piraino.

"Lungi dal farci piacere, le informazioni di cui siamo entrati in possesso nelle ultime ore non fanno altro che confermare quello che andiamo dicendo da mesi. E cioè che la Torres, la più antica squadra di calcio della Sardegna è nelle mani di persone sbagliate e inadeguate. Si tratta di persone che nella migliore delle ipotesi non sanno niente della Torres, della sua storia, della sua tradizione, che non possono capire Sassari e il legame indissolubile tra la squadra di calcio, la società e il modo di essere di una comunità intera". 

"Che si chiamino Domenico Capitani o Daniele Piraino, per noi non fa alcuna differenza - si legge nel documento - Le informazioni che emergono dalle carte, con una compravendita che formalmente si sarebbe concretizzata al valore simbolico di 3 euro, certificano la mancanza di serietà di tutti i protagonisti di questa tristissima pagina della storia rossoblù. Ma certificano anche la contiguità tra chi ha gestito la Torres negli ultimi tre anni – con i metodi e i risultati che tutti conosciamo – e chi oggi, almeno sulla carta, è pronto a prenderne il posto. Debiti, scommesse, retrocessioni, penalizzazioni, giocatori e tecnici offesi, dirigenti avvicendati a ritmi ossessionanti: da quando Domenico Capitani ha assunto la guida della Torres non c'è più stata pace, e i valori torresini sono stati barattati sulla base di chissà quali accordi per 3 miseri euro".

"L'arrivo dell'imprenditore laziale a Sassari  - si legge -era stato in qualche modo assecondato dalle istituzioni, a iniziare dal Comune di Sassari. È a quelle stesse istituzioni, sindaco in testa, che ci appelliamo affinché si facciano carico di una situazione non più sopportabile. Sassari, tutta, è stata letteralmente usurpata di un bene che appartiene all'immaginario simbolico di tutta la comunità. Oggi la Torres è un'entità a se stante, che non ritiene di dover rendere conto ai veri proprietari della società e della squadra, ossia Sassari e chi la rappresenta. A iniziare dai tifosi, che sono sempre stati e continueranno a essere la base su cui potrà sempre contare chi vorrà il bene della Torres". 

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