Sport

Sfida all'oceano e alle temperature polari. Andrea Mura, bis temerario alla Ostar

La regata più antica per navitagori solitari, quasi 3mila miglia dal Regno Unito agli Stati Uniti. Stasrt il 29 maggio prossimo, dopo la vittoria del 2013 il velista sardo pronto a ripetersi.



CAGLIARI - La prima sfida sportiva del 2017 dello skipper sardo Andrea Mura è anche quella dal sapore più leggendario. La Ostar, la regata più antica e mitica per navigatori solitari che si svolge ogni 4 anni sul percorso da Plymouth (UK) sino a Newport (USA), 2850 miglia. È considerata la più dura delle regate oceaniche in solitario perché contro vento, contro corrente, contro mare e a temperature polari intorno ai 5 gradi sia dell'aria che dell'acqua per le alte latitudini (sino al 59esimo parallelo nord). L'ultima edizione, svolta nel 2013, ha visto Andrea vincitore assoluto tagliando per primo il traguardo americano dopo circa 20 giorni di navigazione. Aveva giurato di non farla più, per le condizioni estremamente dure, ma la voglia di difendere il titolo ha prevalso.  “Sarà un momento emozionante - dichiara Andrea Mura - non solo per l'enfasi della partenza dalla mia città per andare a difendere la più antica e leggendaria regata per navigatori solitari attraversando ancora una volta l'oceano Atlantico per portare alta la bandiera della nostra terra, ma anche un momento per poter trasmettere passione, positività ed entusiasmo ai più giovani e ai meno fortunati condividendo con loro e tutto il pubblico la lingua più universale del mondo, lo sport”.

La partenza è prevista per lunedì 29 maggio prossimo da Plymouth, ma la barca di Mura, il pluripremiato Open 50 “Vento di Sardegna”, salpa da Cagliari via mare il 22 aprile. Barca che sarà altresì veicolo attivo di promozione della Round Sardinia Race, evento velico in programma a settembre 2017 con circumnavigazione in senso antiorario della Sardegna. Prima, è in corso di organizzazione un evento di 2 giorni a Cagliari (21 e 22 aprile prossimi) in collaborazione con l’associazione velica e culturale Vento di Shardana, che vuole essere occasione di festa in vista della partenza dello skipper per questa impresa estrema, ma soprattutto occasione di avvicinamento (sempre maggiore) dei sardi alla vela e di contestuale promozione culturale, sportiva, sociale e turistica della città e della nostra terra.

Culturale, poiché il programma prevede delle brevi “lezioni” gratuite in pubblico, nel corso della tre giorni, su tematiche come: alimentazione, archeologia e storia (della navigazione, della Sardegna, etc…), tecnologia, scienze motorie, psicologia sportiva, tenute da affermati studiosi nei vari ambiti. Sportiva, poiché l’organizzazione prevede, in collaborazione con la Federazione Italiana Vela, la presenza nel corso di tutto l’evento di rappresentanze degli allievi delle principali scuole vela per bambini, con coinvolgimento attivo degli stessi nell’illustrazione e descrizione delle loro barche, ivi presenti, di principi di teoria della vela e degli equipaggiamenti personali, con specifico riguardo a quelli inerenti la sicurezza in mare in modo che i bambini apprendano tali nozioni dalla voce dei loro stessi coetanei ed assieme ai loro genitori, rimangano affascinati dalle potenzialità didattiche e formative della vela. Sociale, perché saranno coinvolti gli enti e le associazioni in favore dei bambini diversamente abili o affetti da patologie comunque invalidanti, affinché tramite visite guidate alla barca “Vento di Sardegna”, foto, premi e altre attività ludiche e di intrattenimento, godano di qualche momento di spensieratezza. Ma anche, quando ciò non sia del tutto precluso dalla disabilità o dalla patologia, individuino lo sport come strumento di sviluppo della loro personalità ed affermazione sociale.

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