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Il Cagliari vuole "divorarsi" la Fiorentina. "Salvezza da conquistare, in campo per vincere"

Trasferta proibitiva in terra toscana, i rossobl¨ sardi cercano di fare uno sgambetto ai viola e avvicinarsi alla salvezza. Rastelli: "La serie A non perdeona nulla, non abbiamo ancora raggiunto niente".



CAGLIARI - Massimo Rastelli fa la conta dei disponibili per la trasferta di Firenze (fischio d'inizio domenica 12 marzo alle 15:00). “Abbiamo perso Deiola per un affaticamento muscolare, recuperiamo Faragò. A parte Ceppitelli e Farias, oltre ovviamente a Melchiorri, gli altri ci sono: i convocati sono 22, con quattro portieri”. Su Victor Ibarbo: “Alleno quelli che ho. Il ragazzo aveva espresso il desiderio di giocare, cosa che io, anche in considerazione delle sue condizioni di forma ancora precarie, non potevo garantirgli”. A proposito di estremi difensori, Rastelli rivela chi deve andare tra i pali: "Rafael. Gabriel sa di aver disputato domenica scorsa una partita non all’altezza delle aspettative, quindi è giusto dargli un turno di riposo per ricaricarsi. Sono certo che in seguito potrà dimostrare il suo valore”.

Contro la Fiorentina si prospetta una partita difficile: i viola sono una squadra talentuosa, la classifica non esprime tutto il valore di un organico pieno di qualità. “Però noi dobbiamo rialzarsi di slancio. Contro l’Inter abbiamo giocato un ottimo primo tempo, andando al riposo con la convinzione di poterla raddrizzare. Il 3-1 ci ha tagliato le gambe, ma non può bastare un tempo per minare quanto di buono fatto negli ultimi due mesi. Dobbiamo essere pronti a soffrire e a superare i momenti difficili, consapevoli che affrontiamo una squadra abile a tenere il pallino del gioco". Rastelli respinge con forza l’idea di un Cagliari appagato. “Sarebbe un pensiero offensivo nei confronti di professionisti. Non abbiamo ancora raggiunto niente, abbiamo motivazioni per dimostrare ogni giorno il nostro valore. Il calcio di oggi non perdona niente: dopo due mesi alla grande, sbagli quaranta minuti e diventi subito un incapace. L'obiettivo è sempre quello di andare in campo per vincere". Sulla possibilità di restare sulla panchina rossoblù per l’anno prossimo: “Io mi vedo l’allenatore del Cagliari nello stadio nuovo. Mi piace l’ambiente, la città, la società è straordinaria. Noi allenatori però non possiamo fare ragionamenti a lungo termini. Spetta a me cercare di convincere la società della bontà del mio lavoro”.

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