sostenibilita
18-12-2017 14:28

Il valore sociale del vino, il modello Valelapena per la formazione dei detenuti



Roma, 18 dic. (AdnKronos) - Creare un momento di discussione e confronto tra le istituzioni politiche nazionali e locali, enti del Terzo Settore e le realtà che operano nel settore, sul tema del recupero sociale e professionale dei detenuti e sul ruolo che l?agricoltura può svolgere in questo processo riabilitativo, grazie alla legge sull?Agricoltura Sociale promossa dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Questo l'obiettivo del convegno 'Il lavoro dentro? Dentro al lavoro' che si è svolto sabato 16 dicembre ad Alba.

L?evento ha visto tra i promotori il Consorzio di Cooperative Sociali - Compagnia di Iniziative Sociali Cis, la Città di Alba, i Garanti regionale e comunale delle persone private della libertà personale e Syngenta, azienda attiva nel settore agricolo a livello globale.

I relatori si sono confrontati sull'importanza del reinserimento sociale dei detenuti e sulle opportunità offerte dalla legge dell'Agricoltura Sociale. Per l?occasione sono stati coinvolti vari enti che operano nel settore, chiamati a presentare i loro migliori progetti rieducativi, sviluppati in questi anni in Piemonte e tradotti nel tempo in esperienze di successo.

Tra i casi di rilievo in ambito di Agricoltura Sociale è stato discusso Valelapena, progetto nato nel 2006 che vede la collaborazione tra Syngenta, il ministero della Giustizia, la Casa di Reclusione d?Alba, l?Istituto Enologico d?Alba e i Comuni di Alba e Bra per sostenere il recupero dei detenuti della casa circondariale di Alba attraverso una formazione specifica e l?impiego diretto e concreto in un vigneto situato all?interno del carcere.

Ogni anno il progetto coinvolge 15 detenuti che, all?interno dell?istituto penitenziario, seguono un corso per ottenere la qualifica di operatore agricolo e coltivano vitigni di nebbiolo, barbera, dolcetto e cortese. Alla vinificazione, imbottigliamento ed etichettatura provvede l?Istituto Enologico Umberto I di Alba per una produzione annua di 1.400 bottiglie.

Attraverso la qualifica professionale e l?attività svolta nel vigneto, gli ospiti della Casa di Reclusione hanno la possibilità di maturare le competenze e l?esperienza necessarie per trovare impiego presso le aziende vitivinicole della zona una volta scontata la pena. Syngenta mette a disposizione i prodotti, le competenze e le risorse necessarie per una corretta e completa protezione del vigneto.

"Sono lieto di dare il mio contributo a questo evento dedicato all?Agricoltura Sociale e al progetto Valelapena perché credo fortemente che possa rappresentare un esempio per altre realtà e un?occasione concreta di riscatto e vera e propria rinascita per i detenuti. Ho sostenuto fortemente la legge sull?Agricoltura Sociale e intendo continuare a promuovere con impegno ogni iniziativa di welfare che possa portare integrazione tra agricoltura, etica e legalità", sottolinea il viceministro delle Politiche Agricole Andrea Olivero.

Per Giuseppina Piscioneri, direttrice della Casa di Reclusione di Alba, "l?obiettivo primario dei progetti di Agricoltura sociale come Valelapena è offrire ai detenuti una professionalità di cui potranno beneficiare al termine della reclusione".

"La nostra azienda, totalmente dedicata all?agricoltura e da sempre attenta ai risvolti sociali del settore - osserva Cristina Marchetti, responsabile Regulatory&Corporate Affairs di Syngenta Italia - attraverso il progetto Valelapena vuole sensibilizzare l'opinione pubblica locale e le istituzioni sul ruolo fondamentale dell?agricoltura non solo per la nostra economia ma anche per il tessuto sociale".

Ultimo aggiornamento: 18-12-2017 14:28
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