Nei primi giorni di aprile 2026, la nave da crociera Blue Lagoon Cruises Fiji Princes si è incagliata attorno a Monuriki, un’isola minuscola e remota delle Fiji. Quel gesto improvviso ha danneggiato la barriera corallina dell’arcipelago Mamanuca, scatenando un’ondata di attenzione internazionale. Monuriki, conosciuta soprattutto per essere stata la location del celebre film Cast Away, è tornata così sotto i riflettori, ma non per il motivo che i suoi fan avrebbero voluto.
È strano come un luogo dimenticato possa tornare alla ribalta proprio a causa di una ferita inflitta al suo fragile ecosistema. L’isola, piccola e quasi nascosta, è diventata un simbolo di come il cinema possa fissare per sempre un angolo di mondo, trasformandolo in memoria collettiva. Ma al di là della pellicola, Monuriki racconta una storia di natura e fragilità, oggi più che mai sotto la lente di ingrandimento.
Monuriki, l’isola che ha fatto da set a Cast Away: un tesoro naturale a rischio
Monuriki è una piccola isola vulcanica, lunga poco più di un chilometro e larga meno di settecento metri, senza abitanti fissi. Fa parte delle isole Mamanuca, nel cuore dell’Oceano Pacifico. L’isola è un gioiello quasi intatto, circondato da una barriera corallina che si estende praticamente ovunque. Qui non ci sono hotel né strutture turistiche; solo spiagge di sabbia bianca, acque limpide e una vegetazione tropicale rigogliosa. È un rifugio per le tartarughe marine, specie che da secoli trovano rifugio in questo ambiente protetto.
La scelta di Monuriki per il set di Cast Away non è stata casuale. La produzione, guidata da Robert Zemeckis e con Tom Hanks protagonista, voleva un luogo il più autentico possibile. La storia di un uomo naufrago su un’isola deserta richiedeva un ambiente senza tracce di presenza umana. Proprio questa ambientazione naturale ha dato al film quell’aria di realismo che lo ha reso indimenticabile. Le riprese si sono svolte tra spiagge e lagune, catturando non solo la storia ma anche un paesaggio rimasto immutato nel tempo.
Durante la lavorazione, la troupe si è dovuta adattare ai ritmi lenti dell’isola. Ci fu una pausa prolungata per permettere a Tom Hanks di trasformarsi fisicamente, rendendo credibile la sopravvivenza del personaggio in quel contesto ostile. Oggi Monuriki conserva ancora quel fascino selvaggio, una vera e propria “capsula temporale” naturale. Ma eventi come l’incidente della Blue Lagoon Cruises minacciano seriamente questo equilibrio fragile.
Come arrivare a Monuriki e cosa sapere prima di partire
Monuriki si trova a una trentina di chilometri a ovest di Viti Levu, l’isola principale delle Fiji, dove si trova l’aeroporto internazionale vicino a Nadi. Da qui partono i collegamenti verso l’isola, che si può raggiungere solo via mare o con un idrovolante. Non ci sono traghetti di linea né porti attrezzati.
Dal porto di Nadi, il viaggio dura circa un’ora e mezza, ma il tempo può variare a seconda delle condizioni del mare. Per questo è fondamentale controllare il meteo prima di organizzare la visita. Monuriki è meta soprattutto per chi cerca un’immersione nella natura e un’esperienza lontana dal turismo di massa, un po’ come rivivere le atmosfere del film.
L’isola non offre alcun servizio: niente hotel, ristoranti o negozi. Chi decide di visitarla deve portarsi tutto il necessario, dall’acqua al cibo, dalla protezione solare a quanto serve per trascorrere una giornata senza assistenza. Proprio questa mancanza di infrastrutture ha preservato Monuriki in uno stato quasi intatto. La sfida è mantenere un turismo sostenibile, per non mettere a rischio un ecosistema così fragile.
Visitare Monuriki significa entrare in un mondo rimasto quasi uguale a decenni fa, con paesaggi che sembrano usciti da un film. È un’esperienza che unisce la magia del cinema alla realtà di un ambiente marino che chiede rispetto e protezione. Il naufragio della Blue Lagoon Cruises è un campanello d’allarme: serve uno sforzo urgente per salvaguardare questi luoghi, veri tesori naturali e culturali di valore globale.
