Nasce la Carta Nazionale per la Sostenibilità dei Siti UNESCO in Italia: Nuova Era per Turismo e Tutela dei Territori

Redazione

24 Maggio 2026

Ogni anno, milioni di turisti affollano le strade dei piccoli borghi italiani, attratti dalla bellezza autentica dei siti UNESCO sparsi nel Paese. Ma questo boom ha un prezzo: l’equilibrio fragile tra valorizzazione e conservazione rischia di spezzarsi. Non si tratta solo di numeri, ma di persone, di comunità che vivono in questi luoghi e che vedono trasformare il proprio ambiente sotto i loro occhi. A Treviso, è arrivata una risposta concreta: la prima Carta Nazionale della Sostenibilità per i siti UNESCO, un tentativo di mettere ordine e regole in un panorama in rapida evoluzione. La sfida? Far convivere turismo e tutela culturale senza compromessi.

Turismo culturale in aumento, ma cresce la pressione sui siti UNESCO

Negli ultimi anni il turismo culturale è diventato la prima ragione per cui i turisti stranieri scelgono l’Italia, confermandosi leader per quattro anni di fila. I dati parlano chiaro: secondo Isnart e l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, quasi il 45% dei visitatori internazionali arriva nel nostro Paese per motivi culturali. E l’afflusso verso i siti UNESCO continua a salire, con un +14,87% nel 2024 rispetto al 2023, come rilevato da Unitelma Sapienza di Roma.

Questo boom, se da un lato conferma il valore del nostro patrimonio, dall’altro mette sotto pressione territori e comunità, soprattutto quelli più piccoli o meno conosciuti. Non si parla più solo di monumenti o singoli siti, ma dell’intero contesto che li circonda: paesaggi, tessuti urbani, identità culturali e risorse locali. Per gestire tutto questo serve un approccio nuovo, capace di valorizzare e proteggere insieme patrimonio e comunità.

La Carta nazionale: una guida per amministratori e operatori sul campo

La Carta Nazionale della Sostenibilità nasce proprio per orientare le politiche di sviluppo in chiave sostenibile. È un riferimento pratico per enti locali, Camere di Commercio e operatori economici coinvolti nella gestione delle destinazioni UNESCO. Messa a punto da Isnart, la Carta offre un quadro condiviso, in grado di armonizzare progetti e strategie con i principi UNESCO, valorizzando le caratteristiche di ogni territorio.

Il documento stabilisce criteri concreti per analizzare e monitorare la sostenibilità su vari fronti. Oltre agli aspetti ambientali, economici e sociali, introduce la dimensione culturale come elemento fondamentale per i siti UNESCO. La cultura diventa così il cuore dell’identità territoriale, un fattore chiave per attrarre visitatori e per lo sviluppo locale.

Per tenere tutto sotto controllo, si propone un sistema di governance integrato, basato su indicatori come la pressione turistica, il consumo di suolo, la qualità ambientale, l’inclusione sociale, la vitalità delle imprese culturali e l’esperienza dei visitatori. Un modello flessibile e dinamico, adattabile alle esigenze di ogni sito e capace di evolversi nel tempo.

Mirabilia: la rete che unisce 600 Comuni e 24 patrimoni UNESCO

Al centro di questa strategia c’è il progetto Mirabilia, che coordina circa 600 Comuni e 24 patrimoni UNESCO. Pur rappresentando solo il 7% dei Comuni italiani, questa rete genera quasi un quinto del turismo nazionale, un dato che la rende un punto di riferimento fondamentale per il dialogo tra istituzioni, operatori culturali e imprese turistiche.

Le Camere di Commercio locali giocano un ruolo chiave, facendo da collante tra i vari soggetti e promuovendo un confronto aperto e una governance condivisa. L’obiettivo è diffondere le esperienze di successo e le buone pratiche, offrendo strumenti concreti per monitorare costantemente e adottare politiche integrate. La Carta Nazionale diventa così una vera “cassetta degli attrezzi” per accompagnare i territori verso una gestione sempre più sostenibile del patrimonio.

Veneto, il bisogno di un turismo più diffuso e meno concentrato

Al convegno di Treviso è emersa con forza la necessità di rivedere il modo in cui si gestisce il patrimonio UNESCO. Mario Pozza, presidente della Camera di Commercio Treviso-Belluno Dolomiti, ha raccontato come l’esperienza di Cison di Valmarino abbia fatto da modello replicabile per altri territori della rete Mirabilia.

Sul fronte regionale, il vicepresidente del Veneto, Lucas Pavanetto, ha evidenziato uno squilibrio netto: l’80% dei flussi turistici si concentra in appena 20 località, mentre molte zone interne restano spesso ai margini, nonostante il loro valore culturale e paesaggistico. Serve un turismo più distribuito, che valorizzi i borghi e le aree meno conosciute, per riequilibrare attenzioni e investimenti.

Loretta Credaro, presidente di Isnart, ha concluso sottolineando come la Carta nasca dalla collaborazione con i territori e offra strumenti concreti per misurare e gestire la capacità turistica. Il monitoraggio diventa così la base per un equilibrio sostenibile tra accoglienza, tutela e sviluppo.

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