Eruzione Etna 6 luglio: nube di cenere alta 4.500 m, voli bloccati all’aeroporto di Catania

Redazione

6 Luglio 2026

Dal cratere Voragine, l’Etna ha lanciato una densa colonna di cenere, innalzandola fino a 4.500 metri di altezza. Un’improvvisa eruzione che ha subito acceso il campanello d’allarme all’INGV. La nube si sposta verso sud, minacciosa e ben definita nel suo percorso. I controllori del traffico aereo non hanno perso tempo: voli bloccati sopra la Sicilia orientale per evitare rischi concreti. Catania si ferma, almeno in cielo.

Eruzione in corso: cenere e gas dal cratere Voragine

L’eruzione di oggi è uno degli episodi più importanti registrati sull’Etna nel 2024. Durante la notte e nelle prime ore del mattino, i sensori hanno registrato un aumento dell’attività magmatica proprio nel cratere Voragine, uno dei coni sommitali più attivi e pericolosi del vulcano. La fuoriuscita di cenere si è accompagnata a una colonna di gas caldi e particelle che ha superato il chilometro e mezzo di altezza. Il materiale sollevato ha invaso lo spazio aereo circostante, dando origine a una nube densa di polvere vulcanica.

L’evento è stato accompagnato da piccoli tremori e scosse sismiche localizzate, segno del movimento del magma sotto la superficie. L’analisi delle particelle raccolte dall’INGV ha confermato la presenza di silicati e altri materiali tipici del vulcano. Non solo la quantità di cenere è stata notevole, ma anche la rapidità con cui si è sollevata e diffusa, raggiungendo aree abitate e rotte aeree.

Nubi di cenere e caos in volo: voli sospesi a Catania

Dopo l’evento, l’INGV ha lanciato un’allerta rossa per l’aviazione, segnalando il pericolo della colonna di cenere che si estende fino a 4.500 metri. Questo tipo di allerta è il massimo livello di preallarme, pensato per evitare incidenti dovuti all’ingestione di cenere nei motori degli aerei, che può causare danni seri.

L’aeroporto di Catania-Fontanarossa ha quindi sospeso temporaneamente i voli in arrivo e in partenza. Alcuni aerei sono stati dirottati su altri scali in Sicilia e nel Sud Italia, mentre diversi voli sono stati cancellati, creando disagi per migliaia di passeggeri. Le attività sono rimaste ferme per diverse ore, con le autorità aeroportuali impegnate a garantire la sicurezza nelle finestre in cui la nube risultava meno densa.

Anche il 6 luglio 2024 i disagi persistono a causa della presenza ancora attiva della nube di cenere, nonostante l’attività vulcanica mostri qualche segnale di calo. Le autorità continuano a monitorare la situazione e a comunicare tempestivamente con compagnie aeree e servizi di emergenza.

Monitoraggio serrato e misure di sicurezza in atto

Le squadre dell’INGV hanno intensificato i controlli sui crateri sommitali usando telecamere termiche, stazioni sismiche e sorvoli aerei per seguire passo dopo passo l’evoluzione dell’eruzione. L’obiettivo è intercettare ogni possibile cambiamento dell’attività vulcanica e fornire dati aggiornati per gestire il traffico aereo, con eventuali nuove chiusure temporanee degli aeroporti.

Le autorità locali sono in allerta per monitorare le ricadute di cenere nelle zone abitate vicine, tutelando la salute pubblica e prevenendo danni alle coltivazioni. Le raccomandazioni sono chiare: usare mascherine protettive e limitare le attività all’aperto nelle aree più colpite dalla polvere vulcanica.

L’eruzione di luglio 2024 è un chiaro richiamo alla natura imprevedibile dell’Etna e mette in luce quanto sia fondamentale la collaborazione tra enti scientifici e istituzioni per ridurre al minimo gli effetti sull’economia e sui trasporti della Sicilia orientale.

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