Sara Funaro ha fatto saltare il banco. Sindaca di Firenze, ha guadagnato 11 punti percentuali in un anno e si è issata in cima alla classifica dei sindaci più apprezzati d’Italia. Non è solo un risultato numerico: racconta una storia di fiducia costruita giorno dopo giorno, tra scelte concrete e attenzione alle esigenze della città. Il sondaggio firmato Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore non si limita a misurare un semplice gradimento elettorale, ma fotografa un rapporto ben più profondo tra amministratori e cittadini, legato all’efficienza e al contesto socioeconomico locale. E, in un’Italia dove il ruolo delle donne in politica sta crescendo, Funaro è un segnale forte e inaspettato.
Il lavoro dietro la scalata: mobilità, welfare e centro storico
Non è un caso se Funaro è arrivata in cima. Dietro c’è un lavoro intenso e continuo, iniziato due anni fa. In questo periodo la sindaca ha puntato su mobilità, welfare abitativo e tutela del centro storico. A fare la differenza è stato il mix tra scelte concrete e una comunicazione che ha coinvolto davvero i cittadini, facendoli sentire parte dei cambiamenti in corso.
I problemi però non mancano. Firenze vive un momento complesso, con cantieri aperti ovunque e abitudini urbane che cambiano velocemente. Funaro ha detto chiaramente di voler affrontare queste difficoltà, concentrandosi su temi sentiti quotidianamente, come la regolamentazione di car sharing, monopattini e affitti brevi. Sono interventi decisivi per migliorare la qualità della vita e rinsaldare il legame tra istituzioni e cittadini. E il consenso crescente lo conferma, portandola al primo posto in Italia.
Tra conferme e sorprese: il Sud che risale la classifica
Se Funaro è la novità in cima, la classifica mostra anche sindaci di lungo corso che tengono duro. Marco Fioravanti di Ascoli Piceno e Gaetano Manfredi di Napoli, presidente dell’ANCI, chiudono il podio, segno di un consenso consolidato. Ma il Governance Poll 2026 porta con sé anche scossoni, soprattutto subito dopo i primi tre. Spicca il balzo di Federico Basile, sindaco di Messina, che guadagna 12 punti e sale fino al quinto posto grazie alla recente vittoria elettorale e a un mandato solido.
Nel Mezzogiorno emergono altre realtà: Massimo Zedda a Cagliari è quarto, Pierluigi Biondi a L’Aquila raggiunge il 61% di gradimento, mentre Clemente Mastella a Benevento e Vincenzo Voce a Crotone mantengono una buona presenza. La politica locale del Sud sembra rafforzarsi, in controtendenza rispetto a molte altre città. Da segnalare anche il progresso di Silvia Salis a Genova, che dopo un anno di mandato arriva al 55%.
Chi invece fatica è Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani, che registra il dato più basso, confermando difficoltà amministrative e un consenso in calo.
Elezioni 2026: il sondaggio come cartina di tornasole
Con il voto alle porte, il Governance Poll diventa un termometro prezioso per partiti e schieramenti impegnati a costruire liste e strategie. Il sondaggio conferma stabilità e fiducia per alcuni sindaci al termine del mandato, come Manfredi a Napoli, e registra una ripresa netta per Roberto Gualtieri a Roma, che guadagna 8 punti e risale di 48 posizioni.
Anche altri sindaci di grandi città ottengono buoni risultati: Stefano Lo Russo a Torino si attesta al 55% e sale al 33° posto, Matteo Lepore a Bologna mantiene un vantaggio sopra il 50%. A Milano, Beppe Sala chiude il secondo mandato al decimo posto con il 59,5%, mantenendo un sostegno significativo nonostante le sfide di una metropoli complessa e in continuo movimento.
Questa fotografia scattata dal sondaggio racconta l’Italia delle amministrazioni locali a pochi mesi dal voto, mettendo in luce successi, difficoltà e le sfide che attendono le grandi città del Paese.
