Buddi Buddi, degrado e rifiuti abbandonati minacciano la sicurezza della ciclabile: cittadini in allarme

Redazione

22 Agosto 2026

Sui bordi della pista ciclabile Buddi Buddi, sacchetti di spazzatura si accumulano come se fossero parte del paesaggio. Chi ogni giorno la attraversa – genitori con i figli, lavoratori in bici, sportivi – racconta di un luogo che ha perso ogni traccia di cura. L’erba alta invade il percorso, la segnaletica è sbiadita e quasi illeggibile, e il degrado avanza senza freni. Da tempo i residenti lanciano un grido d’allarme, ma le risposte sembrano non arrivare. In mezzo a questa trascuratezza, la domanda che tutti si pongono è netta: “chi dovrebbe prendersi cura di questo spazio pubblico?” Buddi Buddi, che dovrebbe essere un simbolo di mobilità sostenibile, oggi rischia di diventare solo un angolo dimenticato della città.

Rifiuti, erbacce e buche: cosa dicono gli utenti della pista

In diversi tratti della Buddi Buddi è evidente il segno dell’abbandono. Chi la usa racconta di incontrare spesso rifiuti di ogni tipo: plastica, cartacce e imballaggi che intralciano il passaggio e rendono difficili le pedalate. Le erbacce non vengono tagliate da tempo, invadono il percorso e in certi punti riducono la visibilità, un pericolo soprattutto al calar del sole. A peggiorare la situazione, l’illuminazione scarsa che aumenta la sensazione di insicurezza dopo il tramonto.

La segnaletica orizzontale è ormai quasi scomparsa, lasciando disorientati chi non conosce bene la pista. Ma i problemi non sono solo estetici: in alcune zone il manto è danneggiato, con crepe e buche che possono causare cadute o incidenti. Dalla manutenzione sembra passato troppo tempo, e ai cittadini non resta che documentare lo stato con foto e post sui social, sperando in un’attenzione che tarda ad arrivare.

Quando la pista ciclabile diventa un ostacolo per la comunità

La Buddi Buddi è un punto di riferimento importante per chi si sposta in bici ogni giorno. Ma il suo degrado sta scoraggiando molti, rallentando la diffusione di una mobilità più sostenibile. Per anziani e famiglie con bambini, poi, la situazione è ancora più complicata: la pista poco sicura diventa quasi un divieto.

Il problema non è solo pratico, ma anche sociale e ambientale. I rifiuti abbandonati non solo rovinano il paesaggio, ma rischiano di attirare altri scarti e di trasformare l’area in una discarica a cielo aperto. Una pista trascurata toglie anche spazio a momenti di incontro e socialità, essenziali per rafforzare il senso di comunità e promuovere stili di vita sani.

Chi vive e usa la Buddi Buddi chiede interventi rapidi e un piano di manutenzione serio, sia ordinaria che straordinaria. Serve anche più controllo e sensibilizzazione per evitare che la pista si trasformi in una pattumiera, con cestini e punti di raccolta facilmente raggiungibili.

Enti locali sotto la lente: manca un piano per la Buddi Buddi

La gestione della pista ciclabile spetta al Comune, che dovrebbe garantire decoro e sicurezza a tutti. Ma finora non sono arrivate risposte concrete né piani d’azione chiari. L’assenza di una strategia strutturata è una delle cause principali del degrado.

Gli enti locali devono fare i conti con diverse criticità: dalla manutenzione del verde alla pulizia, dal controllo del degrado alla verifica delle condizioni del percorso. Mancano risorse dedicate e una visione unitaria che rallentano gli interventi. La collaborazione con chi si occupa di raccolta rifiuti e sicurezza urbana è fondamentale per risolvere la questione.

Intanto, tra comitati di quartiere e amministrazione sono in corso incontri per mettere a punto un calendario di interventi. Si parla anche di installare telecamere di sorveglianza e di avviare campagne di educazione civica per responsabilizzare chi usa la pista.

La protesta dei cittadini è chiara: “serve un impegno più costante e concreto da parte delle istituzioni per salvaguardare una struttura che non è solo un percorso per bici, ma un pezzo importante della qualità della vita in città.” La Buddi Buddi torna così al centro dell’agenda pubblica, con l’urgenza di un intervento che non può più aspettare.

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