Sardegna, scoperta tomba di giganti nuragica a 2 livelli di 3800 anni fa: una scoperta unica dell’Età del Bronzo

Redazione

8 Agosto 2026

Nel cuore della Sardegna centrale, una tomba di giganti è emersa dalla terra, portando con sé quasi 4 mila anni di storia. Non si tratta di un ritrovamento qualunque: la sua struttura interna si sviluppa su due piani, un dettaglio che rompe gli schemi finora noti delle sepolture nuragiche. Questo doppio livello apre una finestra inedita sulle usanze funerarie delle antiche comunità dell’Età del Bronzo che popolavano l’isola.

Carrarzu Iddia, un sito chiave per capire la civiltà nuragica

Situato proprio nel centro della Sardegna, Carrarzu Iddia è uno dei luoghi più importanti per studiare la civiltà nuragica. Qui, tra il II e il I millennio a.C., le comunità locali hanno costruito imponenti strutture in pietra, segno di una società complessa. La tomba scoperta si inserisce in questo contesto di monumenti funerari, ma colpisce per la sua doppia camera, un elemento che la rende unica tra le ultime scoperte.

La posizione del sito è strategica: permette di capire non solo i riti funebri, ma anche le dinamiche sociali e territoriali di quei popoli. Inoltre, aiuta a mappare la distribuzione di queste sepolture monumentali sparse sull’isola.

Due piani per una tomba fuori dal comune

La tomba di giganti di Carrarzu Iddia si distingue per la sua struttura insolita: due camere sovrapposte. Una soluzione rara tra le tombe nuragiche finora conosciute. Questi due livelli erano pensati per ospitare molti defunti, probabilmente appartenenti a uno stesso clan o comunità.

Costruita con massi di pietra locale, la tomba mostra una tecnica precisa: le pietre squadrate sono sistemate per garantire stabilità e durata nel tempo. All’ingresso si apre un corridoio che conduce alla camera inferiore, mentre una scala o una serie di gradini – ancora da studiare – collegavano i due piani. I segni lasciati dagli scavi indicano che la tomba è stata usata per almeno un secolo, con sepolture successive.

Cosa ci racconta questa tomba sulle credenze nuragiche

Questa scoperta ci parla molto delle usanze e delle credenze delle popolazioni dell’età del Bronzo in Sardegna. La doppia camera non è solo un fatto architettonico, ma potrebbe riflettere una società complessa, con famiglie o gruppi distinti all’interno dello stesso luogo di sepoltura. Le tombe di giganti, in questo senso, sarebbero simboli di appartenenza e identità collettiva.

Gli oggetti trovati – frammenti di ceramica, offerte, armi in bronzo – suggeriscono rituali elaborati legati al culto dei morti. Forse i due ambienti erano usati in momenti diversi o per distinguere i defunti per ruolo o importanza.

Un pezzo in più per capire la società nuragica

La scoperta di Carrarzu Iddia offre nuovi spunti per ricostruire l’organizzazione sociale dei nuragici. La complessità della tomba parla di una società in cui gerarchie e legami familiari contavano molto. Lo spazio interno diviso indica un controllo preciso dei riti funebri e la cura nell’ordinare i luoghi dedicati ai defunti.

Questa tomba è anche testimonianza di una notevole abilità tecnica: serviva una buona organizzazione del lavoro e l’uso di risorse importanti per realizzare strutture così complesse. Tutto questo conferma quanto fosse centrale il rispetto per gli antenati nelle comunità sarde di quasi 4 mila anni fa.

I prossimi scavi e studi sul sito potranno chiarire meglio i rapporti tra i vari gruppi sociali e l’evoluzione delle pratiche funerarie nuragiche. La scoperta di Carrarzu Iddia si inserisce così nel quadro più vasto delle ricerche sulle società preistoriche del Mediterraneo.

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