Oltre 60mila visitatori nel 2025: un successo che parla da sé. Borgo diVino in tour torna nel 2026 con 25 tappe che si snodano da Egna, in Alto Adige, fino a Subiaco, nel Lazio. Non è solo vino, ma un viaggio dentro borghi nascosti, ricchi di storia e tradizioni spesso dimenticate. Ogni fine settimana, le piazze si animano con degustazioni, sapori autentici e musica dal vivo. Un modo per scoprire un’Italia diversa, lontana dal turismo di massa, che si svela piano piano, sorso dopo sorso.
Borghi e vini: un binomio per far parlare l’Italia meno nota
Borgo diVino in tour punta dritto al cuore delle aree interne e dei piccoli centri che spesso restano ai margini dei flussi turistici più grandi. La rassegna mette sotto i riflettori 25 borghi sparsi lungo tutta la penisola, scegliendo territori ricchi di cultura e tradizioni produttive che faticano a farsi conoscere. Per due o tre giorni, i centri storici si trasformano in palcoscenici per le cantine italiane, che offrono una panoramica ampia e variegata del vino nazionale.
Ma non si beve solo: accanto alle degustazioni ci sono prodotti tipici locali, musica dal vivo e workshop che arricchiscono l’esperienza. Il segreto del successo? Una formula semplice ma efficace, capace di dare nuova linfa all’economia locale e di portare turisti dove solitamente non arrivano. Filippo Massimo, direttore delle testate del Gruppo Valica, sottolinea come Borgo diVino voglia colmare il divario tra il turismo concentrato in poche aree e il resto del territorio, spesso dimenticato.
La presentazione alla Camera e le voci dal territorio
Il calendario dell’edizione 2026 è stato presentato l’8 aprile alla Camera dei Deputati, un segnale chiaro del valore riconosciuto all’iniziativa. Sindaci, autorità e organizzatori si sono riuniti per fare il punto sul progetto, che cresce di anno in anno. Alberto Bertucci, sindaco di Nemi – borgo che ha già ospitato il tour – ha ricordato come il vino sia molto più di una bevanda: è una testimonianza della storia e dell’identità del luogo.
Questo spirito è al centro di Borgo diVino, che non si limita a promuovere le etichette, ma vuole raccontare il patrimonio culturale legato alla viticoltura e alle tradizioni rurali. Dagli interventi è emerso come l’evento abbia un impatto reale sul territorio, aumentando non solo il turismo, ma anche la visibilità e il senso di comunità tra le realtà locali.
Come partecipare e cosa aspettarsi dalle degustazioni
L’ingresso alle tappe è a pagamento e include un calice per le degustazioni, essenziale per assaporare le diverse proposte delle cantine. Queste non sono solo locali: la selezione spazia lungo tutta Italia, permettendo di confrontare vini bianchi, rossi, bollicine e specialità da regioni diverse. Il risultato è un’esperienza adatta sia ai neofiti sia agli appassionati più esperti.
Oltre al vino, ci sono momenti culturali e workshop per approfondire aspetti tecnici o storici della produzione. Le piazze e le vie dei borghi creano un’atmosfera autentica, rilassata, dove produttori e pubblico si incontrano senza filtri.
Le 25 tappe del 2026: un viaggio lungo tutta Italia
Il calendario 2026 di Borgo diVino in tour è fitto di appuntamenti da nord a sud. Si parte il 18 e 19 aprile da Egna-Neumarkt, in Alto Adige, e si chiude il 14 e 15 novembre a Subiaco, nel Lazio. Tra le tappe ci sono borghi meno noti in Molise, Basilicata e Calabria, ma anche località più conosciute in Veneto, Toscana e Sardegna.
Le date segnano un itinerario che passa da Bard il 24-26 aprile, poi Strassoldo, Gradisca d’Isonzo e Palmanova l’1-3 maggio; San Giorgio di Valpolicella il 16-17 maggio e via via altre località come San Marino, Città Sant’Angelo in Abruzzo, Celle Ligure in Liguria e Termoli in Molise. Ogni borgo porta con sé un’atmosfera unica, fatta di vino, cultura e paesaggi da scoprire.
Questo lungo percorso conferma la voglia di far uscire l’enogastronomia italiana dai soliti circuiti, coinvolgendo chi cerca un’esperienza autentica e vuole conoscere davvero la ricchezza dei piccoli borghi attraverso il loro prodotto più famoso: il vino.
