Sgombero a Pirri: famiglia sfrattata dopo 46 anni per costruzione nuova strada, scoppia la battaglia legale

Redazione

9 Luglio 2026

Quarantasei anni in quella casa, un pezzo di vita scavato tra via Colleoni e via Verga, a Pirri. Ora, tutto rischia di svanire sotto le ruspe del Comune, deciso a demolire per aprire una nuova strada. La famiglia non ci sta: ordinanze, ricorsi, tensione alle stelle. È una lotta che va oltre i muri, intreccia memoria e leggi urbanistiche, senza un lieto fine in vista.

Quasi mezzo secolo nella stessa casa

Quella non è una casa qualunque. La famiglia vive lì da 46 anni, quasi mezzo secolo di ricordi, affetti e vita quotidiana che si intrecciano con quelle mura. Nel frattempo, il quartiere si è trasformato, tra nuove costruzioni e strade che cambiano assetto, ma loro sono sempre rimasti lì, testimoni silenziosi di un tempo che cambia.

Con il passare degli anni, il Comune ha messo in cantiere un progetto per migliorare la viabilità nella zona, con l’idea di aprire una strada che alleggerisca il traffico e colleghi meglio i quartieri. Ed è proprio in questo quadro che è arrivata la decisione di abbattere la casa per far spazio ai lavori.

Per la famiglia, però, non si tratta solo di una questione urbanistica. È una perdita che va ben oltre il mattone: quel posto rappresenta la loro storia, la loro casa. E per questo hanno deciso di opporsi con tutte le loro forze.

Il Comune ordina lo sgombero: scatta la protesta

A metà 2024 il Comune di Cagliari ha emesso l’ordinanza di sgombero, puntando dritto alla demolizione dell’immobile per avviare i lavori della nuova strada. L’ordine non lascia spazio a molti dubbi: la casa deve essere liberata e abbattuta.

La famiglia ha reagito subito, chiedendo più tempo e proponendo soluzioni alternative. Il clima si è fatto teso, tra il diritto a rimanere nel proprio alloggio e le esigenze della pianificazione urbana. È così partito un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per bloccare l’ordinanza.

Da parte sua, il Comune ha ribadito l’urgenza del progetto e la necessità di rispettare i tempi stabiliti. Intanto, tecnici comunali hanno iniziato le perizie per valutare la sicurezza e l’impatto della demolizione.

In tribunale si accende lo scontro

Il ricorso della famiglia al Tar è il cuore della battaglia legale. Si chiede di sospendere lo sgombero, sottolineando il danno grave e irreparabile che la demolizione comporterebbe. Nel corso delle udienze del 2024 si sono affrontati temi delicati: la legittimità dell’ordinanza, la valutazione dell’impatto sociale e possibili alternative.

Il Tar ha emesso alcune ordinanze interlocutorie che hanno congelato parzialmente lo sgombero, dando il tempo di approfondire la questione. Questo ha rallentato la demolizione e acceso un dibattito pubblico sulla giusta misura tra interesse collettivo e tutela del diritto alla casa.

La famiglia ha portato in tribunale documenti, testimonianze e motivazioni che raccontano quanto sia radicato il loro legame con la casa. Il Comune, invece, insiste sull’urgenza dell’opera pubblica e sull’impossibilità di rinviare i lavori, mentre gli avvocati della famiglia cercano di dimostrare che esistono soluzioni meno drastiche.

Futuro incerto, tra mediazioni e decisioni decisive

La vicenda di via Colleoni resta aperta, in attesa di decisioni che potrebbero cambiare il destino della famiglia e il volto del quartiere. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se la casa sarà abbattuta o se si troveranno mediazioni che evitino lo sgombero forzato.

In gioco ci sono questioni complesse: la pianificazione urbana, la tutela delle abitazioni e il diritto alla casa in una città in continua trasformazione come Cagliari. Il caso ha acceso i riflettori, spingendo istituzioni e media a seguire da vicino ogni sviluppo.

Non è escluso che il Comune abbia altri piani per l’area, mentre la famiglia continua a difendere il proprio diritto con determinazione e battaglie legali. Trovare un equilibrio tra modernizzazione e rispetto delle storie personali sarà la vera sfida per chi dovrà decidere.

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