Campi Flegrei, oltre 1000 terremoti individuati in 3 giorni grazie all’IA dopo il sisma M4.7

Redazione

28 Agosto 2026

Tra il 31 luglio e il 2 agosto, i Campi Flegrei hanno tremato più di mille volte. Una scossa di magnitudo 4.7 aveva già messo in allerta, ma è stato un nuovo sistema basato sull’intelligenza artificiale a scoprire ogni singolo movimento sotto terra. Non sono solo dati da leggere: questa tecnologia cambia le carte in tavola nel monitoraggio dei vulcani, specialmente in una zona così delicata e ricca di rischi come quella campana.

L’INGV testa l’intelligenza artificiale per scovare ogni scossa

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha sperimentato un sistema innovativo che usa algoritmi di intelligenza artificiale per analizzare i dati sismici. La novità? Riuscire a identificare ogni singolo terremoto, anche quando le scosse sono tante e molto ravvicinate tra loro. Spesso i metodi tradizionali faticano a distinguere eventi piccoli o molto vicini nel tempo, ma questo modello fa un salto di qualità.

Nei giorni presi in esame, il sistema ha contato più di mille scosse, molto più di quelle individuate finora con le tecniche convenzionali. Grazie a un’elaborazione veloce, gli esperti hanno avuto un quadro molto più dettagliato di cosa sta succedendo sotto la superficie dei Campi Flegrei, una zona complicata per la sua conformazione e per le pressioni generate dal vulcano.

Questa prova dimostra quanto la tecnologia stia diventando un alleato fondamentale per la scienza della Terra, migliorando il monitoraggio in tempo reale. È un passo avanti importante anche per prevenire i rischi sismici, soprattutto in una regione così esposta.

Sciame sismico ai Campi Flegrei: frequenza alta e magnitudo variabile

Lo sciame sismico registrato si è distinto per la frequenza elevata degli eventi e per magnitudo variabile, con la scossa più forte del 31 luglio da 4.7 gradi. Le scosse si sono susseguite fitte in pochi giorni, segno di una fase di attività tettonica e vulcanica più intensa.

Avere a disposizione oltre mille terremoti nello spazio di pochi giorni permette agli esperti di studiare con più precisione cosa sta succedendo nel sottosuolo. Grazie a questa mappa dettagliata, si possono analizzare meglio le pressioni dei gas, lo stress sulle faglie e i possibili movimenti del magma.

Le conseguenze di questo sciame non si fermano ai numeri: influenzano anche gli studi sullo stato di salute dei Campi Flegrei. La particolare struttura calderica del sito rende ogni scossa un possibile segnale di cambiamenti sotterranei. Questo alto numero di eventi tiene alta l’attenzione degli istituti di ricerca, spingendo a un controllo costante per evitare sorprese e garantire la sicurezza delle persone che vivono lì.

Questo episodio conferma che strumenti moderni come il machine learning e l’intelligenza artificiale aiutano a capire meglio e a prevedere i fenomeni naturali in questa zona, un vantaggio prezioso per la comunità scientifica e per chi deve gestire il rischio.

Intelligenza artificiale, la scommessa per la sismologia italiana

Il test condotto dall’INGV ai Campi Flegrei potrebbe diventare un modello da applicare anche in altre aree sismiche d’Italia e oltre. L’intelligenza artificiale si rivela uno strumento chiave per gestire grandi quantità di dati e migliorare la rapidità con cui si individuano i terremoti.

Questi risultati mostrano come sia possibile scoprire eventi finora sfuggiti, soprattutto quando si tratta di sciami con scosse piccole o medie, troppo numerose per essere gestite con i metodi tradizionali. Così si apre la strada a un monitoraggio più preciso e a sistemi di allerta più efficaci, fondamentali in un Paese come il nostro, esposto a frequenti rischi vulcanici e sismici.

Il lavoro congiunto di geologi, vulcanologi e ingegneri informatici permette di sviluppare modelli predittivi più avanzati. Questi strumenti potranno aiutare a individuare segnali che precedono eruzioni o altre variazioni importanti nel comportamento dei vulcani, oltre a migliorare la comprensione della propagazione delle onde sismiche in contesti complessi.

Nel 2024, questa sperimentazione ai Campi Flegrei segna un punto di svolta, consolidando l’intelligenza artificiale come un alleato imprescindibile nella ricerca sismologica. Le istituzioni scientifiche continueranno a seguire da vicino l’evoluzione di questa tecnologia, con l’obiettivo di integrarla stabilmente nelle attività di sorveglianza e gestione del rischio a lungo termine.

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