Scuola, Flc Cgil svela i veri numeri dei precari: Valditara sotto accusa per i dati nascosti

Redazione

7 Settembre 2026

«Sono 200mila gli insegnanti ancora precari a settembre». La FLC CGIL non lascia spazio a dubbi, mentre il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara parla di allarme esagerato. Lo scontro tra sindacato e governo si fa sempre più acceso, con il futuro del personale scolastico a rischio. Valditara, in un’intervista a Repubblica, ha invitato a rivedere al ribasso le cifre diffuse dalla Cgil. Ma il sindacato ha subito risposto, presentando dati aggiornati che dipingono un quadro tutt’altro che rassicurante. La partita adesso si gioca tutta su numeri e strategie, in vista di un settembre che si annuncia critico.

200mila precari a scuola: la FLC CGIL conferma il dato

La FLC CGIL non lascia spazio a dubbi: nei primi giorni dell’anno scolastico 2024, almeno 200mila lavoratori saranno ancora in bilico tra contratti a termine e incertezze. Il conto riguarda insegnanti e personale ATA . I dati sono frutto di un’analisi attenta, basata su convocazioni, graduatorie e contratti firmati dagli Uffici Scolastici Regionali fino a questa primavera. Nonostante qualche assunzione in più, il turnover non basta a coprire tutte le cattedre e le supplenze necessarie.

La situazione peggiora con la mancata espansione dei posti in organico di diritto, che dovrebbe garantire stabilità a chi supera i concorsi. L’alto numero di supplenti significa continui cambi di insegnanti durante l’anno, complicando la programmazione didattica a medio e lungo termine. Anche il personale ATA, fondamentale per il funzionamento delle scuole, è spesso costretto a lavorare con contratti temporanei. Per la FLC CGIL, questa precarietà diffusa mette a rischio la qualità dell’istruzione e la serenità lavorativa di migliaia di persone.

Valditara: “Numeri gonfiati, avanti con le assunzioni”

Il ministro Valditara respinge le previsioni della FLC CGIL, parlando di un quadro eccessivamente allarmista e distante dalla realtà delle scuole. Secondo lui, le misure adottate dall’attuale governo stanno dando frutti concreti. In particolare, sottolinea il successo dei concorsi pubblici degli ultimi mesi, che dovrebbero portare all’assunzione di un buon numero di docenti. Inoltre, ricorda gli sforzi per semplificare le procedure e accelerare la stabilizzazione di chi ha già anni di servizio.

Valditara avverte però che le assunzioni devono fare i conti con i vincoli di bilancio e le risorse disponibili: una soluzione immediata del problema precariato è dunque fuori portata. Invita a non esagerare con le cifre e a seguire con attenzione l’evoluzione del processo, che a suo dire porterà risultati importanti già quest’anno. Ma la replica della FLC CGIL non si fa attendere: i dati mostrano che ancora molte migliaia di persone resteranno legate alle supplenze.

Precariato a scuola: il prezzo pagato da studenti e lavoratori

Il peso del precariato si sente forte in tutte le scuole italiane. La mancanza di stabilità tra insegnanti e personale ATA si traduce in continuità didattica spezzettata, un problema serio per la qualità dell’insegnamento. Spesso un docente resta pochi mesi su un progetto, poi lascia il posto a un altro supplente, con effetti negativi sul percorso formativo degli studenti e sulla capacità delle scuole di organizzare attività extra.

Sul piano lavorativo, la precarietà si traduce in incertezze economiche e professionali. Molti insegnanti e operatori ATA non sanno se potranno continuare a lavorare dopo la scadenza del contratto, con ripercussioni sui diritti e sulle tutele. Il sindacato denuncia un clima di stress diffuso e una macchina scolastica che rallenta, con un impatto negativo anche su chi vorrebbe intraprendere la carriera nell’istruzione.

Le richieste della FLC CGIL: urgono interventi concreti

Di fronte a un problema così radicato, la FLC CGIL chiede interventi immediati e strutturali. Prima di tutto, serve aumentare i posti in organico di diritto per stabilizzare il maggior numero possibile di lavoratori. Il sindacato propone inoltre di snellire le procedure di stabilizzazione, con criteri chiari e veloci per chi ha già anni di esperienza in ruolo temporaneo. Attenzione anche alle condizioni di lavoro e al riconoscimento di tutele adeguate.

In parallelo, si chiede un monitoraggio costante e trasparente di assunzioni e supplenze, per evitare discrepanze e intervenire tempestivamente con politiche mirate. Senza una volontà politica forte e risorse dedicate, il rischio è che la precarietà continui a minare la scuola italiana. Per questo la FLC CGIL sollecita un confronto serio e continuo tra Ministero, sindacati e istituzioni scolastiche, per trovare insieme la strada verso la stabilità di tutto il personale.

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