Pechino Express 2024: Tappa a Yogyakarta, il Cuore Artistico di Giava con Biglietto per la Cina in Palio

Redazione

2 Aprile 2026

La sfida si accende a Yogyakarta, cuore pulsante dell’Indonesia, dove Pechino Express 2024 ha messo subito alla prova i suoi protagonisti. Giovedì 2 aprile, la gara è ripartita con un carico di tensione palpabile: chi sbaglia rischia l’eliminazione, e il premio in palio è un biglietto per la Cina, la prossima tappa del viaggio. Costantino della Gherardesca ha guidato la serata con il suo stile inconfondibile, mentre Lillo, inviato speciale, ha alzato la posta, brandendo una bandiera nera pronta a complicare la vita a chi perde la bussola. Da Madiun a Surakarta, fino a Yogyakarta, i concorrenti hanno macinato circa 190 chilometri tra prove di forza, strategia e cultura locale, affrontando un percorso tutt’altro che semplice.

Tra Madiun e Yogyakarta: prove dure e colpi di scena

La quarta puntata ha visto otto coppie sfidarsi su quasi 200 chilometri tra Madiun, Surakarta e Yogyakarta. La gara si è fatta serrata soprattutto a Surakarta, dove le prime tre coppie arrivate al Libro Rosso hanno conquistato l’accesso alla Prova Immunità, un pass prezioso per evitare l’eliminazione. Lillo, con la sua bandiera nera, ha messo i concorrenti sotto pressione, obbligandoli a stare sempre sul pezzo e a gestire bene tempo e risorse. Il viaggio ha alternato momenti di fatica a scontri tra i partecipanti, regalando una puntata ricca di emozioni anche per chi segue da casa.

Il paesaggio ha fatto da sfondo a sfide fisiche e mentali, con salite improvvise e scorci urbani pieni di vita. Queste condizioni hanno messo alla prova il carattere delle coppie e la loro capacità di adattarsi. Arrivati a Yogyakarta, i concorrenti hanno potuto tirare un sospiro e scoprire un angolo di cultura locale che da sempre affascina chi visita l’Indonesia.

Yogyakarta, il cuore pulsante di Giava

Yogyakarta è una vera perla dell’isola di Giava. Qui vive ancora un sultano e la città conserva tradizioni artistiche e culturali che si sono tramandate per secoli. Il palazzo reale Kraton, costruito a metà Cinquecento, è uno dei simboli della città. Per un euro si può visitare, ammirando la sala dei ricevimenti con il suo pavimento in marmo e le colonne dorate, la sala da pranzo con lampadari italiani e la preziosa carrozza reale. Spesso durante la visita si può assistere a esibizioni di Gamelan, l’orchestra tradizionale indonesiana fatta di xilofoni, gong e tamburi, che crea un’atmosfera unica.

Non lontano c’è il palazzo d’acqua Taman Sari, risalente al Settecento, che mostra un lato più intimo e sfarzoso della corte del sultano. Con le sue piscine scenografiche e un villaggio con moschea sotterranea, racconta la ricchezza dell’architettura locale. Questo luogo da sempre attira visitatori curiosi di scoprire la vita nei palazzi giavanesi.

Tra mercati e strade: il vero volto di Yogyakarta

La vita di Yogyakarta si anima soprattutto lungo Jalan Malioboro, la via principale e cuore pulsante della città. Qui il mercato Pasar Beringharjo si sviluppa su più piani e offre di tutto: abiti tradizionali, batik, borse fatte a mano e spezie profumate. Tra le bancarelle non mancano i warung, piccoli locali dove vale la pena fermarsi per assaggiare il Gado-Gado, un piatto tipico a base di verdure, tofu, uova e salsa di arachidi, preparato al momento.

La sera, la zona si trasforma. Le strade si riempiono di scooter, becak – i tradizionali risciò a pedali –, musicisti e venditori ambulanti. L’atmosfera diventa vibrante e autentica. Sedersi su una stuoia in uno di questi warung per gustare il nasi goreng, riso fritto con ricette locali, è un modo diretto per entrare nel cuore della città e nella sua gente. Qui si sente davvero la tradizione e l’ospitalità di Yogyakarta.

I templi di Prambanan, un tesoro millenario

A pochi chilometri dal centro, i templi di Prambanan sono una tappa irrinunciabile. Questo complesso del IX secolo, riconosciuto dall’UNESCO dal 1991, celebra la triade induista Brahma, Vishnu e Shiva. Le costruzioni si distinguono per i bassorilievi scolpiti che raccontano le storie epiche del Ramayana, uno dei testi sacri più importanti sia in India che in Indonesia.

Intorno al tempio principale si trovano oltre 200 templi minori, molti ancora in restauro dopo il terremoto del 2006. Nonostante i danni, Prambanan conserva il suo fascino e la sua sacralità, attirando studiosi e visitatori interessati alle antiche civiltà e religioni. Visitare questi templi è un’occasione per capire la ricchezza culturale di questa zona dell’Indonesia.

Come arrivare e muoversi a Yogyakarta

Yogyakarta si trova a circa 600 chilometri da Giacarta, la capitale. Il collegamento è possibile via terra, con treni e autobus che partono dalle stazioni centrali e arrivano alla stazione di Yogyakarta Tugu. Il viaggio in treno da Gambir, a Giacarta, dura qualche ora e una volta in città bastano pochi minuti per raggiungere il centro. In alternativa, il nuovo aeroporto di Kulon Progo offre voli interni verso altre zone dell’Indonesia, anche se non ci sono collegamenti diretti con l’estero.

In città, spostarsi è semplice grazie a taxi, becak e motociclette, mezzi molto usati per muoversi velocemente tra i punti di interesse. Questa mobilità permette di visitare facilmente mercati e luoghi culturali, entrando davvero nella vita quotidiana di Yogyakarta.

L’arrivo a Yogyakarta è un momento fondamentale per Pechino Express: qui i concorrenti affrontano prove difficili ma anche scoprono una cultura ricca e vibrante, che racconta la storia e l’anima di questa parte dell’Indonesia.

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