Il 31 maggio 2026, Rai 1 ha scelto di riportare in prima serata “Meglio tardi che mai”, un film tv firmato da Giuseppe Curti. Lorenzo Richelmy è Marco, un attore travolto da uno scandalo che lo costringe a tornare nella sua città natale, Bassano del Grappa. Qui, tra vicoli intrisi di storia e strade che raccontano rinascite, affronta un percorso di errori e riscatto. La città stessa sembra respirare con lui, un luogo dove il passato non si dimentica, ma aiuta a costruire nuove possibilità. Una storia intensa, che mescola legami profondi con una realtà viva, fatta di bellezza ma anche di fatica.
Un attore al bivio: il ritorno a Bassano e la sfida del carcere
Marco è un attore talentuoso ma dal carattere difficile, che finisce nel mirino dei media dopo aver offeso una collega sul set. I produttori lo mettono da parte, il mondo dello spettacolo lo abbandona. A tenerlo a galla resta solo la sua agente, che gli trova una via d’uscita: insegnare teatro nel carcere di Bassano del Grappa. È un ritorno dopo anni, pieno di scelte sbagliate alle spalle. Ma questa non è solo una nuova strada professionale, è molto di più.
Nel carcere Marco si confronta con se stesso e con un passato doloroso. Qui rivede Arianna, il grande amore della gioventù, ora detenuta con l’accusa di truffa che lei nega con forza. Tra le mura della prigione si accendono sentimenti nuovi e speranze inattese. Marco e Arianna affrontano prove difficili, ma con la voglia di credere che un futuro diverso sia possibile. La storia tocca temi forti come giustizia, perdono e cambiamento, e si avvale di attori come Mariana Lancellotti, Emanuela Grimaldi e Gabriele Cirilli, che danno spessore e umanità alla narrazione.
Bassano del Grappa sullo schermo: tra storia e paesaggi da cartolina
La scelta di Bassano del Grappa come set non è casuale. La produzione, firmata Pepito Produzioni e Rai Fiction, ha puntato su questa cittadina veneta per i suoi scorci suggestivi ma anche per il valore simbolico che porta con sé. Il centro storico, con i suoi vicoli stretti e le piazze animate, diventa un protagonista silenzioso ma fondamentale. Le riprese si concentrano soprattutto sul Ponte Vecchio, noto come Ponte degli Alpini, simbolo della resistenza partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale.
Le immagini mostrano il fiume Brenta che attraversa la città, un legame forte tra natura e storia. Il Ponte degli Alpini, costruito nel XIII secolo e ricostruito più volte, racconta storie di coraggio e sacrificio. Poco distante, il Museo degli Alpini conserva cimeli e testimonianze della partecipazione locale ai conflitti bellici. Questi luoghi donano spessore storico al film, portando alla luce una realtà ricca di memorie poco conosciute.
Bassano tra arte, storia e tradizione: i luoghi da scoprire
Bassano del Grappa non è solo uno sfondo per la pellicola. Candidata a Capitale Italiana della Cultura 2029, la città offre un patrimonio storico e artistico che unisce tradizione e modernità. Tra i suoi luoghi più noti c’è Piazza Garibaldi, con il Monte di Pietà e la Casa Dal Corno Bonato, testimonianze vive della vita culturale e sociale di un tempo. Questi edifici raccontano l’importanza di Bassano come centro vitale per l’economia e l’arte veneta.
A dominare il panorama c’è il Castello degli Ezzelini, una fortezza che porta il nome di una famiglia che ha segnato la storia locale nel Medioevo. Non mancano poi il Duomo di Santa Maria in Colle e la vicina Piazza della Libertà, con la chiesa di San Giovanni e la Cappella del Sacramento. La Torre Civica è un altro simbolo riconoscibile dell’identità urbanistica cittadina.
Non va dimenticata la tradizione economica e agricola che ha fatto di Bassano un protagonista a livello nazionale, dalla coltivazione del tabacco alla produzione di grappa. La “Via del Tabacco” e la storica Grapperia Nardini celebrano queste radici ancora vive e radicate nella comunità. Bassano, con la sua miscela di storia, cultura e paesaggi, racconta così anche attraverso “Meglio tardi che mai” una storia ricca e complessa, tutta da scoprire.
