Inflazione USA in accelerazione a marzo: prezzi al consumo +0,9%, aumento record dell’energia +10,9%

Redazione

11 Aprile 2026

A marzo 2024, i prezzi al consumo negli Stati Uniti hanno registrato il balzo mensile più marcato da un anno a questa parte. Un segnale che non lascia spazio a dubbi: l’inflazione sta tornando a mordere, con il tasso annuale che si rialza senza tregua. Dietro questa accelerazione c’è soprattutto il settore energetico, dove i rincari si sono fatti sentire in modo deciso, spingendo verso l’alto l’intero indice dei prezzi. La pressione sui costi, insomma, non accenna a mollare.

Prezzi al consumo: a marzo balzo dello 0,9%, il più alto da un anno

Gli ultimi dati ufficiali, diffusi a fine aprile, mostrano un aumento dello 0,9% dell’indice dei prezzi al consumo solo nel mese di marzo. ƈ la crescita mensile più alta da marzo 2023 e segna una svolta rispetto ai mesi precedenti, che avevano visto incrementi più contenuti. Questo accelera la pressione sui costi e rischia di pesare sui consumi e sulle decisioni delle banche centrali.

L’aumento non ĆØ stato uniforme: il settore energetico e altri beni di largo consumo hanno fatto la parte del leone. Lo 0,9% registrato supera le previsioni degli analisti, che si aspettavano un rialzo più moderato. Per le famiglie si traduce in un’inflazione più sentita, con un impatto immediato sul potere d’acquisto.

Non solo il dato mensile, ma anche quello su base annua ha mostrato una risalita. A marzo 2024, l’inflazione annua si ĆØ fermata al 3,3%, in crescita rispetto ai mesi precedenti. Pur lontana dai picchi degli anni passati, questa cifra resta importante nel quadro attuale e guiderĆ  le scelte della Federal Reserve e delle politiche economiche.

Inflazione core: cresce più lentamente, ma senza cedimenti

L’inflazione ā€˜core’, quella che esclude alimentari ed energia per offrire un quadro più stabile, ĆØ cresciuta dello 0,2% a marzo su base mensile. Anche se meno marcata rispetto all’aumento complessivo, questa crescita conferma che la pressione sui prezzi di fondo non molla.

Economisti e banche centrali guardano con attenzione all’inflazione core perchĆ© dĆ  un’idea più chiara dell’andamento dei prezzi ā€œdi baseā€. Il +0,2% mensile riflette un aumento diffuso in settori come servizi, abitazioni e beni durevoli. Il segnale ĆØ chiaro: l’inflazione non ĆØ più solo un fenomeno passeggero o legato a fattori esterni, ma si sta radicando nell’economia reale.

Il fatto che l’inflazione core resti sopra l’1% su base annua significa che i cittadini continuano a sentire il peso dell’aumento dei prezzi, anche senza la variabilitĆ  di energia e cibo. La Federal Reserve e le altre autoritĆ  monetarie dovranno tenere conto di questo elemento quando prenderanno le prossime decisioni su tassi e politiche.

Prezzi energetici in volata: la spinta decisiva di marzo

Il vero protagonista dell’aumento di marzo ĆØ stato il settore energetico, che ha segnato un balzo mensile del 10,9%, un dato che supera di gran lunga la media degli ultimi tempi.

Questo aumento ha avuto un impatto diretto su molti aspetti della vita quotidiana: carburante, bollette di riscaldamento e elettricitĆ  sono schizzati in alto. Di riflesso, anche i prezzi di altri beni hanno subito un effetto a catena, alimentando ulteriormente l’inflazione.

Dietro questa impennata ci sono diversi fattori: tensioni nei mercati internazionali delle materie prime energetiche, instabilitĆ  politica in zone strategiche e rincari nei costi di produzione e distribuzione. A pesare anche la domanda stagionale legata al cambio di stagione, dall’inverno alla primavera.

Questo aumento record ha colto molti di sorpresa e potrebbe portare a rivedere le previsioni economiche. Nei prossimi mesi, gli effetti potrebbero farsi sentire sia sui consumi sia sulle strategie economiche, con il difficile compito di tenere a bada l’inflazione senza bloccare la ripresa.

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