Piscine a rischio: la Camera approva stretta sui bocchettoni senza griglie dopo tragedie da “effetto ventosa”

Redazione

23 Luglio 2026

Tre incidenti mortali in poche settimane hanno acceso un faro inquietante sulle piscine pubbliche italiane. Il nemico invisibile è l’“effetto ventosa”, causato da bocchettoni di aspirazione senza le necessarie griglie di sicurezza. La Camera, senza tentennamenti, ha deciso: quelle piscine devono chiudere subito. Non esistono proroghe o avvisi, basta una semplice verifica per spegnere i motori e mandare tutti fuori dall’acqua. L’emendamento approvato ha ottenuto un consenso trasversale, un segnale chiaro che non si scherza più con la sicurezza. Ora la palla passa al Senato, ma intanto la tensione monta. Da una parte i gestori, preoccupati per le ricadute economiche; dall’altra i bagnanti, che reclamano tutele certe prima di tornare a fare il bagno.

Perché scattano i controlli duri sulle piscine pubbliche

Negli ultimi anni, in Italia, si sono verificati diversi tragici incidenti legati all’effetto ventosa. Succede quando il bocchettone di aspirazione trattiene con forza nuotatori o parti del corpo, causando rischi gravissimi, spesso con esiti letali. Il fatto che questi episodi abbiano coinvolto piscine pubbliche ha allarmato il legislatore, che ha deciso di intervenire con misure più stringenti.

Prima di questo emendamento, i controlli sui bocchettoni potevano tardare o risultare poco rigorosi. Ora, invece, ogni piscina con bocchettoni privi delle griglie di sicurezza dovrà chiudere subito, fino a quando non saranno messi a norma. L’obiettivo è proteggere subito la vita delle persone, ma resta aperto il dibattito su chi e come deve garantire i controlli e la manutenzione degli impianti.

Griglie di sicurezza: cosa devono garantire e come sono fatte

Le griglie sui bocchettoni non sono un dettaglio: sono un dispositivo essenziale per evitare incidenti. Le norme prevedono che queste griglie siano robuste, resistenti alle sollecitazioni meccaniche e con aperture calibrate per impedire che persone o oggetti restino intrappolati.

I modelli cambiano a seconda della piscina e dell’uso, ma tutte devono rispettare standard precisi. In alcune strutture, per esempio, le superfici devono essere antiscivolo e gli angoli arrotondati, per evitare altri tipi di infortuni. Le aperture sono studiate per non far passare neanche vestiti o capelli che potrebbero essere risucchiati.

Le autorità devono ispezionare regolarmente questi dispositivi, valutandone presenza, efficienza e integrità. Qualsiasi segno di malfunzionamento o usura deve essere affrontato subito, altrimenti la piscina rischia la sospensione. Il fine è alzare gli standard di sicurezza per tutti gli utenti.

Il cammino della legge: cosa resta da fare al Senato

L’emendamento, parte del decreto Sport che regola le strutture sportive pubbliche e private, ha incassato l’ok unanime alla Camera e ora va al Senato per l’approvazione finale.

Il passaggio in Senato è decisivo per far entrare in vigore la norma. Qui si potrebbe aprire il confronto su dettagli applicativi o eventuali deroghe, ma viste le premesse è probabile che la linea dura resti confermata. L’iter dovrebbe chiudersi in tempi brevi, per mettere subito in pratica le nuove regole.

Nel frattempo, le amministrazioni locali e gli enti di controllo si preparano a intensificare i controlli sui bocchettoni delle piscine pubbliche. I gestori e le associazioni di categoria si stanno attrezzando per mettere a norma gli impianti nel più breve tempo possibile. Le sanzioni per chi non rispetta le norme non sono ancora dettagliate, ma si preannuncia un regime severo per evitare altri incidenti.

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