Nel 2024 Simone ha cambiato marcia, rivoluzionando il suo modo di fare business nel mondo legale. Quello che una volta era un semplice archivio cartaceo si sta trasformando in qualcosa di molto più sofisticato: una piattaforma interna, chiamata Simone LexCore. Non si tratta più solo di conservare documenti, ma di convertire un enorme patrimonio editoriale in un vero e proprio dataset giuridico, strutturato e pronto per essere integrato in soluzioni digitali. Dietro questa trasformazione, c’è una strategia ben precisa, che si articola su tre direttrici commerciali pensate per clienti diversi, sempre in movimento e alla ricerca di nuove opportunità.
Simone LexCore: la nuova spina dorsale per i dati giuridici
Al centro di questa rivoluzione c’è Simone LexCore, una piattaforma realizzata internamente per gestire in modo avanzato i dati legali. Non è una semplice banca dati, ma un sistema che organizza, indicizza e struttura i documenti giuridici come veri e propri “mattoni digitali”. Il vantaggio è doppio: da un lato rende più accessibile e utilizzabile il patrimonio editoriale di Simone, dall’altro garantisce aggiornamenti continui e contenuti di qualità certificata, elementi fondamentali per chi opera nel campo legale, dove ogni dettaglio conta.
Questa infrastruttura è pensata soprattutto per professionisti e aziende che cercano contenuti giuridici affidabili, ma anche flessibili e pronti per le nuove tecnologie. Grazie a interfacce moderne, gli utenti possono accedere rapidamente alle informazioni, senza dover più sfogliare manualmente documenti statici.
Tre mercati per un patrimonio digitalizzato
Il secondo passo della trasformazione è la creazione di tre mercati distinti, resi possibili dalla struttura del dataset. Il primo riguarda la vendita diretta dei dataset giuridici, offerti come banche dati in licenza o abbonamento. Questa soluzione permette a studi legali, aziende e istituzioni di integrare nei propri sistemi una grande mole di dati legali, evitando di dover costruire archivi interni o affidarsi a fonti meno sicure.
Il secondo mercato è quello delle API, interfacce di programmazione pensate per il software legale. Attraverso queste API, i dati di Simone si collegano direttamente ai programmi gestionali o di analisi legale di terzi, creando soluzioni integrate che semplificano la ricerca, l’automazione dei documenti e la consulenza. L’integrazione via API elimina passaggi manuali, riduce gli errori e velocizza l’accesso alle informazioni.
Il terzo mercato, meno dettagliato, riguarda lo sviluppo di prodotti e servizi basati su questa infrastruttura, rivolti a nicchie specifiche nel campo legale o a nuove applicazioni tecnologiche che hanno bisogno di dati strutturati e aggiornati in tempo reale.
Cosa cambia per il settore legale italiano e cosa ci aspetta
Questa trasformazione arriva in un momento in cui la digitalizzazione del settore legale in Italia sta accelerando, con una crescente domanda di strumenti avanzati per gestire e consultare i dati giuridici. L’offerta di Simone, grazie alla sua infrastruttura e ai nuovi mercati, risponde a questa esigenza di efficienza e precisione, qualità imprescindibili in un ambito dove ogni dettaglio può fare la differenza.
Nel 2024, l’uso di dataset strutturati e API interattive supera i limiti delle banche dati tradizionali, offrendo soluzioni scalabili e personalizzabili. Studi legali di ogni dimensione, ma anche realtà aziendali e pubbliche, possono così contare su strumenti pensati per supportare consulenza, analisi normativa e compliance.
Per Simone si apre una fase di crescita importante: investendo in tecnologia proprietaria non solo valorizza il suo archivio, ma costruisce anche le basi per espandersi in nuovi territori digitali del diritto. Questa strada potrebbe diventare un modello da seguire per altre realtà editoriali del panorama giuridico italiano.
