Camping in Europa: le destinazioni top secondo Eurostat nel 2025 con 413 milioni di notti trascorse all’aperto

Redazione

5 Maggio 2026

Nel 2025, il campeggio ha raggiunto cifre da record in Europa, superando ogni aspettativa. Non si tratta più di una soluzione estrema o di nicchia: sempre più viaggiatori cercano il piacere di rallentare, di immergersi nella natura senza filtri, di ritrovare una libertà autentica. La pandemia ha accelerato questo cambio di passo, ma la crescita era già evidente da tempo. Tra dubbi e restrizioni, tante persone hanno scelto di passare la notte sotto le stelle, risvegliandosi accanto a panorami ancora intatti. Un fenomeno che coinvolge ormai milioni di appassionati.

Cresce il turismo en plein air: boom di notti in campeggio e caravan

Secondo Eurostat, nel 2025 nelle strutture di campeggio, aree camper e villaggi all’aperto dell’Unione Europea si sono contate 413 milioni di notti complessive. Un numero che vale il 13,4% del totale delle notti turistiche, e che cresce più in fretta rispetto ad altre forme di ospitalitĆ  tradizionale. Dal 2015 a oggi, infatti, le presenze in campeggio sono aumentate del 28,5%, contro un +23,4% di hotel e resort. Un settore dinamico, in crescita costante, che attira chi vuole esperienze autentiche, lontano dai soliti circuiti.

Chi sceglie questo tipo di vacanza preferisce la vista su boschi o mare a stanze anonime. Il turismo all’aria aperta conquista soprattutto chi desidera più autonomia e un contatto diretto con la natura. Dalle tende ai camper di lusso, il campeggio si adatta a ogni tipo di viaggiatore: famiglie, coppie, giovani in cerca di avventure e pensionati appassionati.

Francia, Spagna e Italia in testa: ecco dove si campeggia di più in Europa

In cima alla classifica europea c’è la Francia, con 154 milioni di notti in campeggio, oltre un terzo del totale comunitario. La leadership francese si basa su un’offerta turistica consolidata e variegata, che va dalla costa atlantica alle Alpi, passando per la Provenza. Le infrastrutture sono solide e la cultura del campeggio ĆØ ben radicata.

Dietro la Francia, la Spagna con quasi 50 milioni di notti e l’Italia con 49,1 milioni. Entrambi i Paesi puntano su un clima favorevole e paesaggi che vanno dal mare alle montagne. Poco più indietro c’è la Germania, con 45 milioni di notti, dove il campeggio ĆØ sinonimo di organizzazione e strutture moderne immerse nella natura.

Nella top 10 si trovano poi Paesi Bassi , Austria, Danimarca, Svezia, Croazia e Portogallo, quest’ultimo con 7,1 milioni di notti. ƈ chiaro che la passione per il turismo all’aria aperta attraversa tutto il continente, dal nord al sud. Riassumendo i dati principali: Francia 141 milioni, Italia 71 milioni, Germania 41 milioni, Paesi Bassi 34 milioni, Spagna 33 milioni, Croazia 27 milioni, Austria 18 milioni, Danimarca 13 milioni, Svezia 11 milioni, Belgio 9 milioni.

Primavera ed estate: le stagioni d’oro del campeggio

Il turismo outdoor segue un ritmo preciso con picchi stagionali ben marcati. GiĆ  da marzo si vede un aumento delle presenze, spinto dal risveglio della natura e dalla voglia di stare all’aperto dopo l’inverno. Ma ĆØ l’estate a fare il pieno: tra giugno e agosto si concentra il 67% delle notti totali. Agosto ĆØ il mese clou, con 118 milioni di notti registrate.

Dopo l’estate la domanda cala pian piano. A settembre si mantengono circa 40 milioni di notti, a ottobre scendono a 15 milioni, poi il fenomeno si affievolisce in inverno. Ma non sparisce del tutto: a dicembre si registrano quasi 5 milioni di notti, segno che il campeggio supera i confini stagionali tradizionali e coinvolge chi cerca esperienze outdoor anche nei mesi freddi.

Perché il campeggio piace sempre di più: libertà, autenticità e nuove modalità di viaggio

Dietro il successo del campeggio e del caravanning non c’è solo il piacere di dormire all’aria aperta. C’è un bisogno più profondo di autenticitĆ , di staccare dalla frenesia quotidiana e di entrare in contatto diretto con la natura e i luoghi visitati. Non a caso sta prendendo piede la ā€œvan lifeā€: vivere e viaggiare su camper attrezzati che uniscono spostamento, relax e lavoro in modo flessibile.

Crescono i micro-viaggi, brevi ma intensi, e le vacanze ibride che mescolano lavoro a distanza e tempo libero. Fondamentale ĆØ il controllo che il viaggiatore ha sulla propria esperienza: decide dove fermarsi, per quanto, e come vivere la giornata, senza dover sottostare agli orari o alle regole rigide degli hotel. L’esperienza diventa cosƬ personale, e questa libertĆ  ĆØ una delle chiavi del successo.

In un mondo sempre più veloce e standardizzato, il turismo all’aria aperta torna a offrire una libertĆ  concreta e tangibile. Ogni anno questo modo di viaggiare conquista nuove persone, come confermano i numeri europei e le scelte di milioni di turisti.

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