Dimissioni Keir Starmer: il sesto premier UK a lasciare in 10 anni dalla Brexit, chi è il possibile successore

Redazione

22 Giugno 2026

Keir Starmer si è dimesso da primo ministro e leader del Partito Laburista: una notizia che ha colto tutti di sorpresa, scuotendo ancora una volta la politica britannica. Negli ultimi dieci anni, da quando è stata decisa la Brexit, il Regno Unito ha visto susseguirsi sei premier diversi – un susseguirsi senza precedenti che racconta la profonda instabilità del paese. Ora la scena si sposta sui potenziali successori. Tra loro, spicca Andy Burnham, ex sindaco della Grande Manchester, un nome che molti considerano pronto a guidare il governo in questa fase incerta.

Brexit e instabilità: sei primi ministri in dieci anni

Dal referendum del 2016, la politica britannica non ha trovato pace. Sei primi ministri in una sola decade, una serie di cambi al vertice che riflettono tensioni interne e difficoltà a gestire sfide sempre più complesse: dalla Brexit alla pandemia, passando per le crisi economiche e sociali. Ogni nuovo leader ha portato la promessa di stabilità, ma nessuno è riuscito a restare a lungo a Downing Street. Pressioni dall’opinione pubblica, divisioni in Parlamento e questioni internazionali hanno alimentato questo giro di poltrone senza fine.

Starmer, al governo da pochi anni, si aggiunge così alla lista di chi ha dovuto lasciare prima del previsto. Il suo tentativo di rilanciare il Partito Laburista e la sua posizione ambigua sulla Brexit gli hanno portato consensi altalenanti. Adesso il Regno Unito è di nuovo in cerca di un leader capace di tenere insieme il Paese e di guardare avanti.

Andy Burnham: l’ex sindaco che vuole il numero 10

Tra i papabili per sostituire Starmer, spicca Andy Burnham. Fino al 2021 è stato sindaco della Greater Manchester, dove ha fatto parlare di sé per un approccio concreto e vicino ai cittadini. Ha lavorato su sanità, trasporti e sviluppo urbano, costruendosi una reputazione solida sul territorio. Questo profilo pragmatico lo rende uno dei candidati più accreditati per portare un po’ di stabilità in un governo in affanno.

Ma le sfide non mancano. Burnham dovrà conquistare la fiducia del Partito Laburista e dimostrare di saper gestire questioni nazionali di ben altra portata rispetto a quelle locali. Le sue posizioni sulla Brexit e sulle politiche economiche saranno messe sotto la lente da alleati e avversari. La sua candidatura riflette però il bisogno di un leader più vicino alla gente, in un momento in cui la fiducia verso la politica è ai minimi storici.

Un futuro incerto per il Regno Unito

Il Regno Unito si trova a un punto critico. Le dimissioni di Starmer e la scelta del nuovo premier sono l’ennesima prova della crisi istituzionale che attraversa il Paese. L’instabilità rischia di rallentare le risposte alle emergenze economiche, sociali e diplomatiche, mettendo sotto pressione un sistema già fragile. Nelle prossime settimane si capirà se il Partito Laburista riuscirà a ritrovare unità e a mettere in campo una leadership credibile.

Indipendentemente dal nome del successore, il governo deve affrontare sfide enormi: dai rapporti con l’Europa post-Brexit, alla riforma dei servizi pubblici, fino alla crisi economica globale. La scelta del nuovo primo ministro sarà decisiva per tracciare la rotta del Regno Unito nei prossimi anni, con conseguenze che peseranno su tutta la società e la politica nazionale.

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