Salvini: “Guidare la campagna elettorale con Zaia e Fedriga al mio fianco, non dietro”

Redazione

28 Giugno 2026

«Se la salute regge, ci sarò io». Matteo Salvini ha scelto parole nette, senza lasciare spazio a dubbi. Alla giornata conclusiva di NexUS, l’evento di Lega Giovani, il leader ha confermato: sarà lui a guidare la Lega alle prossime elezioni. Non si tratta di una semplice promessa, ma di un impegno che porta con sé una certa dose di prudenza, dettata soprattutto da questioni personali. Eppure, Salvini ha voluto subito chiarire una cosa: la Lega non si regge su un solo uomo. Dietro di lui, c’è una squadra solida, fatta di governatori, sindaci e militanti, pronta a scendere in campo insieme.

La forza della Lega è nella squadra, non nel singolo leader

Salvini ha ribadito più volte che il vero motore del partito è il lavoro di squadra. Non si tratta solo di lui, ma di tutta una rete fatta di “capitani” – come li ha chiamati – a partire da governatori come Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, fino ai tanti sindaci e amministratori locali. Per lui, la campagna elettorale di successo passa da un gruppo affiatato, carico di orgoglio e voglia di fare. È un modo per dare peso alle realtà locali e costruire una base solida in vista della sfida nazionale.

La metafora militare scelta da Salvini è chiara: senza truppe motivate, anche i migliori generali restano fermi. “Capitani, generali o colonnelli senza truppe motivate non vanno da nessuna parte”, ha detto, rimarcando che ogni singolo militante ha un ruolo fondamentale per il successo del progetto politico. Insomma, una strategia che punta a coinvolgere tutti, dal territorio alla leadership centrale, per tenere compatto il partito.

Al timone per altri tre anni: Salvini resta un militante in prima linea

Salvini si vede soprattutto come un militante, e non intende cambiare ruolo nei prossimi anni. Dopo la conferma alla guida del partito per un quadriennio, il segretario ha voluto mettere in chiaro che l’anno passato è solo l’inizio di questo percorso. Continuerà a stare in mezzo alla gente, con la stessa energia e passione che lo hanno accompagnato fin dall’inizio.

Lasciare la guida? Per ora non se ne parla. Salvini è pronto a cedere il testimone quando sarà il momento, ma ritiene che ci sia ancora molto da fare per consolidare la Lega e allargare il consenso. È una posizione che punta a garantire stabilità, senza però chiudere la porta a un futuro cambiamento. Una leadership che sa di dover attraversare diverse fasi, senza fretta ma con consapevolezza.

Con queste parole, Salvini vuole rassicurare militanti e elettori: la sua guida è solida, pronta a reggere le sfide che verranno, dentro e fuori dal partito.

Il caso Vannacci: Salvini non nasconde la delusione

Non sono mancati momenti di tensione. Salvini ha parlato senza mezzi termini del rapporto con Roberto Vannacci, ex volto della Lega legato al mondo militante. Il segretario ha espresso delusione per un comportamento che ha definito incoerente, ricordando come il partito gli avesse dato fiducia, spazio e onore. Ma, a suo avviso, Vannacci ha tradito questa apertura in tempi brevi, un gesto che pesa soprattutto perché arriva da chi in passato aveva dimostrato rispetto e senso di squadra.

Nonostante l’amarezza, Salvini ha chiarito di non portare rancore e di voler evitare ulteriori tensioni. Ha detto che non intende più avere contatti con Vannacci, spiegando con fermezza: “Si può sbagliare una volta, ma non una seconda.” Il caso rientra in un quadro più ampio di sfide interne che la Lega deve affrontare, cercando di tenere insieme le diverse anime del partito.

Infine, il segretario ha colto l’occasione per criticare, anche se senza nominarlo direttamente, le frequentazioni di Vannacci con gruppi lontani dall’identità attuale della Lega. Salvini ha ribadito invece l’importanza di eventi come quelli di Lega Giovani, che per lui rappresentano momenti di vera aggregazione, dove si ritrovano valori come amicizia, fratellanza e autonomismo, il cuore pulsante del partito.

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