Scoperto e recuperato il relitto romano di 1700 anni fa a Maiorca: anfore e antichi strumenti emergono dal mare

Redazione

2 Luglio 2026

A pochi metri dalla spiaggia di Ses Fontanelles, le acque di Maiorca hanno restituito un tesoro sommerso: una nave romana del IV secolo d.C., quasi intatta. Il relitto, conservato in modo sorprendente, ha acceso l’interesse di archeologi e storici provenienti da tutto il Mediterraneo. Non è solo la struttura della nave a stupire, ma anche il carico ancora a bordo, una vera finestra sui commerci e le rotte di un’epoca lontana. Quel pezzo di legno e quel carico raccontano storie di mare, scambi e civiltà perdute.

Recupero delicato: come hanno riportato in superficie il relitto

Il recupero è stato un lavoro lungo e meticoloso. Per mesi, subacquei esperti si sono immersi per esplorare e salvare il relitto, cercando di mantenere tutto al suo posto. A coordinare le operazioni c’erano archeologi marini, restauratori e responsabili della tutela dei beni culturali, tutti attenti a non danneggiare il sito. Per mappare ogni dettaglio della nave hanno usato anche laser scanner subacquei, strumenti che hanno permesso di fotografare e documentare con precisione la struttura prima di spostarla.

La nave si è conservata bene anche grazie al tipo di fondale: sedimenti fini e correnti deboli hanno creato una sorta di barriera naturale contro il deterioramento. Durante i lavori sono emersi reperti come anfore, attrezzi e pezzi di ceramica, tutti trovati nella posizione originale. Ogni fase è stata documentata con foto e video, costruendo così un archivio digitale prezioso per le ricerche future.

La zona è stata messa in sicurezza per tutta la durata della campagna, con divieti temporanei di navigazione per evitare pericoli agli archeologi in immersione. Il bel tempo ha dato una mano, facilitando gli interventi durante i mesi del 2024.

Cosa ci dice il relitto sul commercio romano nel Mediterraneo

Il ritrovamento di Ses Fontanelles è una fonte diretta per capire le rotte commerciali nel Mediterraneo occidentale negli ultimi secoli dell’Impero Romano. Il carico, soprattutto le anfore, suggerisce che a bordo si trasportassero vino, olio e altri prodotti alimentari fondamentali. Questi elementi confermano l’esistenza di linee commerciali ben organizzate con porti della costa africana e della penisola iberica.

La nave stessa parla di tecniche di costruzione navale avanzate per l’epoca, con dettagli che spesso non emergono dai testi antichi. Le travi originali e le venature del legno hanno permesso di ricostruire come era fatta e quali soluzioni adottavano per rendere la nave stabile e resistente nei lunghi viaggi.

Il relitto aiuta anche a capire le strategie di navigazione e le conoscenze meteorologiche di quei marinai: conoscevano bene i venti stagionali e il mare, e sapevano come sfruttarli per trasportare le merci in sicurezza. Maiorca si conferma così un punto chiave di passaggio tra la penisola iberica e le coste africane.

Cosa ci aspetta: studio, restauro e futuro del sito

Il recupero e lo studio del relitto di Ses Fontanelles aprono nuove strade per la ricerca sulla storia antica. La nave, quasi intatta, offre dettagli finora sconosciuti sulla vita in mare, non solo dal punto di vista commerciale ma anche tecnologico e culturale. I restauri proseguiranno per mesi, con materiali e metodi pensati per conservare la struttura nel tempo.

La documentazione digitale sarà condivisa con studiosi e istituzioni, favorendo collaborazioni internazionali. Questa scoperta mette anche in luce l’urgenza di proteggere meglio i fondali di Maiorca e del Mediterraneo, dove giacciono molti siti archeologici ancora poco esplorati.

Infine, il ritrovamento apre nuove prospettive anche per la divulgazione e il turismo culturale, risvegliando l’interesse per le antiche rotte del Mediterraneo. Con la fine del recupero, il patrimonio storico si arricchisce di un pezzo importante per capire il commercio marittimo e le capacità di una civiltà che ha segnato l’Europa.

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