«Il 2024 sarà un anno difficile per la chimica italiana». Parole nette, quelle pronunciate da Andrea Buzzella, presidente di Federchimica, durante l’ultima assemblea a Roma. Un calo del 3% nella produzione è ormai previsto, una frenata che pesa come un macigno su un settore già provato. Il vero nodo? Il caro energia che sta mettendo in ginocchio le aziende. E mentre i costi continuano a salire, l’Europa sembra incapace di adottare risposte concrete, lasciando il comparto in una situazione di crescente allarme.
Settore chimico in affanno: produzione in calo e costi alle stelle
I dati emersi dall’assemblea confermano una tendenza negativa che si protrae da tempo e che oggi appare ancor più radicata. La produzione chimica in Italia dovrebbe segnare un meno 3% rispetto al 2023, peggiorando le previsioni più ottimistiche fatte a inizio anno. Le difficoltà che l’industria si trova ad affrontare vanno oltre le normali fluttuazioni di mercato.
Il caro energia pesa in modo particolare sul comparto chimico, che è uno dei maggiori consumatori di elettricità e gas. Gli aumenti continui e consistenti delle tariffe stanno erodendo margini già ridotti dalla complessità economica globale. L’assenza di segnali concreti da parte delle istituzioni europee – sia in termini di aiuti che di misure correttive – alimenta l’incertezza e frena gli investimenti.
È un campanello d’allarme forte, visto il ruolo strategico del settore chimico, che rappresenta una fetta importante della manifattura italiana e sostiene numerose altre filiere produttive. Il calo della produzione potrebbe avere effetti a catena sull’occupazione, sulla capacità tecnologica delle aziende e sulla bilancia commerciale nazionale.
Costi energetici insostenibili: la denuncia di Federchimica
Andrea Buzzella non ha usato mezzi termini per descrivere la situazione: «Il costo dell’energia è arrivato a livelli insopportabili». Molte aziende si trovano in difficoltà, con stabilimenti a rischio chiusura, mentre i concorrenti di paesi con costi più bassi guadagnano terreno sul mercato. Il presidente ha sottolineato come la mancanza di una risposta europea adeguata renda difficile invertire la rotta.
Il settore deve fare i conti con una doppia pressione: da un lato, l’aumento dei costi fissi di produzione; dall’altro, una domanda incerta che limita la possibilità di rialzare prezzi o aumentare i volumi. Diverse imprese hanno già dovuto rivedere i piani industriali, sospendere investimenti o rinviare progetti innovativi proprio a causa del caro bollette.
La mancanza di una strategia comune tra i Paesi europei per gestire questa emergenza rappresenta un limite grave. Per Federchimica serve una presa di coscienza più rapida e interventi concreti per sostenere il settore.
Federchimica in prima linea per difendere il settore chimico
Federchimica gioca un ruolo chiave nel rappresentare e tutelare le imprese di un settore che affronta sfide complesse ogni giorno. Oltre a monitorare costantemente la situazione e fornire dati aggiornati, l’associazione fa da voce delle aziende presso istituzioni nazionali ed europee.
La crisi energetica ha spinto Federchimica a chiedere a gran voce interventi urgenti per contenere i costi e salvaguardare la competitività delle imprese. Tra le proposte, ci sono sostegni temporanei ma efficaci, una revisione delle politiche energetiche europee e maggiori investimenti in infrastrutture per le energie rinnovabili a costi sostenibili.
L’associazione richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di trovare un equilibrio tra politiche ambientali e tutela del tessuto produttivo, per evitare che la transizione energetica si trasformi in un danno irreparabile per le aziende italiane. Senza misure adeguate, il comparto rischia di perdere terreno in un mercato globale sempre più competitivo.
La posizione di Federchimica è chiara: la crisi è grave, ma c’è la volontà di mantenere un dialogo aperto per trovare soluzioni condivise e sostenibili. L’auspicio è che le autorità europee intervengano con decisione, per non mettere a rischio un settore fondamentale per l’economia del Paese.
