Cagliari celebra i primi laureati in International Management: il corso biennale interamente in inglese fa storia all’Ateneo

Redazione

15 Luglio 2026

Tre studenti hanno fatto la storia all’Università di Cagliari. Laura Addis, Simone Corrias e Chiara Galizia hanno appena completato il primo corso biennale interamente in inglese, un traguardo che va ben oltre la semplice discussione di una tesi. È un segnale forte, un salto deciso verso un orizzonte internazionale. L’ateneo sardo non si accontenta più di essere un punto di riferimento locale: vuole giocare la partita su scala globale, in un mondo accademico sempre più competitivo e connesso.

Un corso pensato per italiani e stranieri

Il corso biennale in inglese è nato per ampliare l’offerta formativa e attirare studenti da ogni parte del mondo. Studiare in inglese non è solo una questione di lingua, ma una scelta che apre porte sul mercato del lavoro internazionale e favorisce lo scambio culturale dentro l’università. Grazie a questo percorso sono arrivati docenti con esperienze all’estero, è migliorata la qualità della didattica e si sono allargate le collaborazioni con altre università straniere.

Il corso dura due anni e propone un programma aggiornato, pensato per rispondere alle richieste del mondo del lavoro europeo e globale. L’inglese non è un dettaglio: significa lavorare con testi internazionali, partecipare a seminari e progetti con enti esteri. Così gli studenti sviluppano competenze che vanno oltre la singola materia.

I protagonisti: chi sono i primi laureati in inglese

Laura Addis, Simone Corrias e Chiara Galizia sono i primi a chiudere questo percorso. Ognuno ha dimostrato determinazione e capacità di adattarsi, superando esami e discussioni in una lingua diversa dalla propria. Il loro successo è un esempio per chi verrà dopo, una conferma che puntare sull’internazionalizzazione paga.

I tre arrivano da facoltà diverse, a dimostrazione della natura trasversale del corso. Questa varietà ha permesso uno scambio di idee e competenze, preparando laureati pronti a lavorare in contesti multiculturali e a rispondere alle sfide di un’Europa unita. I risultati ottenuti raccontano di un impegno serio e di una rapida capacità di adattamento a nuovi metodi di studio.

L’ateneo che vuole farsi spazio nel mondo

L’Università di Cagliari punta a rafforzare il suo ruolo in Europa con iniziative come questo corso in inglese. Le lauree di Addis, Corrias e Galizia segnano un cambio di passo nelle politiche formative, orientate a rendere l’ateneo più competitivo e attrattivo a livello internazionale. Il progetto si inserisce anche nelle strategie di internazionalizzazione sostenute dal ministero e dall’Unione europea.

Queste iniziative aiutano gli studenti sardi e italiani a inserirsi in circuiti accademici più ampi, offrendo più possibilità di mobilità e collaborazione. Offrire corsi in inglese aumenta la visibilità dell’ateneo nel mondo, migliora le classifiche universitarie e crea reti con centri di ricerca esteri. Tutto questo contribuisce a trasformare Cagliari in un punto di riferimento moderno, capace di attrarre talenti e investimenti.

Cosa ci aspetta dopo questo primo traguardo

Il successo delle prime lauree in inglese apre la strada a nuovi corsi simili. L’esperienza di Addis, Corrias e Galizia servirà a migliorare la didattica e ampliare l’offerta formativa. La sfida ora è mantenere alti standard e aumentare il numero di studenti internazionali, puntando su integrazione e supporto linguistico.

Questo esperimento segna l’inizio di una trasformazione più ampia dell’insegnamento universitario, pensata per rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro sempre più globale. Sono previsti anche potenziamenti nei programmi di scambio Erasmus e nuove collaborazioni con università straniere. Un percorso che valorizza il capitale umano locale e apre strade professionali oltre i confini nazionali.

In conclusione, la laurea in inglese di questi tre studenti rappresenta un momento importante per Cagliari e il suo ateneo. L’internazionalizzazione prende forma concreta, grazie a chi ha saputo cogliere questa sfida e a chi seguirà il loro esempio.

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