Parlamento in pausa estiva: Camera e Senato chiudono fino al 9 settembre, focus sulla riforma elettorale al ritorno

Redazione

10 Agosto 2026

Il Senato ha chiuso i battenti ieri; oggi tocca alla Camera. Dopo settimane di sedute serrate, i parlamentari si prendono una pausa estiva, giusto il tempo di ricaricare le energie. Ma il riposo sarà breve. Mercoledì 9 settembre, si torna in aula con un’agenda già infuocata: la riforma elettorale è pronta a monopolizzare il dibattito. Nel frattempo, le commissioni non staranno con le mani in mano e inizieranno a lavorare qualche giorno prima, affrontando dossier pesanti come la governance Rai e una serie di decreti urgenti da convertire. L’autunno parlamentare si annuncia, insomma, tutt’altro che tranquillo.

Riforma elettorale, corsa contro il tempo e accordi delicati

Il governo e la maggioranza hanno spinto fino all’ultimo per accelerare sulla riforma elettorale. Il termine per presentare gli emendamenti alle commissioni è il primo settembre, un muro invalicabile per i partiti. Da lì, il 9 settembre si apre la fase di esame in Aula, senza pause: le sedute andranno avanti fino al voto finale previsto per il 15 settembre in Senato.

Il centrodestra vuole chiudere in fretta, puntando a concludere anche alla Camera entro fine mese, intorno al 30 settembre. Dietro a questo calendario c’è il timore di ritardi e soprattutto di spaccature nella coalizione che potrebbero far saltare tutto, come già successo con la bocciatura di un emendamento sulle preferenze votato a sorpresa a scrutinio segreto. Per evitare nuovi inciampi, i negoziatori della maggioranza hanno messo a punto un’intesa di massima, pronta a diventare un emendamento unico condiviso da tutte le forze di governo. Ma non è escluso qualche aggiustamento in corso d’opera.

Sul tavolo resta l’ipotesi di ricorrere alla fiducia per l’ultimo passaggio alla Camera. Un’arma a doppio taglio: se da un lato può accelerare, dall’altro non garantisce la vittoria, visto che il voto finale potrebbe avvenire a scrutinio segreto. Una bocciatura rischierebbe di mettere in crisi la tenuta stessa del governo.

La partita sulla governance Rai e il nodo Media Freedom Act

Non solo legge elettorale. Il Parlamento dovrà affrontare anche un’altra partita delicata: la governance della Rai e l’applicazione del Media Freedom Act europeo. Le opposizioni hanno messo un fermo netto: finché l’Italia non recepirà appieno le norme europee su libertà e pluralismo dei media, non daranno il via libera ai nuovi membri della commissione di Vigilanza Rai. Un vero e proprio stallo.

Il centrodestra tiene bloccato il cambio di presidenza della Vigilanza, con la candidatura di Agnes ferma da mesi perché Forza Italia non vuole mollare la poltrona. Così, la commissione resta congelata a pochi mesi dall’inizio della legislatura, un problema serio per il controllo del servizio pubblico radiotelevisivo.

Il nodo è strettamente legato ai principi del Media Freedom Act, che mira a garantire pluralità e indipendenza dell’informazione pubblica. Tutti aspettano un intervento legislativo o almeno un adeguamento delle regole per sbloccare la situazione e far ripartire uno degli organi chiave della tv pubblica.

Decreti e leggi da affrontare subito dopo l’estate

Con la ripresa, i decreti torneranno a farla da padrone in Parlamento, come ormai tradizione. Tra i più urgenti c’è quello che riguarda i procedimenti civili e penali legati al crollo dell’edificio degli uffici giudiziari di Bolzano, un evento che ha richiesto interventi rapidi per non fermare la giustizia.

In agenda anche il decreto carburanti e il dossier sull’ex Ilva, che dovrebbe includere la proroga del taglio delle accise decisa il 4 agosto e valida fino al 25 dello stesso mese. Attesa anche la legge sui Campi Flegrei, con misure di prevenzione e tutela per l’area a rischio vulcanico.

Nel passaggio tra decreti e disegni di legge, occhi puntati sulla riforma del cinema, che tornerà in Aula alla Camera il 9 settembre. Tra gli altri provvedimenti importanti, c’è il ‘Coltiva Italia’, già approvato in Camera e ora all’esame del Senato. Nel testo è inclusa anche una delega al governo sull’energia nucleare sostenibile, tema che promette discussioni accese. Da non perdere poi i dossier sulle professioni sanitarie e il disegno di legge contro i reati informatici e il trattamento illecito dei dati.

Il calendario è fitto, con poche pause. L’autunno parlamentare si annuncia decisivo, con scelte che potrebbero cambiare diversi equilibri politici e rispondere a emergenze sempre più urgenti.

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