Terremoto magnitudo 3.0 ai Campi Flegrei: scossa avvertita a Pozzuoli e Napoli nella notte

Redazione

10 Agosto 2026

Alle 2:27 della notte tra il 9 e il 10 agosto, un terremoto di magnitudo 3.0 ha fatto tremare i Campi Flegrei. L’epicentro? A soli 2 chilometri da Pozzuoli, con una profondità di circa 4 chilometri. A Napoli e nei comuni vicini, molti hanno sentito chiaramente quella scossa. Non si tratta di un episodio isolato: da fine luglio, la zona è sotto osservazione continua a causa del bradisismo, soprattutto dopo la potente scossa di magnitudo 4.7 del 31 luglio, la più forte mai registrata in questa area.

Scossa notturna, la mappa del sisma

Il terremoto è stato tracciato con precisione dagli strumenti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia . Nonostante la magnitudo contenuta, la vicinanza a Pozzuoli e la bassa profondità hanno reso la scossa ben percepibile, amplificando la sensazione di vibrazioni sulla superficie. L’epicentro si trova proprio nell’area flegrea, una delle zone più attive dal punto di vista vulcanico e sismico in Italia.

Essendo l’epicentro a soli 2 chilometri dalla città, la scossa desta preoccupazioni per i possibili effetti sugli edifici e sulla popolazione locale. Anche a Napoli la scossa è stata sentita, allargando così l’area interessata. Per ora non sono stati segnalati danni gravi, ma l’allerta resta alta e gli esperti continuano a tenere sotto controllo la situazione.

Questa scossa si aggiunge a una serie di eventi sismici che caratterizzano la fase attuale dei Campi Flegrei, dove il bradisismo mantiene alta l’attenzione degli specialisti che monitorano costantemente il Golfo di Pozzuoli.

Bradisismo ai Campi Flegrei: cosa succede sotto i nostri piedi

Il bradisismo è uno dei fenomeni più particolari dell’area flegrea: si tratta di un lento sollevamento o abbassamento del terreno dovuto a movimenti magmatici o a variazioni di pressione nel sottosuolo vulcanico. Questi movimenti si ripetono da secoli e sono legati all’attività di un supervulcano che si nasconde sotto la zona.

L’aumento recente degli eventi sismici, a partire dalla scossa più forte del 31 luglio, suggerisce una maggiore attività all’interno della caldera. L’INGV e altri enti scientifici seguono con attenzione ogni parametro: dalle emissioni di gas alle variazioni del terreno, senza tralasciare la sismicità, per cercare di prevedere possibili sviluppi e tenere pronte le autorità locali.

Il bradisismo non significa necessariamente che stia per arrivare un’eruzione, ma rappresenta comunque un rischio serio per le strutture e la sicurezza della popolazione, soprattutto quando il terreno si sposta causando danni o cedimenti. La vicinanza di città come Pozzuoli, e la densità abitativa nell’area metropolitana di Napoli, rendono la situazione ancora più delicata, spingendo a mantenere alta la guardia.

Gli esperti ricordano che la frequenza di scosse di media-bassa intensità è un segnale del continuo movimento della caldera, un motivo in più per non abbassare la soglia di attenzione, soprattutto sulle misure di prevenzione e informazione rivolte ai cittadini.

Istituzioni in allerta: monitoraggio e controlli dopo la scossa

Dopo il terremoto della notte tra il 9 e il 10 agosto, le autorità hanno rafforzato il sistema di sorveglianza sui Campi Flegrei. Protezione Civile, INGV e altri enti scientifici lavorano insieme per tenere sotto controllo in tempo reale la situazione geologica e per mantenere un filo diretto con la popolazione.

Sono stati avviati controlli su edifici e infrastrutture nelle zone più vicine all’epicentro. Al momento non ci sono segnalazioni di danni gravi, ma la priorità è raccogliere quanti più dati possibile per capire come si evolverà il fenomeno e prevenire rischi maggiori.

A Napoli e Pozzuoli i cittadini sono stati invitati a mantenere la calma e a segnalare immediatamente qualsiasi anomalia o danno. Le autorità hanno aggiornato i piani di emergenza, predisponendo punti di raccolta e scenari di evacuazione pronti a scattare se necessario.

L’obiettivo è limitare al minimo le conseguenze di eventuali nuovi eventi, puntando a una gestione efficace della sicurezza in un territorio complesso e densamente popolato. Questa scossa di magnitudo 3.0 aggiunge un pezzo importante a un quadro geodinamico che resta sotto stretta osservazione.

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