Il 10 agosto 2026 sono saliti a nove i casi di contagio da Febbre del Nilo segnalati nella provincia di Oristano, con due pazienti anziani attualmente ricoverati e con le autorità sanitarie locali che hanno attivato procedure di sorveglianza e profilassi. Tra i casi segnalati, due ultrasettantenni risultano ricoverati presso il ospedale San Martino di Oristano, mentre un ultracinquantenne si è presentato al pronto soccorso e, dopo le prime cure, è stato dimesso e ha fatto rientro nella sua abitazione.
Casi attuali e condizioni dei pazienti
La segnalazione dei nove casi comprende persone di età diversa, con particolare attenzione per gli anziani che hanno mostrato sintomatologia tale da richiedere il ricovero: due ultrasettantenni sono tuttora in cura al ospedale San Martino di Oristano, dove vengono monitorati dal personale sanitario. Un altro paziente, un ultracinquantenne, si è recato al pronto soccorso del presidio oristanese e, dopo le prime cure, è stato dimesso nella stessa giornata e ha fatto ritorno nella propria abitazione per proseguire il periodo di osservazione domiciliare.
I restanti casi notificati fino a oggi comprendono soggetti che hanno ricevuto assistenza ospedaliera e che, dopo il periodo di degenza o di valutazione clinica, sono stati dimessi e seguiti a domicilio, in conformità con le procedure locali per la gestione dei pazienti affetti da infezioni trasmesse da vettori.
Indagine epidemiologica e misure di profilassi
Immediatamente dopo la conferma dei nuovi casi, il dipartimento di Prevenzione della Asl 5 di Oristano ha avviato l’inchiesta epidemiologica per ricostruire eventuali catene di trasmissione e individuare aree a rischio. Le attività di profilassi deliberate dalle autorità competenti prevedono interventi di disinfestazione nelle aree di residenza delle persone risultate positive, azioni che vengono coordinate nel tentativo di ridurre la presenza dei vettori responsabili della trasmissione.
Le operazioni di controllo sul territorio sono state programmate in stretto raccordo con i servizi sanitari locali ed hanno come obiettivo la riduzione dei ristagni d’acqua e la diminuzione delle opportunità di riproduzione degli insetti vettori, oltre alla comunicazione dei comportamenti di autoprotezione rivolti ai cittadini e, in particolare, ai soggetti più fragili.
Cronologia dei casi registrati finora
Il primo caso attribuito a West Nile nella provincia di Oristano risale a maggio scorso, quando è stato segnalato un soggetto ultrasessantenne che ha contratto il virus; il secondo caso riguardava una persona ultranovantenne che, dopo aver sviluppato la malattia, è purtroppo deceduta. Tra i casi successivi, il terzo ha coinvolto un altro ultrasessantenne che è stato dimesso dal presidio ospedaliero oristanese e ha fatto rientro a casa.
Il quarto caso riguarda un ultraottantacinquenne che è ancora ricoverato al San Martino, mentre il quinto e il sesto caso hanno interessato, rispettivamente, un cinquantenne e un ultrasettantenne; entrambi questi ultimi pazienti sono stati dimessi e hanno fatto ritorno alle loro abitazioni. Le informazioni sulle successive notifiche conducono al totale attuale di nove persone coinvolte nella provincia.
Raccomandazioni e messaggi delle autorità sanitarie
La direttrice del dipartimento di Prevenzione, Maria Valentina Marras, ha ricordato ai cittadini le misure individuali di protezione raccomandate per ridurre il rischio di punture da zanzare, invitando in particolare le persone fragili e gli anziani a evitare i ristagni d’acqua e a utilizzare repellenti e abiti protettivi quando si è all’aperto. Nel suo richiamo alle precauzioni di vita quotidiana, la direttrice ha segnalato l’utilità anche delle zanzariere per schermare gli ambienti domestici e diminuire l’esposizione alle punture.
La direttrice generale della Asl 5, Grazia Cattina, ha ribadito che le regole di prevenzione indicate rimangono le principali misure di protezione contro questa malattia e che le attività di profilassi sul territorio saranno proseguite in coordinamento con gli interventi di sorveglianza epidemiologica.
Le autorità sanitarie locali continueranno a monitorare la situazione e ad aggiornare le indicazioni rivolte alla popolazione, mentre le attività di controllo ambientale e di informazione ai cittadini proseguiranno nelle aree interessate al fine di contenere la circolazione del virus.
