Gioia Tauro rivoluziona la logistica: mega portacontainer alimentata a energia elettrica del porto

Redazione

17 Luglio 2026

Nel porto di Gioia Tauro, una nave portacontainer gigantesca ha appena spento i motori a combustione per la prima volta durante la sosta, collegandosi completamente alla rete elettrica a terra. Un gesto semplice, ma rivoluzionario: grazie al cold ironing, si abbattono le emissioni inquinanti delle grandi flotte commerciali. Non è solo un progresso tecnico, ma un passo deciso verso porti più sostenibili e un futuro meno inquinato.

Cos’è il cold ironing e come funziona a Gioia Tauro

Il cold ironing permette alle navi attraccate di ricevere elettricità direttamente dalla rete di terra, evitando di tenere accesi i generatori interni. Normalmente, per mantenere in funzione luci, aria condizionata e altri impianti di bordo durante le operazioni di carico e scarico, le navi consumano combustibili fossili, producendo emissioni significative di inquinanti e rumore.

A Gioia Tauro, grazie a questo impianto, una delle più grandi portacontainer al mondo ha spento tutti i motori ausiliari durante l’ormeggio. Il risultato è una riduzione netta di ossidi di azoto, particolato e anidride carbonica nell’area portuale e nelle zone vicine, con un miglioramento tangibile della qualità dell’aria. L’energia utilizzata arriva in parte da fonti rinnovabili, riducendo ulteriormente l’impatto ambientale.

Gioia Tauro, un porto chiave per la logistica sostenibile

Gioia Tauro è uno degli scali più importanti del Mediterraneo, punto strategico per la distribuzione delle merci verso Europa, Medio Oriente e Africa. La sua capacità di accogliere megaship lo rende fondamentale nella catena globale. L’introduzione del cold ironing e altre misure per ridurre le emissioni dimostrano la volontà del porto di allinearsi alle normative internazionali, come quelle dell’Organizzazione Marittima Internazionale .

Investire in infrastrutture verdi è anche un modo per rafforzare la competitività del porto. Ridurre l’impronta ambientale attira le compagnie di navigazione sempre più attente alla sostenibilità. Inoltre, questi passi aiutano a raggiungere gli obiettivi europei di taglio delle emissioni entro il 2030 e la neutralità climatica prevista per il 2050.

Le difficoltà tecniche del cold ironing sulle grandi navi

Applicare il cold ironing a portacontainer di grandi dimensioni non è semplice. Queste navi hanno bisogno di molta energia elettrica durante la sosta per far funzionare i numerosi impianti a bordo. Costruire un’infrastruttura adeguata significa garantire una rete in grado di fornire energia stabile e affidabile, spesso a livelli superiori al megawatt.

In più, il collegamento tra nave e terra deve rispettare severi standard di sicurezza per evitare guasti o interruzioni. Il sistema di Gioia Tauro ha superato con successo queste sfide grazie alla collaborazione tra operatori portuali, compagnie di navigazione e fornitori di energia. Questa esperienza potrà essere un modello per altri porti italiani e internazionali.

Futuro verde: più energia pulita e stoccaggio a Gioia Tauro

Il porto sta già lavorando per ampliare le infrastrutture elettriche, con l’obiettivo di potenziare il cold ironing e integrare maggiormente energia da fonti rinnovabili come solare ed eolico. L’idea è fornire energia sempre più pulita alle navi, riducendo l’impatto ambientale complessivo delle attività portuali.

Nei progetti in cantiere ci sono anche sistemi di accumulo per garantire continuità di alimentazione, anche quando la domanda è alta o la produzione rinnovabile è irregolare. Questa transizione energetica si inserisce nel quadro delle politiche nazionali per la decarbonizzazione del settore marittimo e l’adozione di tecnologie innovative per una logistica più sostenibile. L’esperienza con la meganave elettrica è un passo concreto in questa direzione.

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