The Dream Syndicate al MACRO di Roma: convegno gratuito sul lavoro culturale nell’era digitale

Redazione

11 Marzo 2026

Il 13 e 14 marzo, il MACRO di Roma si trasforma in un crocevia internazionale del pensiero culturale digitale. Due giorni intensi, con dibattiti e confronti, tutti a ingresso libero. Non è cosa da tutti i giorni vedere così tanti esperti, tra filosofi, artisti e teorici, riuniti sotto lo stesso tetto per discutere come le piattaforme digitali stanno cambiando il modo di lavorare nella cultura. L’evento promette di fare luce su un fenomeno che attraversa e trasforma il nostro presente.

Esperti di primo piano per un confronto sul lavoro culturale di oggi

Dietro al convegno ci sono Carlo Antonelli e Valerio Mannucci, due curatori di grande esperienza che hanno messo insieme un programma ricco di interventi. L’idea è mettere a confronto diversi punti di vista sul “lavoro culturale”, un concetto che si ridefinisce continuamente grazie all’impatto delle piattaforme digitali, dei social network e degli strumenti online. Le discussioni toccheranno temi chiave come l’evoluzione delle discipline artistiche, la produzione dei contenuti, e le conseguenze economiche e sociali dell’ecosistema digitale.

Tra gli ospiti più attesi ci sono David Toop, compositore e teorico sonoro britannico, noto per il suo modo originale di unire musica e narrazione; McKenzie Wark, accademico e critico di cultura digitale con anni di esperienza nell’analisi delle tendenze contemporanee; Simon Reynolds, scrittore e giornalista specializzato in musica e cultura pop; e Bruce Sterling, uno dei padri della fantascienza cyberpunk, pronto a offrire una prospettiva fresca sul rapporto tra tecnologia e immaginario culturale. La loro presenza sottolinea il carattere interdisciplinare del convegno, che spazia dalla musica all’arte visiva, dalla letteratura agli studi culturali.

Come il digitale cambia il lavoro culturale

Al centro del dibattito c’è il modo in cui il lavoro culturale si sta trasformando con l’avvento delle piattaforme digitali. Questi nuovi strumenti hanno cambiato radicalmente come si produce, distribuisce e fruisce la cultura. Da una parte, hanno aperto le porte a una maggiore democratizzazione dell’accesso e della creazione dei contenuti; dall’altra, hanno portato a nuove forme di sfruttamento e precarietà per chi lavora nel settore culturale. Il convegno approfondirà come artisti e creativi si muovono in questo scenario, con uno sguardo critico alle politiche sul copyright, ai meccanismi di visibilità online e all’autonomia degli operatori culturali.

Si parlerà anche delle strategie che gli artisti adottano per districarsi nel complicato sistema delle piattaforme, cercando di mantenere il controllo sul proprio lavoro e, in molti casi, di ribaltare le regole del gioco commerciale. Sarà un confronto concreto, basato sulle esperienze di chi vive ogni giorno il lavoro culturale nel nuovo millennio, con un focus che va dalla musica indipendente alle arti digitali, passando per le nuove forme di editoria e comunicazione. Il tutto attraverso contributi teorici ma anche casi pratici.

Il MACRO, laboratorio di idee e confronto culturale

Il Museo d’Arte Contemporanea di Roma si conferma così come un luogo vivo, dove la cultura non si limita a essere esposta, ma si discute e si ripensa. Questo convegno è un’occasione importante per stimolare il dibattito pubblico e il confronto tra esperti, operatori del settore e appassionati. La scelta del MACRO come sede sottolinea l’importanza di un museo che si fa punto di riferimento per riflettere sulle trasformazioni in atto nel mondo culturale.

L’ingresso libero consente al pubblico di avvicinarsi a temi di grande attualità e di ascoltare voci autorevoli. L’evento si inserisce in un calendario ricco di iniziative dedicate all’innovazione culturale, alla multidisciplinarità e ai nuovi linguaggi espressivi. Questi momenti di confronto rafforzano il legame tra società civile, istituzioni culturali e mondo accademico, un passaggio fondamentale per affrontare insieme le sfide di oggi e costruire il futuro della cultura.

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