Netflix sceglie l’eremo di Camaldoli e le Foreste Casentinesi per la nuova serie Assassin’s Creed

Redazione

11 Marzo 2026

Tra le ombre secolari delle Foreste Casentinesi, dove il tempo sembra scorrere più lento, si muove una troupe che ha trasformato il monastero di Camaldoli in un palcoscenico vivente. Lì, tra valli silenziose e sentieri nascosti, prende forma la nuova serie di Netflix ispirata a Assassin’s Creed. Per settimane, le telecamere hanno catturato ogni angolo di questo angolo remoto, portando con sé un’atmosfera carica di storia e mistero. Il cast resta un segreto ben custodito, ma l’impronta di questa produzione è già visibile, incisa nel cuore stesso del paesaggio.

Nel cuore dell’Appennino: il set tra boschi e storia

Le riprese si concentrano nei boschi intorno al monastero e all’eremo di Camaldoli, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Questo angolo di natura incontaminata è stato scelto come scenario naturale per la serie live-action sviluppata da Ubisoft, con Firenze che farà da fulcro storico della narrazione.

Il parco, con i suoi maestosi abeti bianchi, i faggi secolari e le radure intatte da secoli, è il luogo ideale per girare scene di grande impatto. Questi paesaggi, carichi di fascino antico, diventano protagonisti silenziosi della storia, aumentando tensione e mistero sullo schermo.

La produzione ha voluto sposare l’azione avventurosa della serie con l’anima spirituale e naturale del territorio. Le faggete rigogliose e i sentieri nascosti sono diventati un teatro naturale dove, tra alberi fitti e panorami mozzafiato, attori e troupe lavorano da settimane per ricreare atmosfere autentiche. Nei prossimi mesi, saranno coinvolti anche artigiani e comparse locali, dando così una spinta all’economia del posto e rafforzando il legame tra cinema e territorio.

Un progetto internazionale con radici nel Casentino

Nonostante il riserbo che avvolge molti dettagli della produzione, alcune voci circolano con insistenza. Tra queste, spicca il nome dell’attore australiano Toby Wallace, noto per ruoli in grandi produzioni internazionali. Le riprese andranno avanti per diverse settimane, con un calendario che punta a terminare tra la seconda metà del 2026 e il 2027, anno in cui è previsto il debutto della serie.

La scelta del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi non è casuale: è un riconoscimento alla bellezza e all’importanza ambientale del luogo. Questi boschi, integri e selvaggi, offrono lo sfondo perfetto per una storia che intreccia conflitti storici e spiritualità, dove la natura diventa testimone e protagonista.

La presenza di una produzione internazionale porterà nuova luce sul territorio, valorizzandone l’eredità culturale e naturale. Non si tratta solo di un evento cinematografico, ma di un’occasione per riscoprire un angolo di Toscana ancora poco noto, nascosto tra le pieghe dell’Appennino.

Camaldoli: millenni di storia tra natura e fede

Il monastero di Camaldoli si trova a circa 815 metri di altitudine, vicino a Poppi, in provincia di Arezzo. Fondato all’inizio dell’XI secolo da San Romualdo di Ravenna, ha mantenuto intatta la sua funzione spirituale, diventando meta di pellegrini e curiosi attratti dalla sua storia millenaria.

Immerso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, il monastero racconta un rapporto profondo tra uomo e natura. L’unione di architettura antica e ambiente selvaggio crea un’atmosfera unica, che negli ultimi tempi ha guadagnato nuovo fascino grazie alle produzioni cinematografiche attratte da queste suggestive ambientazioni.

Per raggiungerlo da Arezzo, che dista una cinquantina di chilometri, si segue la strada per Bibbiena e poi si svolta per Camaldoli. Da qui parte un sentiero segnalato dal Club Alpino Italiano che, in circa un’ora e mezza, conduce all’Eremo di Camaldoli. Questo piccolo rifugio per la preghiera è tappa fondamentale di diversi cammini spirituali, tra cui quello dedicato a San Romualdo che arriva fino a Ravenna.

L’eremo è raggiungibile anche in auto, offrendo così maggiore comodità a chi vuole scoprire questi luoghi carichi di storia. L’interesse suscitato dalle riprese ha portato un pubblico nuovo, curioso di esplorare sentieri antichi immersi in panorami che sembrano fermi nel tempo.

Cinema e natura: una sfida per valorizzare il territorio

L’arrivo di una grande produzione come Netflix, che si ispira a un franchise mondiale come Assassin’s Creed, ha un peso particolare in un’area protetta come il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Non si tratta solo di raccontare una storia avvincente, ma anche di promuovere e tutelare un patrimonio ambientale tra i più preziosi d’Italia.

Le Foreste Casentinesi rappresentano uno degli ecosistemi più integri dell’Appennino, casa di specie rare e custodi di antiche tradizioni legate alla natura. Questi spazi, con il loro valore paesaggistico, sono il palcoscenico ideale per una narrazione che mescola storia e fantasia.

Il progetto è anche una sfida organizzativa: bisogna proteggere l’ambiente durante le riprese, coinvolgendo enti e comunità per trovare un equilibrio tra produzione e conservazione. La collaborazione tra cinema e territorio può diventare un modello per futuri lavori in luoghi di grande valore storico e naturale.

Tra realtà e finzione, le Foreste Casentinesi si preparano a conquistare un posto importante sulla scena internazionale, attirando visitatori, appassionati di storia e natura, e portando il fascino del Casentino ben oltre i confini della Toscana.

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