Al Bois du Cazier, il silenzio solenne della commemorazione per Marcinelle è stato spezzato da un gesto carico di tensione. Mentre veniva letto il messaggio del presidente Mattarella, un gruppo di persone con fazzoletti rossi al collo ha voltato le spalle al presidente del Senato, Ignazio La Russa. Quel gesto, netto e provocatorio, ha subito acceso un dibattito acceso, suscitando reazioni forti da parte di politici e sindacati. La memoria di una tragedia storica, dunque, si è tinta di polemica.
Il gesto dei fazzoletti rossi al centro della polemica
Nel cuore della commemorazione, che ricorda la tragedia del 1956 in cui persero la vita 262 minatori, alcuni presenti hanno scelto di voltare le spalle proprio mentre La Russa leggeva il messaggio del presidente. Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, non ha esitato a definire il gesto “patetico e vergognoso” su Twitter, accusando la Cgil di mancanza di rispetto verso le istituzioni e chiedendo alla sinistra di prendere le distanze da questa protesta.
Dietro il gesto c’è la rivendicazione del sindacato belga Fgtb-Charleroi, che su Facebook ha spiegato di aver voluto esprimere il proprio dissenso proprio per la presenza di La Russa, cofondatore di Fratelli d’Italia e spesso al centro di critiche per le sue posizioni sull’eredità fascista italiana. Charleroi, città legata alla memoria antifascista e alla storia dei minatori emigrati, ha scelto così di manifestare il proprio disappunto.
Governo e sindacato si scontrano sulle accuse
La premier Giorgia Meloni non ha tardato a rispondere, definendo il gesto “grave e vergognoso”. Ha ricordato che la commemorazione dovrebbe essere un momento di rispetto per i caduti e per il sacrificio degli emigrati, condannando la protesta come una strumentalizzazione politica che offende le istituzioni. “Serve rispetto in occasioni di questa portata”, ha ribadito.
Dall’altra parte, la Cgil, attraverso il segretario generale Maurizio Landini, ha respinto le accuse di Fidanza, parlando di tentativo strumentale di denigrare il sindacato. Landini ha sottolineato che la Cgil ha sempre rispettato le istituzioni e il presidente della Repubblica, soprattutto in eventi così solenni. Ha ribadito come memoria e rispetto siano per il sindacato valori fondamentali.
La Russa: “Non politicizzare la commemorazione”
Anche Ignazio La Russa ha preso parola, condannando ogni comportamento che possa sminuire il significato della giornata. Ha però invitato a non trasformare la cerimonia in uno scontro politico, ricordando il valore simbolico della memoria e l’importanza di mantenere il decoro in un’occasione così importante. Ha chiesto di non farsi distrarre da “atti di squallida propaganda” e di concentrarsi sul messaggio di ricordo e unità.
La giornata al Bois du Cazier ha messo in luce come storia e politica si intreccino anche nei momenti di memoria pubblica. Il gesto dei fazzoletti rossi ha acceso un dibattito acceso, mostrando come il rispetto per il passato possa scontrarsi con le divisioni del presente.