Calakmul: alla scoperta dell’antica capitale Maya nascosta nella giungla del Messico

Redazione

29 Marzo 2026

La strada si restringe, poi scompare tra alberi imponenti. Il segnale del telefono svanisce, lasciando solo il fruscio della foresta. Siamo a Calakmul, un gioiello nascosto della civiltà maya, immerso nella giungla del Campeche. Due enormi piramidi si ergono tra le chiome, a prima vista sembrano colline, ma sono antichi templi scolpiti da mani millenarie. Sotto quella vegetazione fitta si estende una città enorme: oltre 6.000 edifici sparsi su decine di chilometri quadrati. Intorno, una delle foreste tropicali più vaste delle Americhe, selvaggia e incontaminata. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, e il silenzio è rotto soltanto dal richiamo delle scimmie urlatrici o dal battito d’ali di un tucano. Calakmul, un passato urbano sofisticato che si cela nel cuore della natura.

Calakmul, una potenza maya tra alleanze e guerre secolari

Le origini di Calakmul risalgono a circa il 2000 a.C., ma furono i secoli tra il periodo preclassico e quello classico a vederne la grandezza. In quegli anni la città divenne uno dei centri più importanti delle terre basse maya. Tra il 250 a.C. e il 700 d.C. governò un territorio vastissimo e una popolazione che superava le 50.000 persone. La sua storia è segnata da alleanze, guerre e intrighi, soprattutto nella lotta con l’altra grande potenza della zona, Tikal, oggi in Guatemala. Il conflitto tra queste due città durò secoli, fatto di matrimoni politici, scambi commerciali e scontri violenti. Nel 562 d.C., Calakmul vinse e divenne la capitale del Regno della Testa del Serpente, la potente dinastia Kaan. Ma nel 695 d.C. Tikal riconquistò il primato, dando il via al declino di Calakmul. Le stele sparse nel sito raccontano tutto questo con iscrizioni geroglifiche dettagliate, incise su oltre 120 monumenti in pietra. Sovrani come Yuknom il Grande e Artiglio di Giaguaro emergono da queste testimonianze come protagonisti della storia maya. L’ultima data trovata risale al 909 d.C., dopo di che la città venne abbandonata e inghiottita dalla foresta per secoli. Oggi Calakmul è un sito protetto dall’UNESCO, simbolo di un passato glorioso.

Tra templi e piramidi: un viaggio tra le rovine di Calakmul

Visitare Calakmul non è una passeggiata: serve spirito d’adattamento e scarpe solide. I sentieri tra i gruppi di edifici sono sterrati e molti monumenti sono ancora sommersi da terra e vegetazione. A dominare il paesaggio ci sono due piramidi: la Struttura II, alta circa 45 metri e tra le più grandi del mondo maya, e la Struttura I. Salire sulla Struttura II è una sfida, con gradini irregolari e una pendenza impegnativa, ma la vista che si apre in cima ripaga la fatica: un mare infinito di verde. Intorno, altre cime piramidali spuntano dalla giungla come isole nel nulla. Queste “due montagne”, usate probabilmente per cerimonie e riti funerari, incorniciano il sito archeologico. Al centro della città c’è la Gran Plaza, una vasta area cerimoniale collegata da sacbé, le antiche strade sopraelevate in pietra che univano templi e palazzi. Lo stile architettonico Petén, con i suoi volumi massicci, caratterizza le strutture principali. Passeggiando tra le rovine si incontrano stele scolpite, ancora ben conservate, con ritratti di sovrani e simboli dinastici incisi con precisione: fonti preziose per ricostruire la storia politica di Calakmul. Grazie a studiosi come Yuri Knorosov, oggi possiamo leggere questi testi in geroglifici maya. Oltre ai grandi monumenti, si scoprono tracce della vita quotidiana: i chultunes, cisterne artificiali per raccogliere acqua piovana, fondamentali in un’area senza fiumi a vista; e le terrazze agricole, segno di tecniche avanzate di coltivazione e gestione del terreno.

La biosfera di Calakmul: natura selvaggia e spettacoli unici

Calakmul non è solo archeologia. Il sito si trova all’interno della Riserva della Biosfera di Calakmul, istituita nel 1989, una delle aree più ricche di fauna del Messico. Qui vivono giaguari, puma, ocelot, scimmie e centinaia di specie di uccelli. Molte volte gli animali restano nascosti, ma la loro presenza si percepisce dai suoni e dai movimenti nella foresta. Uno degli spettacoli più suggestivi avviene al tramonto vicino alla Grotta dei Pipistrelli: milioni di questi piccoli mammiferi si radunano e si lanciano in volo, formando spirali scure contro il cielo. Un momento intenso e misterioso, che unisce storia e natura in un’esperienza difficile da dimenticare.

Come arrivare a Calakmul e organizzare la visita nel cuore del Campeche

Calakmul si trova in una zona remota nel sud dello stato di Campeche, nella penisola dello Yucatán. Il villaggio più vicino è Xpujil, lungo la strada federale 186. Dall’aeroporto internazionale di Mérida servono circa sei ore di auto per raggiungere la zona. In alternativa, si può partire da Campeche e proseguire via terra fino a Xpujil. Da lì parte una strada di circa 60 chilometri che attraversa la riserva, ma non ci sono collegamenti pubblici diretti per il sito archeologico. Perciò è necessario noleggiare un’auto o prenotare un taxi con attesa sul posto. La visita richiede un po’ di preparazione: conviene partire all’alba, portare acqua, cibo e indossare abiti adatti a terreni fangosi e al caldo tropicale. Il periodo migliore va da novembre a marzo, quando piove meno e i sentieri sono più accessibili. Calakmul richiede tempo e pazienza, ma offre un’immersione vera in una civiltà antica e un contatto stretto con la natura, lontano dai circuiti turistici più battuti.

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