Ai piedi del Passo di Resia, la bicicletta prende vita lungo il corso dell’Adige, tracciando un percorso che accende i sensi. L’aria è fresca, quasi pungente; l’acqua del fiume scorre limpida, trasparente, mentre intorno si diffonde l’aroma dolce dei meleti in fiore. Paesaggi che mutano, lentamente, da montagne imponenti a colline morbide, fino alle vaste pianure venete. Sono oltre 280 chilometri di storia da pedalare: castelli, borghi antichi, e città d’arte si alternano a spazi naturali di rara bellezza. La ciclovia, parte del circuito europeo EuroVelo 7, è curata e accessibile, pensata per chi vuole vivere un viaggio intenso, senza affanni, e scoprire angoli unici lungo il fiume più lungo d’Italia.
Un percorso accessibile e ben organizzato
La ciclovia dell’Adige si estende per circa 280 chilometri, dal Passo di Resia fino al Lago di Garda. Il tracciato è prevalentemente in discesa, ideale anche per chi non è un ciclista esperto. Nella prima parte si scende di oltre mille metri, garantendo una pedalata dolce e piacevole. Il fondo è quasi tutto asfaltato e il percorso è segnalato in modo chiaro, pensato sia per chi è alle prime armi sia per famiglie con bambini grandi. Chi vuole può coprire l’intero tragitto in tre giorni, mentre chi preferisce può prendersela con calma e suddividere la pedalata in più tappe.
Ogni giorno si possono affrontare tratti tra i 45 e i 60 chilometri, scegliendo liberamente dove fermarsi. A facilitare il viaggio c’è anche una fitta rete ferroviaria lungo tutto il percorso. I treni regionali permettono di portare con sé la bici, anche se in alta stagione è consigliabile prenotare per tempo il posto bici. Lungo la ciclovia si trovano inoltre diversi punti di noleggio, sia di biciclette tradizionali che elettriche, spesso vicini alle stazioni, così chi arriva senza mezzo può organizzarsi facilmente.
Un’altra particolarità della ciclovia sono i cosiddetti bicigrill, punti di ristoro dedicati ai ciclisti dove fermarsi per ricaricare le energie con una pausa fresca e rilassante. Questi spazi sono distribuiti lungo tutto il percorso e rappresentano un valore aggiunto per chi cerca una pedalata comoda e ben strutturata.
Dalla sorgente al lago: la Val Venosta tra natura e storia
Il viaggio parte nel cuore delle Alpi, al Passo di Resia, a oltre 1500 metri, al confine con Austria e Svizzera. Qui nasce l’Adige e, a pochi chilometri, si trova uno dei simboli più famosi della zona: il Lago di Resia con il suo campanile romanico che spunta dall’acqua. È l’unico ricordo visibile del paese che fu sommerso negli anni ’40 per fare spazio a una diga idroelettrica. All’epoca furono distrutte 163 case e terreni agricoli, ma quel campanile rimane a testimoniare la storia di una comunità che ha dovuto ricostruirsi sulle alture intorno.
Pedalando lungo la Val Venosta si attraversano circa 80 chilometri in discesa continua tra frutteti e meleti che in primavera si coprono di fiori bianchi e rosa. Questo tratto, chiamato anche Ciclovia della Val Venosta, regala viste spettacolari sulle montagne ancora innevate e borghi d’altri tempi come Glorenza, una delle città murate meglio conservate dell’Alto Adige, con le sue torri medievali e vicoli stretti che raccontano secoli di storia.
La prima tappa importante è Merano, nota per il suo clima mite che permette la crescita di palme e cipressi. Questa zona è stata a lungo meta dell’aristocrazia asburgica, attratta dalle sue terme e dai paesaggi dolci. Dopo una pausa rigenerante, si prosegue per altri 30 chilometri tra meleti e vigneti fino a Bolzano, crocevia di culture italiane e tirolesi, famosa per i suoi castelli e la tradizione bilingue.
Trentino: castelli, musei e paesaggi che si aprono verso la pianura
Entrando in Trentino il paesaggio cambia ancora. Qui il fiume rallenta e la valle si allarga, punteggiata da castelli che dominano le alture. Il percorso si sviluppa per circa 100 chilometri, alternando tratti lungo le sponde e attraversando zone ricche di storia e cultura. Trento è una tappa d’obbligo, con un centro storico ben conservato che ospita il Duomo e la celebre Fontana del Nettuno. Per chi viaggia con la famiglia, il MUSE – museo delle scienze progettato da Renzo Piano – è una sosta interessante e divertente.
Proseguendo verso Rovereto, città nota per il MART, Museo di Arte Moderna e Contemporanea, la pista ciclabile segue il fiume e le campagne circostanti. Rovereto, centro di cultura e arte, è un punto strategico per decidere se fermarsi o proseguire, con varie possibilità di prolungare la pedalata verso altre zone.
Ultime tappe: dal Lago di Garda a Verona e oltre
Da Rovereto si aprono due strade principali. Chi vuole raggiungere il Lago di Garda segue la ciclovia Adige-Garda. Questo tratto finale offre panorami spettacolari: si attraversa la valle della Vallagarina lungo il tracciato di una vecchia ferrovia, con scorci improvvisi sul lago. Riva del Garda segna il punto finale naturale del viaggio, incorniciata da montagne imponenti e acque limpide, un luogo perfetto per una sosta o un’escursione.
Chi invece preferisce Verona può entrare dalla zona di Chievo, attraversando il suggestivo ponte-diga sull’Adige. Verona, città d’arte e cultura, è una meta ideale per chi vuole concludere il viaggio con una visita che unisce sport e storia.
Per i ciclisti più allenati c’è la possibilità di proseguire fino alla foce dell’Adige a Rosolina, in provincia di Rovigo, attraversando le pianure venete tra campi coltivati, piccoli paesi e una natura meno aspra ma non meno affascinante. Questo ultimo tratto, completamente pianeggiante, crea un bel contrasto con le vette alpine da cui si è partiti, regalando un’esperienza completa e variegata del Nord-Est italiano.
Un viaggio in bicicletta lungo l’Adige non è solo fatica o sport: è un percorso che unisce natura, memoria e cultura, pensato per far scoprire ogni angolo di una regione ricca di bellezze e sfumature.
